Un viaggio cinematografico che promette di incularci il cervello peggio del gioco originale
Chi cazzo se lo aspettava che Death Stranding, quel trip mentale dove portavi pacchi su montagne infinite mentre pioveva piscio del futuro e ti rincorrevano spiriti del cazzo, diventasse un film live-action? Eppure Hideo Kojima, il papà pazzo e geniale che ha partorito questo capolavoro confuso, ci sta lavorando davvero. E non è solo: c’è dietro pure A24, la casa di produzione che trasforma i sogni più assurdi in incubi cinematografici da Oscar.
Ma quindi, cosa cazzo sappiamo? Tenetevi forte, che qua si parla di futuro, arte, horror, deliri e gente che cammina in posti devastati.

C’è già una data d’uscita del film Death Stranding?
No, stronzi, ancora niente di ufficiale. Ma secondo quanto sparato dallo stesso Kojima a una rivista francese, il film dovrebbe uscire nel 2027. Considerando che la pre-produzione era partita nel 2022 e stanno ancora scaldando i motori, è evidente che si stanno prendendo il loro porco tempo.
E meno male, perché una roba del genere non può uscire con lo stampino dei blockbuster Marvel. Serve cervello, trip mentali, dialoghi assurdi e paesaggi che ti fanno venire voglia di pisciare nel termos come nel gioco. E infatti, Kojima ha detto che vogliono “accelerare”, ma senza fare porcherie frettolose.
Chi cazzo è coinvolto? Cast e produzione del film
Qui si fa interessante. Norman Reedus, Mads Mikkelsen e compagnia bella? Scordateveli. Kojima ha detto chiaramente che il film NON sarà una copia del gioco, ma un’evoluzione del mondo originale. Tradotto: nuovi personaggi, nuova storia, nuova botta di matto.
E chi c’è dietro le quinte a orchestrare tutto?
- Kojima: ovviamente ci mette mano ovunque tranne che sulla regia. Supervisiona trama, estetica, design, e probabilmente pure le bestemmie sussurrate nei sottotitoli.
- Alex Lebovici (produttore di Barbarian): si occupa della produzione assieme a Kojima per garantire che tutto puzzi di qualità malata e non di film d’azione da due soldi.
- Ari Aster e Lars Knudsen (Hereditary, Midsommar): sì, quei due psicopatici che fanno horror disturbanti sono nel team. Già sentite il cervello che frizza?
- Michael Sarnoski sarà il regista e sceneggiatore: ha diretto A Quiet Place: Day One e sta lavorando a The Death of Robin Hood con Hugh Jackman. Roba che non è proprio per bambini che guardano Fast & Furious.
A24 produrrà il film: roba d’autore, non blockbuster con le esplosioni a caso
Quando hanno annunciato che A24 avrebbe collaborato con Kojima, i fan sono esplosi più forte delle balene nel gioco. Stiamo parlando della casa che ha sfornato capolavori fuori di testa come Everything Everywhere All At Once, Hereditary, The Lighthouse e Talk to Me. Non fanno film per tutti. Fanno film per chi vuole sentirsi a disagio e godere mentre soffre.

E visto che Death Stranding è già un’esperienza straziante, malinconica e alienante, possiamo aspettarci una pellicola che ti prende per la gola e ti fa pensare a quanto sei solo nel mondo. In pratica: ci godremo una bella botta d’autore, altro che effetti speciali a manetta.
Seguirà la trama del gioco o sarà tutta un’altra storia?
Kojima ha già risposto: no, non seguirà la trama del gioco. Anzi, ha pure detto che vuole fare una roba che nessuno ha mai fatto prima con un film tratto da un videogioco. Quindi: niente copia-incolla, niente Sam Bridges che si trascina con la schiena spezzata per ore, ma qualcosa di nuovo, ambientato nello stesso universo malato.
Ci saranno sicuramente riferimenti, atmosfere simili, qualche elemento familiare… ma aspettatevi nuovi personaggi, nuove missioni, nuovi casini mentali e forse una nuova interpretazione dell’estinzione umana.
Kojima non vuole trasformare un gioco in un film. Vuole espandere il concetto, portare quel mondo post-apocalittico con i suoi BT, i Bridge Baby e le piogge assassine in un territorio nuovo, ancora più cinematografico e viscerale.
Cosa ci aspettiamo noi?
- Atmosfere da delirio cosmico con silenzi infiniti e paesaggi che ti mangiano l’anima.
- Personaggi ambigui, spezzati, con più trauma del previsto.
- Una trama che non capisci fino al secondo rewatch, ma che ti resta incollata nel cervello come il cordone ombelicale di un BT.
- Un mix tra horror psicologico, sci-fi post-apocalittico e poesia depressiva, il tutto inquadrato da una regia lenta, elegante e spiazzante.
Sarà un film che ti fa uscire dalla sala con l’occhio lucido e la testa incasinata. Sarà qualcosa di molto lontano da qualsiasi adattamento videoludico visto finora. E forse è proprio questo il vero obiettivo di Kojima: fare la storia anche nel cinema.
E ora tocca a voi, sicarios
Siete pronti a vedere un film di Death Stranding che potrebbe traumatizzarvi più del gioco stesso? O pensate che Kojima stia cercando di fare il regista senza averne il diritto? Lo andate a vedere o restate a casa a consegnare pacchi digitali?

