Recensione di Neon Apex Beyond the Limit: cyberpunk, botte e corse da paura

Anime, motori e delirio cyberpunk – sta roba ti fonde il cervello a 300 all’ora

Quando pensi che il mondo dei racing game sia diventato una palla mortale fatta di volante, gomme lisce e commentatori che ti fanno venire voglia di buttarti giù dal cofano… arriva Neon Apex: Beyond the Limit e ti sfonda l’anima con stile, violenza estetica e velocità da far impallidire anche Sonic strafatto di Red Bull.

Dietro a questa bomba ci sono i pazzi di Repixel8, gente che già aveva dato spettacolo con Formula Retro Racing, ma qui ha deciso di esagerare. A pubblicare sta cosa atomica ci pensa Numskull Games, che ci ha creduto abbastanza da spararla su tutte le console moderne.

Quando esce e dove lo trovi

Se il tuo cuore regge, segnati ‘sta data: 16 maggio 2025.
Arriva su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC (Steam). E no, non è il solito porting di merda su Switch: pare giri pure bene. E per i feticisti delle edizioni fisiche, ce n’è una anche su disco per PS5 e cartuccia per Switch. Roba seria, cazzo.

Trama: la corsa è tutto o sei un coglione

Siamo in un mondo distrutto, post-apocalittico, pieno di neon e figa stilizzata. La Terra ha fatto schifo così tanto che l’unica cosa rimasta per dimostrare che sei vivo è correre come se avessi il culo in fiamme. Niente guerra, niente politica, niente social: qui si corre. E basta.

In questo futuro che gronda ignoranza e stile anime, umani, cyborg e androidi IA si sfidano per la supremazia in gare che sembrano uscite da una visione mistica dopo tre canne e un rewatch di Blame!.

La storia non è profonda, non ti cambierà la vita, ma crea abbastanza atmosfera per farti sentire dentro un anime cyberpunk che non dorme da tre giorni.

Personaggi: tre archetipi, zero pazienza

Puoi scegliere fra umani classici, cyborg pompati e androidi super intelligenti.
Ognuno ha caratteristiche, stili di guida e bonus unici. Insomma, non cambia solo la skin: cambia proprio il modo in cui ti spacchi contro i muri. Vuoi la velocità pura? Scegli un androide figlio di Tron. Vuoi equilibrio? Vai di umano. Vuoi il tank che se ne sbatte delle curve? Prendi il cyborg e vola giù dritto come un proiettile con le ruote.

Modalità di gioco: niente scuse, si corre o si muore

Hai la classica modalità carriera, che ti sblocca roba e ti fa sentire un po’ utile nel mondo. Poi ci sono le gare singole, le sfide a tempo e pure eventi speciali a rotazione dove devi fare punti, sopravvivere o semplicemente non far schifo. Non è simulativo, è arcade puro. Prendi, corri, distruggi e bestemmia se sbatti contro un muro al 98% della gara. Insomma: tensione a palla, ritmo sparato, e se non sei concentrato ti seppelliscono i neon.

La colonna sonora è techno da emorragia cerebrale, gli effetti visivi sono talmente pompati che a volte ti viene voglia di togliere l’HUD e farti solo il viaggio visivo.
Non è solo un gioco di corse, è un’esperienza a fotogrammi psicotici.

La nostra recensione senza vaselina

Partiamo da un fatto: se sei cresciuto a pane, Wipeout e film come Akira, questo gioco ti fotte l’anima dal primo giro di pista. Neon Apex: Beyond the Limit è una benedizione per chi ha il cervello tarato su neon, velocità e stile cyberpunk sudato. E non parliamo solo di estetica: questa roba funziona davvero, anche tecnicamente.

Però, attenzione: se sei uno di quei tizi col braccialetto Ubisoft che aspettano il prossimo Assassin’s Creed come se fosse l’arrivo del messia… levati dai coglioni, perché Neon Apex non è per voi. Questo gioco è una droga da nerd arcade, e va rispettato come tale.

Cosa ci ha fatto impazzire?
Tantissimi veicoli e moto da sbloccare, non la solita merda riciclata. Ogni vittoria ti porta cash, reputazione e nuovi mezzi da sbloccare. E parliamo di roba seria, non di skin del cazzo. I personaggi sono scritti bene, hanno le palle e quando ti superano non stanno zitti: **ti sfidano, ti insultano, ti fanno incazzare.

Le piste sono un delirio arcade come piace a noi, piene di curve ignoranti, rampe che ti sparano in orbita, laser ovunque e paesaggi che sembrano usciti da un rave su Marte. Ma il bello è che non ti annoi mai, perché le modalità cambiano in continuazione: una gara sei su moto, quella dopo su una macchina che sembra un’astronave, poi ti becchi un 1v1, o magari una missione dove devi distruggere un bersaglio mentre sfrecci a 400 all’ora.

E poi c’è pure il “picchiaduro”, che sulla carta suona figo: scendi dal mezzo e spacchi la faccia agli altri piloti. Ma nella pratica… madonna che merda. Sì, l’idea ci sta, ok, ma l’esecuzione è tragica. Ti ritrovi a fare mosse lente, pugni molli, calci da ubriaco al karaoke. Sembra di combattere in un gioco per smartphone del 2010 dimenticato da Dio e pure dallo store. Stona proprio con la figaggine del resto, una roba impacciata, lenta, che spezza il ritmo invece di fomentarlo.

Ma hey, a parte sta porcheria da dimenticare, il gioco è una fottuta sinfonia di neon e metallo. La colonna sonora è una bomba: elettronica giappo-cinese ultra sparata, con bassi che ti bucano lo stomaco e ti pompano mentre sfrecci tra i palazzi. Le voci, gli effetti, i rumori: tutto è cyberpunkato fino al midollo, un trip visivo e sonoro da spaccarti le sinapsi in due.

E poi quei dettagli alla Tron, come le scie che lasciano le moto, il design delle tute, le animazioni in stile anime futuristico — sta roba grida “cult” da ogni pixel. Se ami Akira, Wipeout, Tron e tutto quello che ha a che fare con velocità, ignoranza e stile pompato, allora questo gioco è il tuo tempio.

Noi del Cartel lo consigliamo col cuore, con le palle e pure col pad fuso dal calore.
Non sarà perfetto, ma è una gemma rara nel mondo arcade moderno. E fidatevi: se entrate nel tunnel di Neon Apex, ne uscite solo quando la vostra connessione salta o vi si brucia la console.

Avete le palle di mollare i tripla A da boomer e buttarvi a 300 all’ora in un gioco che sembra uscito da un sogno radioattivo tra Akira e Tron?

Fatemelo sapere nei commenti, oppure restate lì a raccogliere collezionabili su Assassin’s Creed come dei turisti del cazzo.

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

Ultimi articoli

Related articles

Neon Apex: Beyond the Limit è una bomba arcade in stile Akira e Tron, con gare sparate a mille, veicoli da sbloccare e un’estetica cyberpunk che ti fotte l’anima. Tutto fantastico tranne il picchiaduro, che è fatto male e sembra uscito da un’app del 2010. Per il resto, è droga pura per chi ama correre senza regole.Recensione di Neon Apex Beyond the Limit: cyberpunk, botte e corse da paura