Cina e Russia hanno firmato un accordo storico per costruire una centrale nucleare sulla Luna entro il 2036. Ecco i dettagli.
Il progetto di una centrale nucleare sulla Luna, rafforza la loro leadership congiunta nella corsa allo spazio e mette in dubbio il futuro degli ambiziosi piani lunari degli Stati Uniti.
Secondo un memorandum di cooperazione firmato di recente, il reattore nucleare russo sarà la principale fonte di energia per la Stazione internazionale di ricerca lunare (ILRS), una base lunare permanente che entrambe le potenze intendono costruire al polo sud della Luna. Si prevede che l’impianto sarà pronto entro il 2036 e inizierà a funzionare in modo completamente autonomo, senza alcun intervento umano diretto.
Questo approccio automatizzato sarà reso possibile dalle tecnologie sviluppate in Russia, ha spiegato il direttore generale di Roscosmos Yuri Borisov in un’intervista pubblicata dall’agenzia di stampa statale TASS. Sebbene non siano ancora stati rivelati tutti i dettagli tecnici, Borisov ha affermato che i sistemi necessari per realizzare questa impresa sono “quasi pronti”.
L’ILRS non sarà solo una fonte di energia: il suo scopo è quello di fungere da centro di ricerca scientifica avanzata e da banco di prova per tecnologie progettate per funzionare per lunghi periodi senza la presenza umana. Secondo una dichiarazione di Roscosmos dell’8 maggio, la stazione è progettata anche come piattaforma per future missioni con equipaggio verso il satellite.
Il progetto ha già suscitato interesse a livello internazionale. Finora hanno aderito a questa iniziativa 17 paesi, tra cui Egitto, Venezuela, Pakistan, Thailandia e Sudafrica. Una delle tappe fondamentali di questa tabella di marcia sarà la missione cinese Chang’e-8, prevista per il 2028, che, oltre ad aprire la strada all’ILRS, segnerà il primo allunaggio con equipaggio cinese.
Accordo fondamentale
L’accordo tra Cina e Russia rientra in una strategia a lungo termine. La tabella di marcia dell’ILRS, svelata nel 2021, prevede cinque lanci di razzi superpesanti tra il 2030 e il 2035 per assemblare i moduli principali della base lunare. Si prevede che la stazione verrà in seguito ampliata, collegandola a una base in orbita lunare e ad altri nodi situati all’equatore e sul lato più lontano della Luna, in vista di future missioni umane su Marte.
Il complesso lunare sarà indipendente dal punto di vista energetico, alimentato da fonti solari, generatori di radioisotopi e reattori nucleari. Integrerà inoltre reti di comunicazione ad alta velocità tra la Terra e la Luna, insieme a veicoli specializzati come rover pressurizzati e non pressurizzati, veicoli a lungo raggio senza pilota e piattaforme di atterraggio lunari.
Questo ambizioso accordo giunge in un momento in cui la Cina ha consolidato i progressi sostenuti nel suo programma spaziale. A partire dalla missione Chang’e 3 del 2013, che ha fatto atterrare con successo un rover sulla superficie lunare, il paese asiatico ha sviluppato missioni per esplorare sia il lato visibile che quello nascosto della Luna, raccogliere campioni e mappare accuratamente il terreno lunare.
Al contrario, gli Stati Uniti si trovano ad affrontare crescenti ostacoli ai propri piani spaziali. Il programma Artemis, che mira a riportare gli astronauti sulla Luna dopo oltre mezzo secolo, ha subito molteplici ritardi. Si prevede che il tanto atteso volo Artemis III non avrà luogo prima del 2027. Inoltre, il progetto Gateway , una stazione spaziale in orbita lunare fondamentale per le operazioni degli Stati Uniti, rischia di essere cancellato in seguito alla proposta di bilancio 2026 dell’amministrazione Trump, che propone di eliminarne i finanziamenti nonostante i progressi compiuti.
Grazie a un piano coordinato, al supporto internazionale e all’appoggio di due potenze spaziali, l’alleanza sino-russa potrebbe segnare una svolta nell’esplorazione lunare. La corsa per stabilire una presenza permanente sulla Luna è entrata in una nuova fase, con l’Oriente in testa e la leadership americana che inizia a essere messa alla prova come mai prima.
FONTE: Mysteryplanet
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