Ci siamo messi al volante di una macchinina con una GoPro in testa per capire se CarCam è nostalgia pura o solo un altro indie che gira in tondo sul tappeto del salotto.
Dietro al caos giocattoloso di CarCam c’è un solo nome: Movchans Vadims, un pazzoide solitario che ha deciso di trasformare un salotto qualunque in un’arena di guerra su quattro ruote. Sì, niente team da cento persone né loghi tripla A a far scena – qui si respira quell’aria da progetto indie fatto con le palle, dove ogni dettaglio è pensato da chi ama davvero i videogiochi.
L’uscita ufficiale di CarCam è fissata per il 14 novembre 2025, e già da ora si sente l’odore di nostalgia mista a follia. Sarà disponibile su Steam per Windows, con requisiti alla portata di tutti: basta un Intel Core i5, 8 GB di RAM e una GeForce GTX 1690 per cominciare a distruggere la tranquillità domestica in pieno stile radiocomandato.
Qui arriva la sorpresa che ti fa grattare la testa: CarCam è stato creato con Unity.
Sì, proprio quel motore grafico che ormai fa scappare la gente come le zanzare d’estate, quello su cui girano il 90% delle demo brutte, dei giochi mobile da due euro e delle “esperienze artistiche” che fanno solo venire voglia di chiudere Steam.

Eppure cazzo, CarCam riesce a ribaltare ogni aspettativa. La resa visiva è incredibilmente pulita, gli oggetti domestici sembrano usciti da un mondo in miniatura iper-dettagliato, e la luce che filtra tra i mobili crea un realismo quasi surreale. Le superfici riflettono, i materiali hanno texture credibili e persino la polvere sui pavimenti dà un senso di profondità. Non sembra affatto un gioco Unity: sembra il risultato di un miracolo tecnico, o di uno sviluppatore che ha deciso di tirare fuori tutto il succo dal motore più odiato del pianeta.
Ogni stanza è una cartolina viva, dove un cuscino diventa una rampa e un tappeto un campo di battaglia. È come se Toy Story avesse scopato con Micro Machines e avessero fatto nascere un figlio illegittimo bello da vedere e caotico da giocare.
La nostra recensione di CarCam su Steam
Devo dirlo chiaro e tondo: ero curioso. La grafica mi aveva fregato, sembrava troppo bella per essere un indie su Unity. E in effetti, cazzo, lo è. Nonostante non abbia potuto provare tutte le modalità, perché il gioco non è ancora uscito, CarCam mi ha lasciato una sensazione strana: non negativa, ma nemmeno esaltante. È come quando ti aspetti una festa e finisci a parlare col gatto del vicino — non è male, ma non era quello che sognavi.
Partiamo dai lati positivi, perché ci sono. La grafica, lo ribadisco, è superlativa per essere un progetto Unity. Le texture, le luci, l’atmosfera generale: tutto funziona. Certo, le mappe sono limitate — anche troppo — e per un gioco dove sei una macchinina radiocomandata è un po’ un pugno nei denti. Capisco le ragioni tecniche, ma alla lunga la cosa diventa monotona pure in single player.
Va però riconosciuto che qui c’è ingegno vero. Alla fine dei conti CarCam non è altro che una telecamera mobile con davanti la skin di mezza macchina, eppure riesce a ingannarti alla grande. L’aderenza ai diversi tipi di terreno è un colpo di classe: senti proprio la differenza tra legno, tappeto o pavimento lucido, e questo dà al gameplay una personalità tutta sua. Ho amato anche la musica iniziale, una traccia classica che non ti aspetti e che aggiunge un tocco elegante in mezzo al caos domestico.

Poi però arrivano i problemi, e non sono pochi. Il gameplay è fiacco. Non comunica, non lascia il segno. I pavimenti con attriti diversi a volte diventano ingestibili, ti ritrovi a scivolare come su una pista di sapone e perdi completamente il controllo. La guida si basa su avanzi e indietreggi con le frecce della tastiera, niente mouse e, cosa ancora più deludente, niente supporto per il pad. E nel 2025, un racing game senza controller è come un film d’azione senza esplosioni: semplicemente non funziona.
Detto questo, non voglio infierire. Si vede che CarCam è un progetto onesto, un esperimento fatto da una sola persona con più passione che budget. Movchans Vadims ha talento, e il suo lavoro dimostra capacità tecniche non da poco. Solo che manca la furbizia nel capire quando e come presentare un progetto simile. Il risultato è un titolo che non riuscirà mai a sfondare davvero, ma che lascia intravedere un potenziale enorme per il futuro.
Se questo gioco è servito a Vadims per entrare nel mercato e capire come gira il business, allora missione compiuta. È un piccolo flop, sì, ma di quelli che possono trasformarsi in esperienza preziosa. Io ci credo, e spero che il suo prossimo titolo prenda tutto il buono di CarCam e lo spinga oltre, magari con un gameplay più solido e modalità online davvero vive.
Per ora, il voto si basa su ciò che ho potuto provare, e se in futuro le modalità multiplayer dimostreranno di avere una community attiva, ci torneremo sopra per un aggiornamento completo.
CarCam è un piccolo gioco furbo, con più cuore che contenuto, e un segnale di speranza per quello che potrebbe diventare il domani di Movchans Vadims.
Donovan Rossetto – El Cartel del Gaming

