Death Note e il clamoroso errore con Near e Mello che nessuno voleva ammettere


Due personaggi chiave dell’anime sono stati scambiati per colpa di un editor rincoglionito

A volte ci dimentichiamo che anche le opere leggendarie nascono da esseri umani… e pure da umani che sbagliano alla grande. Death Note, uno degli anime più iconici di sempre, non fa eccezione. Sì, porca miseria, pure lì ci hanno messo lo zampino certi geni della disorganizzazione. E stavolta il casino ha coinvolto due personaggi fondamentali: Near e Mello. Spoiler: dovevano essere l’uno il contrario dell’altro. Ma un errore di stampa ha mandato tutto a puttane.

Un errore editoriale ha cambiato per sempre due personaggi

Takeshi Obata, illustratore di Death Note, ha raccontato che originariamente Near doveva avere l’aspetto di Mello e viceversa. Sì, esatto: il fighetto freddo e razionale con i capelli bianchi doveva essere quello impulsivo e fuori di testa con la cicatrice e la cioccolata sempre in mano. E Mello doveva essere invece quello freddo, cerebrale e quasi sociopatico. Ma cosa è successo?

Durante la fase di approvazione delle bozze da parte dell’editor della Shonen Jump, i nomi dei due personaggi sono stati invertiti per errore. Tipo che questo tizio, probabilmente con la testa tra le nuvole o con le mani dove non dovevano stare, ha scritto “Mello” sul design di Near e “Near” su quello di Mello. Nessuno ha controllato, nessuno si è accorto di nulla. Fine della storia. Obata ha ricevuto tutto già approvato da Ohba e gli è toccato fare buon viso a cattivo gioco.

Obata l’ha presa nel didietro e ha dovuto far finta di niente

Cioè raga, mettiamoci nei suoi panni: stai creando due personaggi chiave per la fase finale della tua opera. Ti sei fatto un mazzo tanto per dare un’identità precisa a ciascuno. Poi arriva l’editor di turno e ti incasina tutto perché non sa distinguere due disegni. Una roba che se succede nel lavoro normale, minimo ti becchi una lavata di capo. Qui invece hanno tirato dritto, come se nulla fosse.

Il disegnatore, con una calma da monaco tibetano sotto acido, ha dichiarato che non poteva più fare nulla, era troppo tardi per correggere. E così Near è diventato il tipo bianco, robotico e asettico, e Mello il tizio stiloso e pazzoide che mangia cioccolata come se fosse droga.

Quanto ha influenzato davvero l’anime questo errore?

A livello narrativo, per fortuna, Death Note regge comunque. Near e Mello sono riusciti a conquistarsi il proprio spazio, diventando due figure chiave nella parte finale dell’opera dopo la morte di L. Ma porca vacca, pensaci un attimo: se i ruoli fossero stati rispettati, magari ci saremmo trovati un finale diverso, con un impatto ancora più potente.

Obata ha detto chiaramente che l’unico modo per “farli funzionare” era adattarsi e costruire la psicologia dei personaggi in base all’aspetto che ormai avevano. Quindi quello che vediamo oggi non è esattamente quello che avevano in mente all’inizio. È una versione corretta al volo, un patch umano fatto a suon di disegni e caratterizzazioni.

Morale della favola? controllate sempre due volte, cazzo

Il punto non è solo fare i fighetti con le curiosità da nerd. Questo episodio è la dimostrazione che basta una svista del cavolo per stravolgere un’opera. Immagina se l’editor non avesse fatto quell’errore… magari avremmo avuto due personaggi ancora più memorabili. O magari sarebbe venuto fuori un casino peggiore, vai a sapere.

Ma quello che resta è il fatto che, anche con l’errore, Death Note è rimasto un capolavoro. Forse è proprio questa imperfezione che gli ha dato un tocco più umano, più sporco, più reale. Perché in fondo anche i geni sbagliano. Ma se riesci a trasformare una cazzata in qualcosa che funziona… sei davvero un mostro sacro.


e voi sicarios? pensate che Near e Mello sarebbero stati migliori con i ruoli invertiti? o l’errore è stato un colpo di fortuna?

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

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