Doom: The Dark Ages – Recensione di una boiata medievale colossale

Un Doom medievale? Ma che cazzo avete bevuto, piscio di demone e sogni bagnati di Skyrim?

È incredibile come un franchise leggendario come DOOM, che ha praticamente inventato l’idea stessa di farti sentire un dio della guerra con un fucile a pompa, riesca a partorire una merdata come The Dark Ages. Davvero, chiunque abbia pensato che fosse una buona idea trasformare un trip audio-visivo da adrenalina pura in una sfilata di armature arrugginite e movimenti da carro armato con l’artrite dovrebbe essere bannato dai videogiochi a vita.

Il Doomguy con la sindrome del Medioevo

Allora, l’idea è che torniamo alle origini del Doom Slayer. No, non nel senso “figo”, tipo scoprire perché ha sterminato mezza infernolandia, ma proprio a livellare ogni singolo briciolo di divertimento che Doom Eternal aveva pompato a mille. Addio doppi salti, addio scatti aerei, addio velocità da cocainomane galattico: ora si cammina come se il protagonista avesse la colonna vertebrale spezzata in tre punti e stesse cercando il bagno.

Hai lo scudo. Ah, che figata eh? Tipo Captain America versione metallaro sovrappeso. Solo che invece di sembrare un eroe, sembri uno sfigato che ha scambiato Dark Souls per DOOM. Blocchi, devi, tiri lo scudo, fai il figo. Ma fratè, non stiamo giocando a For Honor, stiamo parlando di DOOM, dove il concetto è “corri, spara, sventra, ripeti”, non “difendi come un bimbo spaventato dietro a un piatto di latta”.

Combattimento? Una fiera del ritardo

Il sistema di combattimento ti fa venire voglia di prendere la tastiera e tirartela in faccia. Hanno pensato che rendere tutto più “tattico” e “pesante” fosse una buona idea. Traduzione: rallentare tutto, togliere l’agilità, farti combattere orde infinite di stronzi identici, in spazi giganteschi dove non capisci un cazzo. Ti attaccano da tutte le parti, spawnano alle spalle senza criterio, e tu stai lì a menare con lo scudo sperando che la prossima combo non sia un glitch.

E le armi? Sì ok, fanno rumore, ma sembrano tutte varianti medievali fatte con i Lego. Il “Pulverizer” suona figo finché non ti rendi conto che è un fottuto spara-palle da bocce con rinculo da mocio Vileda.

La storia… madonna santa la storia…

Ah sì, c’è una storia. Tipo che l’universo di Doom ora ha i suoi “Maykrs”, gli “antichi”, i “Sentinelle”, l’esercito umano… fratello, se voglio leggere fanfiction di Warhammer 40K me ne vado su Reddit, non apro DOOM. Il Doomguy muto che fa esplodere cervelli era tutto ciò che serviva. Ora invece ce lo dipingono come un cavaliere senza voce, dentro un dramma cosmico, con alleati umani e piani strategici. Ma va’ a cagare.

E poi il cavallo, il drago, i mech… oh, ma siamo impazziti? DOOM aveva una coerenza: entri, ammazzi, esci. Ora c’è lo Slayer che vola su un drago come se fosse uscito da How to Train Your Demon. Ridicolo. E pure lento. Ogni sezione col mech è una lotta contro il sonno. Toglietemi le palle, ma lasciatemi almeno il ritmo.

Niente motosega. RIP in pezzi.

Sapete cos’altro hanno tolto? LA CAZZO DI MOTOSEGA. L’hanno sostituita con un sistema di corpo a corpo “più dinamico”… sì, dinamico come una diarrea sotto Xanax. Non puoi più tagliare a metà un Cacodemon con soddisfazione. Ora lo devi “colpire” con combo da RPG di terza mano. La soddisfazione? Sparita. Come la dignità del team di sviluppo.

Level design e esplorazione? Un insulto.

Le mappe sono grandi, sì. Troppo. Vuote, dispersive, e con così tante robe da cercare che sembra stai facendo shopping da Leroy Merlin, non giocando a DOOM. I collezionabili? Armi skin, cagate estetiche, lore da bimbiminkia e aggiornamenti che manco ti interessano, tanto ormai sei troppo incazzato per goderti qualcosa.

Soundtrack, almeno quella…

L’unica cosa che regge è la colonna sonora. Ma se devo riascoltarla, lo faccio su Spotify mentre gioco a un VERO Doom, non a ‘sta parodia cavalleresca piena di bug, noia e scorregge estetiche da wannabe Skyrim meets Halo.


Verdetto

DOOM: The Dark Ages è il peggior aborto partorito da id Software dai tempi di Quake Champions. È lento, confuso, pesante, pieno di trovate di merda e con un’identità completamente sputtanata. Il franchise che faceva saltare le vene del collo ora ti fa venire voglia di spegnere tutto e rigiocarti Doom Eternal in mutande mentre bestemmi per quanto fosse meglio.

Se questo è il futuro della saga… sparate al passato e non fatelo mai risorgere.


Voto: 3 su 10 – Solo perché la soundtrack pompa. Il resto? Merda medievale vestita da shooter.


Ti senti anche tu derubato dalla vita? O magari eri uno di quelli che aspettava questo gioco con l’hype? Parliamone nei commenti, sicario.

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

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Doom: The Dark Ages è un disastro medievale travestito da shooter. Lento, goffo, con uno scudo ridicolo al posto della mitica motosega, livelli vuoti e una trama che sembra scritta da un fan di Skyrim strafatto. L’unica cosa che si salva è la soundtrack. Il resto? Un insulto al nome DOOM.Doom: The Dark Ages – Recensione di una boiata medievale colossale