Oggi vi parlo di Noela Rukundo, una donna che si presentò viva al suo funerale, sotto gli occhi impauriti del marito.

Nel febbraio 2015 è stato organizzato un grande funerale per una donna di nome Noela Rukundo. Madre di otto bambini, Noela era morta in seguito a un tragico incidente, senza possibilità di seppellire la salma a causa dello stato di conservazione e dell’impatto violento. 

Tutte le informazioni sulla morte sono state comunicate dal marito, Balenga Kalala, ai membri della famiglia.

Balenga ha invitato parenti e vicini alla cerimonia, organizzata nella residenza della famiglia, per l’ultimo saluto e per porgere le condoglianze. Il lungo evento, con fiori, immagini della persona cara e tante lacrime, è stato però interrotto da una sorpresa positiva.

Noela è entrata dalla porta principale alla fine della cerimonia, quando la maggior parte dei suoi amici e dei membri della sua famiglia, erano già andati via.

Per Balenga invece, la sorpresa è stata spaventosamente negativa, avendola scambiata per un fantasma. Sfortunatamente per il suo compagno, non era morta, come avrebbe voluto. Adesso vi spiego il perché.

La trappola del marito

All’inizio dello stesso mese Noela si era recata a Bujumbura, in Burundi, suo paese natale, per il funerale di un parente. La donna ha soggiornato in un albergo, ignara di cosa le sarebbe successo più tardi.

Lontana da casa e scossa dalla morte del parente, Noela chiamò suo marito, che a sua volta le consiglio di scendere e prendere una boccata d’aria fresca.

La donna scese e improvvisamente, un gruppo di malviventi si avvicinò, le coprì la testa e la portò con la forza in una casa, dove fu legata. Le fu chiesto cosa aveva fatto di male a un uomo chiamato Balenga, il quale voleva la morte di Noela.

La donna non solo ha spiegato che l’uomo era suo marito e aveva figli con lui, ma ha anche assicurato di non avere problemi coniugali o extraconiugali.

Convinti dalle parole, i criminali chiamarono il marito per sapere sul da farsi, ordinando a Noela di ascoltare in silenzio. Alla fine della telefonata Balenga disse: “uccidetela”.

I malviventi, non erano d’accordo con la richiesta; preferirono prendere i soldi e spiegarono all’ostaggio che non avevano alcun interesse a uccidere donne e bambini innocenti.

La giovane donna è rimasta ostaggio per altri due giorni, poi fu lasciata poi sul ciglio di una strada; ma prima le è stata consegnata, dai sequestratori, una memory card contenente tutte le prove contro suo marito.

Il ritorno trionfale

Noela riuscì a prendere in tempo l’aereo per L’Australia e andare nella sua residenza proprio il giorno del suo funerale.

Aspettò che quasi tutti i parenti lasciassero la cerimonia, poi entrò e con scioltezza disse al marito: “Sorpresa! Sono ancora viva! ”

Sotto shock, Balenga ha confessato il crimine alla polizia, che ha ricevuto la memory card con le conversazioni e le transazioni bancarie, con la conseguente detenzione preventiva dell’uomo.  Nel dicembre dello stesso anno, Kalala è stato condannato a nove anni di carcere, oltre al divieto di avvicinarsi alla sua ex moglie.

Attualmente Noela vive ancora a Melbourne, tuttavia, ha detto in un’intervista alla BBC, di avere problemi con la comunità africana in Australia, che critica l’imboscata fatta contro il suo ex compagno, che ha provocato la condanna al carcere.

Qua sotto vi lascio un articolo che parla del serial killer di Twitter.

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About Marco Buoso

Marco ama i film d'azione, i grandi classici intramontabili ma anche le nuove serie come Casa di Carta e Narcos. Non solo si interessa al film o serie, ma ricerca curiosità su attori e notizie in anteprima.

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