Quella foto da Narcos, i baffi da narcotrafficante e lo sguardo da uno che non ti confessa, ti manda al creatore
Scordati le facce bonarie da vecchietti in tunica: nel 1980, Robert Prevost – oggi uno degli uomini più potenti del Vaticano – sembrava il protagonista di Narcos: Edizione Liturgica. Con quei baffi alla Escobar e la camicia beige da narcotrafficante sotto copertura, il giovane Prevost pareva più pronto a gestire un carico di coca che una messa domenicale.
E no, non è solo l’aspetto. È l’aura. Quella roba che non impari nei seminari, ma in anni di silenzi, giochi di potere e sguardi che ti trapassano il cranio.

La foto segnaletica che non ti aspetti
La famigerata foto di Robert Prevost, risalente ai primi anni ’80, sembra uscita dal registro dell’FBI, non da un annuario ecclesiastico. Camicia aperta, maglioncino sopra, sguardo da “non rompere i coglioni”, e sotto il nome una riga che sembra presa da una lista segreta di contatti criminali:
Robert Prevost, OSA – 1165 E. 54th Pl. – Tel. 684-6510
Ora dimmi che non sembra il numero di un cartello per ordinare una valigetta piena di bigliettoni. Altro che rosari.
Oggi è un cardinale. Ieri pareva un boss
Fast forward a oggi: Robert Prevost è Prefetto del Dicastero per i Vescovi, uno degli incarichi più alti nella gerarchia vaticana. Decide chi fa carriera nella Chiesa. Ma se lo guardi con quell’estetica anni ‘80, l’unica cosa che ti viene in mente è: “questo al massimo decideva chi doveva sparire da un hangar in Messico”.
Ovviamente, tutto questo è ironia. Ma cazzo, la coincidenza visiva è troppo potente. Chiunque abbia visto anche solo mezza stagione di Narcos, guardando quella foto penserà: “Pablo Escobar ha trovato un gemello col crocifisso”.
Dall’Illinois al Vaticano: una scalata da film

Robert Prevost, originario degli Stati Uniti, è passato dall’essere un giovane frate a diventare uno dei personaggi più influenti della Chiesa. Ma il contrasto tra la sua immagine attuale e quella foto da gangster è talmente forte che ormai è diventata un meme non dichiarato tra alcuni ambienti cattolici (e non solo).
Ci sono gruppi Telegram dove gira quella foto con la scritta: “Quando il tuo parroco è anche il tuo fornitore”.
La Chiesa ha bisogno di gangster?
Il fatto che oggi molti uomini di Chiesa abbiano carisma, autorità e uno stile quasi “criminale” non è una novità. Ma il volto di Robert Prevost giovane sembra quasi un monito: dietro le tonache e i dogmi, ci sono uomini, con le loro storie, il loro passato e – a volte – la loro faccia da trafficanti sudamericani.
E in un Vaticano che da decenni gestisce potere, soldi e diplomazia con la freddezza di uno Stato sovrano, forse un po’ di stile Narcos ci stava pure bene.
Coincidenze? Forse. Ma che foto del cazzo, ragazzi
Non sappiamo se Robert Prevost abbia mai visto Narcos, ma sappiamo che la sua foto del 1980 rimarrà per sempre un gioiello dell’internet. Un’immagine che ci ricorda che l’abito non fa il monaco, ma il baffo fa il boss.
Allora, Sicarios, secondo voi: quanti altri “santi” in Vaticano hanno passato la fase Pablo Escobar prima di salire i gradini del potere?
