Jason Schreier conferma il malumore interno di Sony: Naughty Dog sta diventando troppo lenta per il mercato moderno
Quando perfino uno studio come Naughty Dog finisce nel mirino interno di Sony e PlayStation, allora vuol dire che nell’industria AAA qualcosa sta andando veramente a puttane. E no, non stiamo parlando della qualità dei giochi, perché nessuno sano di mente direbbe che i lavori di Neil Druckmann siano spazzatura. Il problema è un altro: tempi di sviluppo mostruosi, costi fuori scala e una generazione PS5 che rischia seriamente di passare alla storia come quella dove certi studi hanno pubblicato praticamente il nulla cosmico.
Secondo il giornalista Jason Schreier, PlayStation avrebbe “decisamente un problema” con la lentezza di Naughty Dog. E sinceramente? Era impossibile non accorgersene. L’ultimo gioco originale dello studio è stato The Last of Us Part II nel giugno 2020. Sono passati quasi sei anni. SEI. Nel frattempo abbiamo ricevuto remaster, remake, versioni migliorate, upgrade, Director’s Cut, remastered della remastered e probabilmente manca solo la versione da giocare sul tostapane.
Il punto però è che Naughty Dog è sempre stata vista come la corona d’oro di PlayStation. Lo studio che tira fuori il gioco evento, quello che sposta console, recensioni e premi. Ma oggi il mercato è cambiato. Fare videogiochi AAA è diventato un inferno produttivo assurdo. Budget da film hollywoodiani, team enormi, tecnologie costosissime e aspettative completamente fuori controllo.
E qui arriva la vera domanda che molti fan non vogliono sentirsi fare: ha ancora senso aspettare sette anni per un singolo gioco?
Intergalactic rischia di diventare un altro caso “GTA syndrome”
Il nuovo progetto di Naughty Dog, Intergalactic: The Heretic Prophet, sembra promettere roba enorme. Sci-fi, open world, narrativa cinematografica, atmosfera folle e una produzione che probabilmente farà esplodere il cervello ai fan PlayStation. Però il problema resta sempre quello: quanto cazzo costa tutto questo?
Già The Last of Us Part II aveva superato i 200 milioni di dollari di budget. E secondo varie indiscrezioni, Intergalactic potrebbe tranquillamente stare sulla stessa cifra o addirittura peggio. In pratica Sony si ritrova a investire montagne di soldi per giochi che arrivano una volta ogni morte di papa.
Ed è qui che il paragone con Rockstar Games diventa inevitabile. Anche Take-Two Interactive vive questa situazione da anni: sviluppo eterno, budget folli e una singola speranza chiamata “venderà come il pane”. Solo che Rockstar può permetterselo perché Grand Theft Auto VI probabilmente venderà più del PIL di alcune nazioni.
Naughty Dog invece lavora su giochi single player narrativi, spettacolari sì, ma molto più limitati commercialmente rispetto a GTA. Quindi Sony inizia a farsi due conti, e quei conti puzzano parecchio.
La generazione PS5 senza Naughty Dog pesa tantissimo

Guardando la lineup PlayStation di questi anni, la differenza con il passato è devastante. Durante l’era PS3 e PS4, Naughty Dog era praticamente sempre presente. Uncharted 2: Among Thieves, Uncharted 3: Drake’s Deception, The Last of Us, Uncharted 4: A Thief’s End… sembrava una mitragliatrice di capolavori.
Oggi invece la sensazione è diversa. PS5 ha avuto ottimi giochi, certo, ma manca quella bomba Naughty Dog che ti fa dire “ok, questa console serve davvero”.
Nel frattempo studi come Insomniac Games stanno praticamente portando avanti mezza generazione da soli. Hanno tirato fuori Marvel’s Spider-Man 2, Ratchet & Clank: Rift Apart e stanno lavorando pure a Wolverine come dei dannati posseduti dalla caffeina.
Anche Sucker Punch Productions e Housemarque si stanno muovendo meglio come ritmo produttivo.
Naughty Dog invece sembra intrappolata in un loop infinito di perfezionismo totale.
Il problema non è la qualità: è la sostenibilità
E attenzione, questo è il punto fondamentale. Nessuno sta dicendo che Naughty Dog sia diventata scarsa. Anzi. Probabilmente Intergalactic uscirà e farà esplodere internet. Probabilmente prenderà votoni, GOTY e standing ovation.
Però il settore videoludico moderno sta entrando in una fase pericolosa dove i tripla A stanno diventando economicamente ingestibili. Se un gioco costa 250-300 milioni e richiede 7 anni di sviluppo, basta un singolo flop per creare un disastro nucleare finanziario.
Lo abbiamo già visto con tantissimi progetti enormi che hanno bruciato soldi come un camion in fiamme. E Sony lo sa benissimo. Soprattutto dopo la questione Bungie, acquisizione costosissima che non ha dato i risultati sperati.
A quel punto inizi a guardare anche i tuoi studi più prestigiosi con occhi diversi. Non importa quanto siano talentuosi: se i tempi diventano ingestibili, la dirigenza inizia a innervosirsi.
E Uncharted? Abbandonato nel cassetto come un vecchio tesoro dimenticato
La parte che fa più male ai fan storici è vedere Uncharted praticamente congelato da anni. Una delle IP più amate di PlayStation è sparita nel nulla mentre Naughty Dog continua a lavorare a progetti giganteschi e lentissimi.
Le voci sul possibile ritorno con Shaun Escayg stanno girando da un po’, ma al momento resta tutto fumoso. E sinceramente è assurdo pensare che una saga del genere venga lasciata lì a prendere polvere mentre il mercato avrebbe fame disperata di un nuovo capitolo.
Il problema è che Naughty Dog oggi sembra interessata più a creare “eventi mastodontici” che serie con uscite regolari. Artisticamente è comprensibile. Commercialmente… molto meno.
Sony dovrà cambiare strategia?

Questa situazione apre una riflessione enorme sull’intera industria. Forse il modello AAA attuale è semplicemente diventato troppo grande per funzionare normalmente. Ogni gioco deve essere gigantesco, realistico, cinematografico, infinito, fotorealistico, doppiato in 47 lingue e con animazioni facciali dove puoi vedere pure il poro della pelle del protagonista.
E tutto questo sta rallentando il settore in maniera assurda.
Magari il futuro sarà tornare a produzioni meno mastodontiche ma più frequenti. Oppure usare team multipli. Oppure ridurre le dimensioni dei giochi. Perché aspettare quasi un decennio per un singolo titolo, per quanto incredibile possa essere, rischia di diventare una roba insostenibile pure per colossi come PlayStation.
Una cosa però è certa: se perfino Jason Schreier dice apertamente che Sony “ha un problema” con Naughty Dog, allora dietro le quinte stanno già volando parecchie bestemmie manageriali invisibili.

