Sembrava un soulslike figo, invece è una cagata fumante col combat di un frigo rotto
MercurySteam, ma cosa cazzo vi è passato per la testa? Dopo aver tirato fuori roba decente come Metroid Dread, vi siete messi a sviluppare Blades of Fire, che suona figo solo nel titolo. Appena avvii sto aborto digitale, capisci subito che qualcosa puzza più forte del culo sudato di un orco. L’interfaccia fa schifo, l’animazione dei personaggi sembra fatta col mocio Vileda e la telecamera ha un Parkinson più attivo del tuo protagonista.
Una trama così scialba che manco tua nonna mentre racconta del dopoguerra

Sì, c’è una storia… tipo. Una specie di fabbro guerriero con crisi d’identità va in giro a cercare vendetta contro una regina stronza che pare uscita da un cosplay fatto male. Ma chi cazzo se ne frega, davvero. Non ci credi nemmeno se sei strafatto di THC liquido. I dialoghi sembrano scritti da un’intelligenza artificiale programmata da un criceto ubriaco, e non fanno nemmeno ridere per sbaglio.
Il combat? Roba da denuncia
Parliamo del gameplay, perché qui la merda si spalma bene. Doveva essere il punto forte, e invece ci troviamo con un combat system più legnoso di un tavolo dell’IKEA. Il lock-on è rotto come il cervello di chi ha dato l’ok al progetto, le schivate funzionano quando cazzo vogliono loro e l’impatto dei colpi è inesistente: sembra di combattere fantasmi con armi fatte di schiuma da barba. Ah, e la varietà dei nemici? Tre modelli riciclati in loop. A volte nemmeno ti attaccano: restano lì come baccalà a fissarti, manco gli avessero tolto le batterie.
Direzione artistica da zecchino d’oro e bug a raffica
Il mondo di gioco poteva essere figo, tipo fantasy oscuro, lava, armi divine e fiamme – invece è una sbobba visiva tutta sfocata, vuota e ripetitiva. I colori sono piatti, gli ambienti ti fanno venir voglia di spegnere la console e andare a spalare merda vera, che almeno ti paga. E i bug? Sì, perché ogni tre passi c’è un nemico che vola, un oggetto che si incastra nei muri o il personaggio che decide di camminare all’indietro come se stesse facendo il moonwalk dell’agonia.

Level design partorito da un criceto impazzito
Ti perdi ovunque, non in senso positivo tipo “figo, che esplorazione!”, ma nel senso “che cazzo devo fare adesso?” I checkpoint sono messi a cazzo di cane, i percorsi sono lineari e contorti allo stesso tempo, e ogni volta che muori devi rifarti 10 minuti di corsa inutile come un fesso. Il gioco non ti sfida, ti punisce perché ti odia. Ti tratta come uno stronzo che ha pagato per farsi frustare da uno sviluppatore con problemi seri.
E il crafting? Peggio dell’inventario di Fallout 76
Hai delle forge, sì. Ma anche lì, un sistema che prometteva personalizzazione si riduce a “forgia sta spada di merda numero 24 con gli stessi materiali che raccogli da ore”. Le armi sono tutte uguali tranne che nel nome, e nessuna dà davvero soddisfazione. Ti sembra di combattere sempre con lo stesso coltello da cucina, anche se teoricamente hai un’ascia infuocata che dovrebbe spaccare crani. Bah.

Perché esiste sta merda?
Blades of Fire è uno di quei giochi che ti fanno dubitare dell’intero settore. Non solo è una schifezza tecnica, ma è pure un fallimento creativo. Non fa nulla di nuovo, nulla di buono e nulla di divertente. È l’essenza dell’inutilità videoludica. Un insulto a chi ancora spera in un action RPG fatto con criterio.
L’unica fiamma accesa da sto gioco è quella che ti viene voglia di appiccare al tuo PC dopo averlo installato. State lontani, a meno che non vogliate soffrire. E pure lì, ci sono torture più dignitose.
E voi, sicarios del pad, l’avete provata ‘sta merda? O siete riusciti a evitarla e a salvare le vostre sinapsi?
