Oggi vi parlo del caso misterioso di un uomo chiamato Isidor Fink, che è stato ucciso nel suo appartamento chiuso a chiave dall’interno.

Il polacco Isidor Fink, immigrò in America dopo la prima guerra mondiale e si stabilì in un appartamento spazioso, al 4 East 132nd Street, nel quartiere di Harlem a New York (Stati Uniti). Mise insieme tutti i suoi risparmi per poter aprire una lavanderia nell’appartamento, che era anche casa sua.

Fink era un uomo cauto e sapeva che il quartiere era famoso per essere molto pericoloso in qualsiasi momento della giornata, quindi chiese che fossero installate sbarre alle finestre e doppie serrature alle porte. 

Lasciava entrare nella lavanderia solo i clienti che conosceva da molto tempo e cercava di stare più attento quando lavorava fino a tardi, poiché il rumore delle lavatrici poteva attirare i criminali. Il polacco era così preoccupato per la sicurezza, che non apriva le finestre nemmeno durante la giornata.

Secondo i vicini, Fink non aveva amici e tutti i membri della sua famiglia si trovavano nel suo paese d’origine. Era anche un uomo di poche parole e preferiva stare chiuso a chiave nel suo appartamento a lavorare, piuttosto che uscire e fare nuove amicizie.

Urla e spari

Alle 22:15 del 9 marzo 1929, Fink tornò nel suo appartamento dopo aver consegnato i vestiti a uno dei suoi clienti. Alle 22:30, la signora Locklin Smith, la sua vicina che viveva nel retro dell’edificio residenziale, ha sentito delle urla provenire dalla casa del polacco e ha deciso di chiamare aiuto.

La donna ha trovato l’agente di polizia Albert Kattenborn che stava facendo il giro del quartiere, questi è corso velocemente verso l’appartamento di Fink, ma quando ha bussato alla porta, nessuno ha risposto.

Il poliziotto non è stato in grado di sfondare la porta e l’unico modo per entrare era attraverso una stretta finestra semiaperta in alto, ma era troppo piccola per far passare una persona adulta.

Kattenborn ha chiamato un ragazzino che è riuscito a entrare dalla finestra e aprire la porta dall’interno. Non appena il poliziotto è entrato, ha trovato il corpo di Isidor Fink disteso a pochi metri dall’ingresso.

L’omicidio

Qualcuno gli aveva sparato due volte al petto e una alla mano sinistra. Facendo una rapida ispezione della stanza, Kattenborn ha dedotto che Fink stava ancora lavorando quando è stato ucciso, poiché il ferro da stiro a brace, non era freddo.

Le circostanze in cui Fink era stato assassinato, erano abbastanza strane: l’appartamento era chiuso dall’interno e non aveva segni di effrazione. L’unico modo di entrare per l’assassino, era attraverso la piccola finestra situata sopra la porta, ma nessun adulto sarebbe stato in grado di passarci.

L’autopsia ha escluso la possibilità di suicidio. Il colpo di pistola nella mano, secondo il medico legale, significava che Fink aveva litigato con il suo assassino, che infine gli ha sparato. 

Nulla era stato rubato dall’appartamento, nemmeno la grossa somma di denaro che c’era nel portafoglio di Isidor Fink. Le aree intorno all’edificio sono state perquisite, ma non sono state trovate armi.

La polizia ha parlato con Max Schwartz, il proprietario dell’immobile, che ha rivelato che la vittima era un inquilino molto affidabile che non aveva mai causato problemi, non possedeva amici o nemici e non aveva nessun tipo di rapporto neanche con le donne.

A quel tempo, Edward Mulrooney, un delegato del dipartimento di polizia di New York, ha archiviato il caso come irrisolto.

Questo mistero rimane ancora oggi senza una soluzione, nessuno sa chi ha ucciso il povero Isidor Fink e soprattutto come sia riuscito a entrare e fuggire, dato che l’appartamento era chiuso dall’interno e la finestra era molto piccola per entrarci.

Qua sotto vi lascio un articolo che parla dei misteriosi cani azzurri trovati in Russia.

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About Marco Buoso

Marco ama i film d'azione, i grandi classici intramontabili ma anche le nuove serie come Casa di Carta e Narcos. Non solo si interessa al film o serie, ma ricerca curiosità su attori e notizie in anteprima.

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