L’incubo animatronico di Goro come il gigante di lattice ha quasi fatto saltare mortal kombat

Il mostro a quattro braccia che ha rischiato di distruggere il film più tamarro degli anni ’90

Negli anni ’90 fare un film di Mortal Kombat senza Goro era come fare Street Fighter senza Ryu: una cazzata colossale. Quel maledetto Shokan a quattro braccia era l’icona del brand, il simbolo della violenza che aveva fatto incazzare genitori, associazioni moraliste e politici bacchettoni. Non c’era scampo: Goro doveva esserci. Ma se sullo schermo appare come un titano pronto a strapparti la spina dorsale, dietro le quinte era un disastro che rischiava di mandare tutto a puttane.

Funko Pop! Scorpion – Mortal Kombat 1

Figura Funko Pop dell’iconico Scorpion da Mortal Kombat 1: con details fedeli, posa aggressiva e volto nascosto dietro la maschera. Perfetta per fan del picchiaduro, da collezione o da esposizione.

Vedi su Amazon Prime (se disponibile) link affiliato
ASIN:B0CVNM5D8V
Box pronto all’uso

Goro non era un effetto digitale fatto al computer: era un fottuto animatronico. Un colosso di lattice alto più di due metri, manovrato come un robot di Frankenstein e costato un milione di dollari. Una follia, considerando che il budget totale del film era di 20 milioni. In pratica, un ventesimo dei soldi se n’è andato per costruire un mostro che si rompeva ogni due per tre e richiedeva tredici persone per muoverlo. Altro che attore di Hollywood, era lui la diva del set.

Un pupazzo più complicato di un attore vero

La creatura era stata progettata dallo Studio ADI, la stessa squadra che aveva lavorato su Alien e Predator. Roba di qualità, insomma. Ma stavolta la sfida era fuori scala: quattro braccia funzionanti, un volto pieno di meccanismi per occhi, bocca e sopracciglia, e una struttura interna così complessa che sembrava un’auto da corsa infilata in un costume di gomma.

Tom Woodruff Jr. stava infilato dentro il torso del mostro, sudando come un dannato, mentre gli altri arti venivano manovrati da un team di burattinai. E il problema più grosso era il tempo: l’attore poteva resistere dentro la bestia per soli due minuti prima di rimanere senza aria. Due. Minuti. Poi dovevano tirarlo fuori di corsa. Una follia.

I combattimenti impossibili

Mortal Kombat era un film di arti marziali, con attori e stuntman veri come Robin Shou (Liu Kang) e François Petit (Sub-Zero). Ma quando entrava in scena Goro diventava tutto un casino. Il pupazzo non poteva combattere sul serio, quindi i registi erano costretti a usare inquadrature strategiche, montaggi rapidissimi e trucchi da tavolo di montaggio per far sembrare il gigante credibile.

Funko Pop! Sub-Zero – Mortal Kombat 1

Figura in vinile di Sub-Zero, cattivo leggendario di Mortal Kombat 1, con dettagli curati e posa epica. Perfetta per collezionisti o come regalo per fan del picchiaduro.

Vedi su Amazon Prime (se disponibile) link affiliato
ASIN:B0CVNLC2ZC
Box pronto all’uso

Il risultato? Poche scene, pochi combattimenti, ma memorabili. Perché, nonostante tutti i problemi, Goro sullo schermo aveva un impatto devastante. E quando arriva lo scontro finale con Johnny Cage, sì, è un cliché, ma cazzo se funziona.

Una produzione maledetta

Come se non bastasse, la produzione di Mortal Kombat era già piena di sfighe. Cameron Diaz avrebbe dovuto interpretare Sonya Blade, ma un infortunio la fece fuori e fu sostituita da Bridgette Wilson. Jean-Claude Van Damme, che aveva ispirato Johnny Cage, rifiutò la parte per andare a fare la puttanata di Street Fighter. E il povero Steve James, scelto per il ruolo di Jaxx, morì prima delle riprese.

Insomma, la produzione era già un campo minato. Ma il problema più grosso, di gran lunga, restava sempre lui: Goro. Si rompeva, si surriscaldava, richiedeva continue riparazioni e faceva perdere ore di riprese. Una macchina infernale che rischiava di far saltare tutto.

Goro oggi

Oggi possiamo dire che quella scelta suicida ha pagato. Perché mentre certi effetti digitali del film – tipo il Rettile in CGI – sono invecchiati da schifo, Goro è rimasto fighissimo. Quel mostro di lattice sembra ancora credibile, molto più di tanti eroi d’azione degli anni ’90.

E se vi state chiedendo dove sia finito, la risposta è semplice: la sua testa animatronica è conservata nei Netherrealm Studios, dentro un museo pieno di cimeli dedicati alla saga. Una reliquia che oggi è un orgoglio per chi lavora al franchise.

Funko Pop! Liu Kang – Mortal Kombat 1

Figura da collezione di Liu Kang, uno dei fighter più iconici di Mortal Kombat 1: posa dinamica, dettagli curati e stile da combattente leggendario. Da appendere o esporre.

Vedi su Amazon Prime (se disponibile) link affiliato
ASIN:B0CVNMW6RG
Box pronto all’uso

Un incubo che è diventato leggenda

A conti fatti, Goro non è stato solo un incubo logistico ed economico, ma anche una delle scelte più iconiche della storia degli adattamenti videoludici. Un mostro che ha rischiato di mandare tutto in malora, ma che ha anche dato a Mortal Kombat un’identità unica e inimitabile.

La domanda che vi lascio, sicarios, è semplice: oggi che la CGI può fare miracoli, preferireste ancora un pupazzo meccanico sul set o vi accontentereste di un gigante in computer grafica?

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

Ultimi articoli

Related articles