Rainbow six siege è diventato ingiocabile e ubisoft sta distruggendo la sua stessa creatura

Tra cheater, account rubati e bug continui, il gioco che amiamo si sta trasformando in un incubo frustrante

Partiamo subito dritti al punto: Rainbow Six Siege oggi è un gioco devastato da problemi seri, e la cosa più assurda è che sotto tutta questa merda tecnica e gestionale continua a esserci uno dei migliori shooter tattici mai creati. Ed è proprio questo il punto che fa incazzare davvero: non stiamo parlando di un gioco fallito, ma di un capolavoro trattato come se non valesse nulla.

Il momento in cui Ubisoft ha deciso di rendere il gioco accessibile gratuitamente è stato, senza troppi giri di parole, l’inizio della fine per l’esperienza competitiva. Sulla carta sembra una scelta intelligente: più giocatori, più visibilità, più soldi. Nella realtà? Una cazzo di invasione di cheater. Gente che entra, usa hack senza alcuna paura e distrugge partite su partite come se fosse la cosa più normale del mondo.

E qui arriva il primo punto critico: l’anti-cheat di Ubisoft fa acqua da tutte le parti. Non è una questione di qualche hacker occasionale, ma di un sistema che semplicemente non riesce a stare al passo. Wallhack, aimbot, exploit… roba che incontri troppo spesso per essere considerata “rara”. E quando un gioco competitivo perde la sua integrità, perde tutto.

Ma se pensi che il problema si fermi qui, preparati perché la situazione peggiora.

Io personalmente ho perso un account con oltre 200 euro di contenuti, skin, oggetti, progressi… tutto sparito. Rubato. E fin qui, purtroppo, capita. Il vero problema è quello che succede dopo: un mese di supporto inutile. Ticket, messaggi, spiegazioni… e il risultato? Zero. Nada. Niente account restituito.

E non finisce qui, perché la cosa più assurda è che non è successo una volta sola. Altri due account creati dopo? Rubati anche quelli. E anche lì, stesso identico copione: supporto lento, inefficace e totalmente incapace di risolvere una situazione gravissima. Questo non è solo fastidioso, è una vergogna vera e propria per un’azienda di questo livello.

E mentre combatti con cheater e problemi di sicurezza, il gioco stesso decide di metterti i bastoni tra le ruote.

Parliamo di bug. No, non i classici glitch divertenti. Parliamo di problemi che ti rovinano l’esperienza ogni singola sessione. Server che non funzionano, partite che non partono, disconnessioni senza motivo. Ubisoft Connect che va quando vuole, come se fosse un sistema ancora in beta dopo anni.

Poi ci sono quelle cose che ti fanno perdere la pazienza definitivamente: le skin che si resettano da sole, i mirini che devi rimettere ogni volta come se fosse il primo giorno, le personalizzazioni che spariscono senza motivo. Ma davvero nel 2026 dobbiamo ancora stare dietro a queste cose?

E vogliamo parlare dei pacchetti? Apri, errore. Apri, errore. Apri… errore. Sembra quasi una presa in giro. Un sistema che dovrebbe essere una ricompensa diventa solo un’altra fonte di frustrazione.

La cosa più assurda, però, è questa: nonostante tutto, Rainbow Six Siege rimane uno dei migliori giochi in circolazione. Ed è proprio questo il dramma più grande. Perché sotto strati di problemi, incompetenza e scelte discutibili, c’è ancora un gameplay che funziona, che coinvolge, che ti prende.

Ma quanto può resistere un gioco così prima che la gente si rompa definitivamente?

Perché diciamolo chiaramente: un titolo competitivo non può permettersi di essere pieno di cheater, instabile e con un supporto così inefficace. Non nel 2026. Non con milioni di giocatori. Non con gente che ci ha speso soldi veri.

Ubisoft qui deve fare una scelta: o sistema tutto seriamente, oppure continuerà a perdere giocatori uno dopo l’altro. Perché la pazienza, anche per chi ama questo gioco, non è infinita.

E tu, Sicario… quanto ancora sei disposto a sopportare prima di mollare tutto?

Logan Rox
Logan Rox
Gioco quasi sempre online, con gente vera e senza filtri. Offline mi annoio dopo 10 minuti. Al momento sono in fissa con REPO, e no, non faccio dirette: così posso insultare, bestemm... ehm, sfogarmi e dire tutto quello che mi pare senza censure. Il gaming per me è libertà, non spettacolo da vendere.

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