Quando i giocattoli erano bombe e non minchiate bluetooth – ecco quelli che non torneranno mai più

Una lettera d’amore e d’odio ai capolavori giocattolosi degli anni ‘90 e 2000 che oggi verrebbero bannati per “troppa fantasia”

I tempi in cui i giocattoli ti parlavano, ti esplodevano in mano o ti facevano credere di essere un fottuto cyborg mutante con una spada laser gigante, sono finiti.
Ora abbiamo la “sostenibilità”, i “giochi educativi”, le app che ti insegnano a respirare e stare calmo. Ma che cazzo, una volta il divertimento era fare a botte coi pupazzi, distruggere tappeti e temere che un Furby ti stesse guardando nel sonno.

Parliamone.

Il Furby – il demone meccanico che ci ha insegnato il panico

Ti guardava. Ti parlava da solo. Si attivava nel cuore della notte dicendo “me fome” mentre tu pensavi di essere maledetto da un’entità aliena.
Eppure lo amavamo. Perché era inquietante, sì, ma aveva personalità, reazioni vere, e sembrava più vivo di molti adulti in giro oggi.
I nuovi Furby? Porcherie educate, politically correct.
Io voglio quello vecchio che pareva posseduto da Satana e ti dava gli incubi.

Il Tamagotchi – prima ti affezionavi, poi lo guardavi morire

Un pixel e mezzo di felicità che ti faceva capire cos’è la morte, l’ansia e il senso di colpa a sei anni. Ti scordavi di nutrirlo? Moriva. Lo portavi a scuola di nascosto? Veniva confiscato e moriva.
Ma ti segnava. Ti faceva sentire un legame. Non come ‘sti minigiochi del cazzo su smartwatch che ti premiano anche se non fai nulla.
Il Tamagotchi ti educava a diventare un killer emotivo.

Gli Street Sharks – squali mutanti culturisti che spaccavano tutto

Altro che Avengers. Questi erano bestioni in latex con la mandibola mobile, più minacciosi di uno squalo vero. Ci giocavi e sentivi il testosterone salire anche se avevi otto anni.
Non esistono più giocattoli così cazzuti, perché oggi “i denti spaventano i bambini” e “i muscoli tossici”.
Madonna santa, ridatemi gli squali punk.

I Mighty Max – le miniature che ti aprivano un cazzo di universo tascabile

Altro che tablet. Questi erano dei micromondi, con castelli infernali, teschi apribili, trappole, e pupazzini così piccoli che te li mangiavi per sbaglio.
Ma c’era lore, atmosfera, tensione. Erano piccoli, ma grandi dentro, come quei film che ti segnano anche se durano 60 minuti.

E oggi che cazzo abbiamo?

Cose che fanno “beep” e “bling” e “collega via Wi-Fi”.
Giochi su app, giochi che fanno tutto da soli, giochi che non sporcano, non mordono, non parlano, non ti fanno neanche ridere.
E i bambini lì, zombi con la faccia sullo schermo, mentre noi ci facevamo la guerra con le action figure e lanciavamo Hot Wheels giù dalle scale.

E tu, sicario, quale giocattolo della tua infanzia ti ha marchiato per sempre? Sei pronto a riscrivere la storia dei giochi veri con noi? O stai ancora aspettando che un’app ti insegni a divertirti?

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

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