Perché oggi devi essere connesso anche per pisciare in co-op
C’era un’epoca in cui bastava una TV a tubo catodico, due pad e un pacchetto di patatine per fare casino tutta la notte. Non serviva la fibra, non c’era bisogno di account, abbonamenti, cloud del cazzo o aggiornamenti da 80 giga. Bastava premere start e ti trovavi a prendere a calci il culo dell’amico di fianco. Era l’era d’oro del multiplayer locale, quello vero, quello che puzzava di sudore e vendetta.
Ora? Ora se vuoi giocare in due, nella stessa cazzo di stanza, devi pregare il signore dei server o attaccarti al Wi-Fi della chiesa. E non è che manca solo nei giochi moderni: è stato proprio sgozzato in diretta, seppellito e dimenticato. Andiamo a vedere chi l’ha ucciso, come, e soprattutto perché questa merda non ha senso.

Quando bastava un secondo controller
Parliamoci chiaro: se non hai mai giocato in split screen su Halo, Mario Kart, FIFA o perfino su Tekken 3 con tuo cugino che barava come un ladro, ti sei perso metà della vita. L’altra metà era guardarlo piangere quando gli facevi un perfect con Hwoarang. Non serviva una connessione, né una seconda console, né auricolari da streamer: solo due persone, una stanza e tanta voglia di sfondarsi a botte.
I giochi di allora erano fatti per essere condivisi dal vivo, non attraverso un microfono con la voce metallica di un tredicenne che ti chiama “bro” mentre tua madre ti chiede di apparecchiare.
La morte lenta della co-op da divano
Poi, pian piano, il multiplayer locale è sparito. Prima le modalità principali sono diventate solo online. Poi anche le co-op sono diventate esclusivamente connesse. Poi è arrivato l’apocalisse: giochi con due personaggi principali… ma solo online.
Guarda It Takes Two. Gioco geniale, co-op pura, pensato per essere giocato in coppia… eppure metà della gente non può usarlo offline. Call of Duty? Una volta lo split screen era sacro, ora te lo mettono solo se ti inginocchi e versi una goccia di sangue. FIFA resiste solo perché è troppo grande per fregarsene, ma se EA potesse, farebbe pagare anche l’aria che respiri tra un tempo e l’altro.

I motivi? Tutti delle gran seghe
I dev dicono che “è troppo difficile sviluppare per split screen”, che “il netcode è più versatile”, o che “l’esperienza è più immersiva online”. Tradotto: costa meno e ci guadagniamo di più. Se ti fanno pagare l’online, se ti vendono skin per il tuo personaggio virtuale, se ti incastrano in matchmaking eterni… è ovvio che vogliono che tu stia connesso sempre, come un criceto sulla ruota.
In più, lo split screen “rovina la grafica” secondo loro. Ma dai, sul serio? Preferisci 4K con la solitudine o 720p con l’amico che ti insulta sul divano mentre vi scannate a forza di spade laser?
Giochi recenti che ti fanno girare le palle
Hai provato a giocare Fortnite in split screen? Funziona, sì… come un frigorifero sulle scale. Su Switch lagga più di un video anni ‘90 su un Nokia. Vuoi giocare a Borderlands 3 con un amico? Preparati a vedere i frame scendere più in fretta del tuo rispetto per l’ottimizzazione. E Minecraft Legends? Solo online. Porco mondo.
Ci sono eccezioni, certo. Overcooked ancora te lo godi in compagnia. Streets of Rage 4 ti fa sentire nel 1994. Ma sono gocce in un mare di piscio.
I bambini di oggi non lo capiranno mai

E questa è la cosa che fa più girare il cazzo: i ragazzini di oggi non capiranno mai il gusto di guardarsi negli occhi e dirsi “sei una merda” mentre lo schermo si divide in due e si scatena l’inferno.
Ora si insultano con emoji, si bloccano su Discord e si offendono in caps lock. Dove cazzo è finita la magia del controller che vola sul tappeto? Il “oh, ci vediamo alle 3 con i pad” è diventato un “aggiungimi che poi vedo se posso”.
Abbiamo perso l’aspetto più umano del gaming. Il contatto, le urla, le risate, gli insulti veri. L’online è comodo, ma è sterile. È freddo. È tutto troppo programmato, troppo filtrato, troppo… finto.
Quindi?
Ridateci il couch co-op, cazzo. Fate giochi pensati per farci urlare in faccia, non per silenziare la chat. Fateci tornare a dividere lo schermo, anche se perdiamo un po’ di risoluzione. Ce ne sbattiamo del ray tracing se possiamo ridere di fianco a un amico.
Il multiplayer locale è morto? Forse. Ma è nostro dovere resuscitarlo, anche a suon di calci nei maroni a chi ha deciso di eliminarlo. Le serate con birre, pad e botte virtuali non possono finire così.
Sicarios, che ne pensate? C’è speranza per la co-op da divano o ci hanno inculati per sempre in nome del multiplayer online?
