Ridere è piacevole e saper far ridere lo è ancora di più

Quando è stata inventata, la barzelletta?

La prima barzelletta di cui si abbia notizia risale all’antichità.

Precisamente, secondo Mario Andreassi, docente di Letteratura greca dell’Università di Bari, in epoca romana, al periodo di Plauto (uno dei più importanti autori di epoca romana, vissuto nel III secolo a.C.).

A quel tempo i “parassiti” (ossia coloro che si facevano mantenere dai ricchi e che oggi chiameremmo “scrocconi”), si infiltravano alle feste dei potenti con lo scopo di bere e mangiare gratis, senza spendere un quattrino.

Infatti, per poter partecipare alla festa senza essere cacciati, questi parassiti portavano con sé un librino con annotate le migliori battute, che leggevano agli invitati per farli ridere e metterli di buon umore!

In questo modo speravano di non essere rimandati subito in mezzo alla strada.

Ecco quindi le migliori barzellette sulle persone Pazze.
Ricordando inoltre che anche la follia merita i suoi appalusi.

Barzelletta #1 Numeri in istituto

Siamo in un istituto psichiatrico e tutti i pazienti sono a riuniti a tavola per pranzare.

All’improvviso un paziente si alza e urla ”23!” scatenando una serie di grasse risate da parte di tutti.

A sostituirlo interviene subito un altro paziente e grida ” 15!” insorgendo una serie di risate ancora più alta.

Un nuovo paziente che era lì a vedere l’atto rimase sbigottito e chiede il perché di queste risatine scatenate da semplici numeri.

Gli viene spiegato che in istituto le barzellette, sono vietate.

Dunque è stato deciso di numerarle, cosi ricordandosele partiva la sghignazzata.

Decide dunque di dirne una, si alza ed esclama ”12!”.
Creando solo una serie di grosso silenzio, ma non si da per vinto.

E a squarcia gola urla ”74! 4! 86!
Chiede dunque all’amico: Perché non ridono?
E l’amico a quel punto esclama: Eh, che ci vuoi fare, tu non le sai dire le barzellette!

Barzelletta #2 Me o il tuo lavoro!

La figlia di un importante politico italiano, decide di sposarsi e chiedere dunque il permesso al proprio padre.

Tranquillo, papà.
Stefano è un bel ragazzo, molto buono e soprattutto possiede un lavoro come capo presso un istituto per malati mentali.

Il Padre venendo a conoscenza del mestiere del suo futuro genero mette alla figlia a dura prova:

Sposarti con una persona del genere, disonorerebbe la famiglia.
Io sono una persona importate, questo ti è ben noto.

Dunque di al tuo ragazzo di scegliere tra te e il suo lavoro.

La ragazza accetta dunque il tutto e decide di proporre il tutto al suo futuro marito.

Tesoro, come posso fare?
La mia struttura è piena di pazienti, non saprei davvero cosa fare…
Aspetta, un idea c’è l’avrei, ma lo farò solo per te.

L’uomo decide di convocare tutti i pazienti in separata sede e di porre a ciascuno di essi una domanda.

1: Si accomodi, lei da quanto tempo è qui?
2: Da almeno 2 anni, signore.

1:Bene, sai dirmi come si chiama un letto per due persone?
2:L-letto matrimoniale?

1: Bravo, ecco a te il permesso, puoi andare.

Entra il secondo:

1)Tu ragazzo, sai dirmi il nome di un letto per una persona?
2)Si, credo sia…Un letto singolo!
1)Esatto hai il mio permesso, puoi andartene.

Entra il terzo, ma sta volta rivolgetevi verso chi vi ascolta facendo finta di non ricordarvi la barzelletta.

Come si chiama quel letto, sapete quel letto a due piani,
Aspettate che qualcuno vi risponda ” Letto a Castello”

E fategli i complimenti dicendogli che può andare.

Barzelletta #3 L’acqua inesistente

In una struttura per persone con problemi psichiatrici viene convocato un nuovo direttore.

Che decide di fare un Test per notare chi sia migliorato e non.
Porta tutti i pazienti in un grosso giardino con un alto trampolino e una piscina…Vuota!

”Certamente, chi salendo e notando il vuoto non si butterà, sarà sano di mente”

Avviata la piscina tutti salirono e si lanciano in ”acqua”

Tuffo a bomba! vengo anch’io! sono acquaman!

Il direttore decide quindi di annullare il tutto, ma nota che uno dei suoi pazienti non si è buttato e sta scendendo dal trampolino.

3D rendering of an empty swiming pool with the last drop of water.

Contentissimo della vicenda decide di portarlo a firmare le carte per le sue dimissioni.

Mentre stampa esclama:

1)Mi tolga una curiosità, come mai tu tra tanti non ti sei buttato?

2) Sa signore, non sono uno stupido! Io, non ho mai imparato a nuotare.

Barzelletta #4 Un fratello insistente

In casa un ragazzo esclama: !o esco!
E il fratello affetto da sindrome di down, gli chiede: Dove vai?

1)Esco con due ragazze.

2)Posso venire anch’io?
3)No, tu no, resta a casa!
4)Allora lo dirò alla mamma…
5) Va bene, vieni ma è l’ultima volta.

Non fù l’ultima volta, il fratello si univa a ogni uscita serale del ragazzo.
Che decide dunque di escogitare un piano.

1) Fratello mio, esco!

2) Dove vai?
3) Vado a rimorchiare in un nuovo locale gay.
4) Non fare tardi!

Barzelletta 5# L’eroe

Una comunità decide di organizzare una gita al mare, con tutti i suoi pazienti.
Uno di essi non si trova più e dando un occhiata in giro lo si nota affogare tra le onde.

Un altro paziente si precipita a salvarlo, sotto gli occhi increduli di tutto lo Staff.

Decidono dunque di firmare le carte per rilasciarlo al più presto.
Ma gli danno la triste notizia:

1) L’uomo che hai salvato, non c’è l’ha fatta.
Ha deciso di togliersi la vita, impiccandosi, mi dispiace.
2)Direttore, si sbaglia, non si è impiccato…L’ho appeso io per farlo asciugare.

Queste erano le migliori barzellette di questo genere!
Fateci sapere cosa ne pensate e condividetele.

Ricordiamo inoltre che queste sono solo battute a scopo create per intrattenimento e non siamo assolutamente contro a cose o a persone citate nell’articolo.

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About Vincenzo Ruggiero

Vincenzo Ruggiero, esperto MEME Italia, doppiatore di anime e spot pubblicitari. Fu il primo a portare il Flame nel mondo di Youtube!

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