The backrooms il creepypasta che è diventato un film e ora ci sta per fottere il cervello

Dalle profondità di internet al cinema vero quando una cazzata su 4chan diventa un incubo globale

C’era una volta internet, quello vero, quello sporco, senza filtri e pieno di roba inquietante che ti faceva dire “ok, forse era meglio non cliccare”. Ed è proprio da quel tipo di internet che nasce The Backrooms, uno dei creepypasta più disturbanti e riusciti degli ultimi anni. Non una storia con mostri che ti saltano addosso, ma qualcosa di molto più subdolo: la sensazione di essere intrappolato in un posto che sembra normale… ma non lo è affatto.

Nel 2019 su 4chan appare una semplice immagine: uffici vuoti, moquette gialla, luci fluorescenti. Stop. Nessun contesto. Solo una frase: se “noclippi” fuori dalla realtà, finisci lì. Ed è qui che la gente ha iniziato a impazzire. Perché quella roba, in modo inspiegabile, ti mette ansia nel profondo, senza bisogno di spiegarti il perché.

Ora fai un salto avanti e BOOM: nel 2026 arriva il film. E no, non è la solita porcata fatta tanto per sfruttare il nome.

Il film di the backrooms e perché questa volta non è una cagata

Dietro questo progetto c’è A24, e già qui puoi stare leggermente più tranquillo. Non sono quelli che fanno horror da quattro soldi. Sono quelli che prendono idee strane e le trasformano in roba che ti rimane in testa per giorni.

Ma la cosa più figa — e anche un po’ assurda — è il regista: Kane Parsons, un ragazzo che praticamente è cresciuto insieme a questo creepypasta. A 17 anni ha fatto un corto su YouTube che ha spaccato tutto. Ora, a 20 anni, si ritrova a dirigere un film vero.

Capisci la follia? Uno che nasce su internet e finisce al cinema. È tipo il sogno nerd definitivo, ma con un’atmosfera che ti fa venire voglia di guardarti alle spalle ogni due minuti.

Il trailer è una maledizione silenziosa

Il primo trailer non fa quello che ti aspetti. Niente scream, niente roba urlata in faccia. E proprio per questo funziona da dio.

Ti mostra questi ambienti vuoti, infiniti, senza senso. Corridoi che non portano da nessuna parte. Stanze tutte uguali. Luci che ronzano come se qualcosa stesse per spegnersi da un momento all’altro.

E più lo guardi, più ti senti a disagio.

Perché il punto di The Backrooms non è spaventarti con qualcosa che vedi. È spaventarti con qualcosa che potrebbe esserci… ma non lo vedi mai davvero.

È quella sensazione di “c’è qualcosa dietro di me” ma quando ti giri non c’è un cazzo. Ed è proprio questo che ti distrugge il cervello.

Gli spazi liminali ti fanno impazzire e c’è una spiegazione

Qui entra in gioco una roba interessante: gli spazi liminali.

Sono posti di transizione. Tipo aeroporti vuoti, scuole di notte, uffici deserti. Luoghi che normalmente sono pieni di gente… ma quando sono vuoti diventano inquietanti come poche cose al mondo.

Il cervello non li riconosce più come “sicuri”. E quindi entra in modalità allerta.

The Backrooms prende questa roba e la porta all’estremo. Non sei più in un posto vuoto. Sei in un posto infinito, senza uscita, dove ogni stanza è uguale e il tempo sembra fermo.

Ed è qui che scatta il panico vero.

Perché potrebbe essere il miglior horror degli ultimi anni

La verità è semplice: il cinema horror è pieno di roba riciclata. Demoni, possessioni, jumpscare a cazzo. Dopo un po’ ti rompi pure le palle.

The Backrooms invece punta su qualcosa di diverso. Non vuole solo spaventarti. Vuole farti sentire perso.

E quando un film riesce a farti sentire perso, solo, disorientato… allora sì che funziona davvero.

Se Kane Parsons riesce a mantenere lo stile dei suoi video — minimalista, sporco, realistico — potremmo trovarci davanti a qualcosa di veramente devastante.

Non il solito horror da guardare con gli amici. Ma uno di quelli che ti restano addosso.

Data di uscita e hype alle stelle

Segnatelo bene: 29 maggio 2026.

Internet è già in hype totale, e per una volta sembra pure giustificato. Non stiamo parlando di un remake inutile o di una saga spremuta fino all’osso.

Qui c’è un’idea forte, un autore che la capisce davvero e uno studio che sa come valorizzarla.

E se tutto gira nel verso giusto, The Backrooms potrebbe essere uno di quei film che cambiano le regole del gioco.