Le copertine fatte con l’intelligenza artificiale stanno distruggendo i videogiochi

Una piaga di giochi spazzatura con cover generate alla cazzo infesta lo store PlayStation, e ci sta mandando tutti ai matti

Ci risiamo, e stavolta la porcata è bella grossa: lo store PlayStation sta diventando un letamaio di giochi con copertine fatte con l’intelligenza artificiale, e pure fatte male. Non parliamo di concept art da urlo o sperimentazioni fighe: parliamo di roba generata in due click da un deficiente con una tastiera, senza alcuna direzione artistica, senza idee, senza cervello.

La cosa bella (si fa per dire) è che questa moda sta diventando un indizio. Se un gioco ha una copertina fatta con l’AI e manco decente, allora puoi star sicuro che è un gioco di merda. Non è una coincidenza: se non sei in grado di curare la prima cosa che si vede del tuo prodotto, figurati tutto il resto.

Copertina di merda = gioco di merda

La copertina di un videogioco è la prima impressione, l’amo visivo, il manifesto della tua cazzo di visione creativa. Se butti su uno sfondo generico, due luci sbagliate e un personaggio generato con le mani storte e gli occhi da serial killer usciti male, mi stai dicendo una cosa molto chiara: non te ne frega un cazzo di quello che stai vendendo.

E allora perché dovrei giocarci?
Perché dovrei perdere tempo e memoria su SSD per installare sta porcheria con la faccia da film horror fatto da uno zoppo ubriaco?

L’AI è uno strumento, non una scappatoia. Se la usi per creare concept, per velocizzare la produzione, ci sta. Ma se la usi come scorciatoia creativa, soprattutto per la copertina – che è una dichiarazione d’intenti – sei un pigro figlio di puttana che non merita manco di pubblicare un PDF, figurati un gioco.

E la Sony che fa? Apre le chiappe

La cosa peggiore? Che PlayStation prima non ti faceva nemmeno avvicinare allo store se il tuo gioco non aveva certi standard. Ora invece sembra che basti avere 20 euro e una connessione a internet per buttare lì l’ennesima merdata con copertina AI a caso e gameplay copiato da altri 40 cloni peggiori di te.

Che fine ha fatto la qualità? Che fine ha fatto la cura che c’era ai tempi di PS1, PS2, perfino PS3?
Oggi è tutto un mare di rumenta, shovelware con icone sgraziate, nomi generici e AI art che neanche su DeviantArt nel 2009.
E Sony? Incassa e sorride, perché anche la monnezza fa numero, e lo store dev’essere pieno, non bello.

Non è solo brutto: è tossico

Il problema non è solo estetico, ma culturale. Se normalizziamo ‘sta merda, tra un anno avremo un’intera generazione di gamer convinti che questo sia il nuovo standard, che “va bene così”.
E invece no, cazzo. Non va bene un cazzo.
Non va bene che uno si inventi sviluppatore e butti fuori un gioco di merda con l’artwork più schifoso che esista, solo perché un generatore gliel’ha sfornato.

Un gioco dev’essere curato, pensato, disegnato.
Se non sai nemmeno come vendere la tua idea visivamente, non meriti di pubblicarla. Punto.

E intanto i giochi veri si perdono nel rumore

Il danno più grave? Che in mezzo a tutta ‘sta spazzatura ci sono anche giochi indie fatti bene, ma che finiscono sepolti sotto una montagna di merda generata a caso. Per colpa di questi pseudo-sviluppatori senza dignità, lo store sembra il discount del Play Store nel 2015.
E i giocatori si stancano, si disorientano, si rompono il cazzo.

Serve una selezione. Serve una cazzo di barriera.

Sony, cazzo, svegliati.
Metti una barriera di ingresso. Pretendi una cover fatta da un artista vero. Chiedi uno stile, una visione, un’identità. Non puoi lasciar passare ogni gioco con un’icona da incubo e un font preso da Canva.
Questo non è supportare gli indie, questo è sputare in faccia a chi fa le cose fatte bene.

E voi, Sicarios?

Volete davvero vivere in un mondo dove la prima cosa che vedi di un gioco è una merda sbavata fatta in 30 secondi da un algoritmo?
Oppure vi ricordate i bei tempi in cui una copertina ti faceva tremare le dita e gridare “voglio giocarci subito”?
Parliamone, ma prima giurate che non scaricherete mai più un gioco con una faccia generata da uno che nemmeno sa cosa vuol dire “direzione artistica”.

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

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