Lo hanno usato, manipolato e spinto all’odio: ora RuggyTM parla e fa tremare tutti
Un ragazzino con una webcam, un odio sincero e una verità troppo scomoda da raccontare: così è iniziata la storia di Vincenzo Ruggiero, conosciuto su internet come RuggyTM, diventato virale in tutta Italia col video “Io odio Favij”. Un’esplosione di meme, parodie e visualizzazioni… ma anche l’inizio dell’inferno.
Oggi, quel bambino non è più solo un volto del web, ma una voce che fa tremare tutto YouTube Italia. E no, non è per vendetta. È per giustizia.
Usato, sfruttato, insultato: ecco la vera storia dietro il fenomeno RuggyTM
Quando Vincenzo pubblicò quel video iconico, aveva 11 anni. Un bambino. Ma nonostante la giovane età, è stato subito sbranato dai lupi. Il più evidente? Nicola Radogna, in arte Nick Radogna, creator pugliese che ha letteralmente costruito la sua carriera partendo proprio da RuggyTM.
Non solo non l’ha mai ringraziato, ma gli ha mandato ordini precisi tramite Instagram, sfruttandolo per generare contenuti, fargli dire cose, comportarsi in determinati modi… con toni e richieste che oggi Vincenzo denuncia come ambigue, manipolatorie e inquietanti.
E non finisce qui: mentre il pubblico rideva, Nick lo lasciava esposto alla merda, incitata anche da copertine provocatorie e clickbait, fatte apposta per farlo sembrare ridicolo. Il tutto mentre lui era solo un bambino, e loro degli adulti.
La lista dei nomi: chi ha infierito, chi si è tirato indietro
Altri nomi? Eccome.
Dorian Bee, Alberico De Giglio, e altri creator “grossi” che hanno cavalcato l’onda RuggyTM per farsi i like facili. Senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze psicologiche su un ragazzino già fragile, già esposto, già odiato da mezzo web.

Favij e Leonardo De Carli, invece, si sono comportati da persone vere: avevano contenuti con Vincenzo, ma quando si sono resi conto del peso che tutto ciò stava avendo su di lui, hanno cancellato i video. Un gesto che vale più di mille “mi dispiace”.
Ma il fango non è finito. Di recente, Gianluca Miele, che si fa chiamare Mr Flame (colui che è sempre affiancato da gente più furba) ha provato a riavvicinarsi a Vincenzo… stesso metodo, stesso stile, stessa merda manipolatoria. Ma stavolta non ha trovato un bambino. Ha trovato un uomo.
E Vincenzo lo ha smascherato in tempo, ricordando pure come anni fa lo insultava senza nemmeno lasciargli diritto di replica.
Una guerra aperta contro i bulli del web
Oggi RuggyTM non è più il bersaglio. È il grilletto della verità, e su TikTok sta sparando colpi dritti in faccia ai colpevoli.
Finalmente, chi ha lucrato sul dolore, sull’ingenuità e sull’immagine di un ragazzino viene nominato con nome e cognome.
E no, non si tratta di drama, ma di giustizia digitale.
Una guerra aperta contro chi sfrutta i minori, chi istiga odio per far ridere la massa, e poi si nasconde dietro i numeri.

A supporto delle sue parole, Vincenzo sta pubblicando video dettagliati, prove, screen e testimonianze. Li linkerai qui tu, uno per uno, così la verità non si potrà più ignorare.
E adesso tocca a voi, sicarios:
li difenderete ancora, ‘sti falsi profeti del content? O finalmente vedrete chi sono davvero?
