Tutto quello che sappiamo finora e perché i Sicarios devono tenere gli occhi aperti
Preparati, Sicario: l’idea che per anni sembrava una fantasia da nerd strafatti di hype sta finalmente diventando realtà. The Legend of Zelda arriva al cinema in versione live action, e non come quei fan-film da due spicci dove Link sembra un cosplayer che ha perso la via per il Romics. Qui parliamo di un progetto enorme, ambizioso e pure rischioso come poche cose in questo settore sempre più delirante. E adesso ti racconto tutto, pezzo per pezzo, senza censure e senza freni.
Chi lo sta facendo davvero
Il film lo dirige Wes Ball, il tizio che ha già messo le mani su Maze Runner e sul nuovo Kingdom of the Planet of the Apes. Uno che sa lavorare con mondi giganteschi, effetti speciali e ritmi tesi. Non è un regista da mezzo litro: è uno che spalma soldi e pressione su schermo senza tremare. E per un film come Zelda serve proprio questo: qualcuno che non voglia fare la lezioncina indie, ma che sappia costruire un mondo dove ogni albero, villaggio e tempio sembri vivo, enorme e pericoloso.
Al suo fianco ci sono nomi pesantissimi: Shigeru Miyamoto (sì, quel Miyamoto), Avi Arad e lo stesso Ball in produzione. Una squadra che sa dove mettere le mani — o che almeno finge bene. Questa è una di quelle robe in cui Nintendo vuole il controllo totale, e quando Nintendo decide di fare sul serio, il risultato raramente è un disastro. Non sempre, ma quasi.
Dove e quando stanno girando questa bomba

Le riprese sono partite nel 2025 in Nuova Zelanda, perché ovviamente se devi fare Hyrule mica vai a girare a Latina: ti serve un posto che sembra uscito da un’art direction divina. I lavori vanno avanti fino al 2026, mentre la data d’uscita è fissata al 7 maggio 2027. Insomma, un’attesa lunga come una quest secondaria di Breath of the Wild, ma almeno sappiamo che non è uno di quei progetti che annunciano e poi muoiono come un Bokoblin ubriaco.
Chi interpreterà Link e Zelda
E qui si apre l’inferno dei commenti.
Il protagonista sarà Benjamin Evan Ainsworth, mentre la Principessa sarà Bo Bragason. Due nomi giovani, niente star con cache da miliardo, scelta furba per un film che deve costruire un mondo, non ruotare attorno al nome famoso di turno.
Ainsworth ha quella faccia pulita e tosta che funziona: non è il classico tipo “palestrato per forza”, ma un giovane Link credibile. Bragason sembra perfetta per una Zelda più forte e meno “damigella da salvare”. La scelta del cast dice una cosa chiara: puntano alla freschezza, non al meme.
Ma di quale Zelda parliamo?
E qui, caro Sicario, succede la magia, perché non è stato detto un c***o. Nessuno ha confermato se il film seguirà Ocarina of Time, Twilight Princess, Breath of the Wild o se sarà una storia totalmente nuova. E questa, paradossalmente, è una grande notizia.
Perché Zelda non è una saga da adattare copiando uno a uno: è una leggenda, una mitologia, un mondo che deve funzionare sul grande schermo con ritmo cinematografico. Non è un gameplay dove vai in giro a spaccare vasi per fare rupees. Quindi potrebbe essere un mix, una sintesi o una trama originale che prende le parti migliori dei giochi.
Tono, atmosfera e stile
Qui è tutto un mistero, ma da quello che trapela l’obiettivo è chiaro: niente tono leggerino, niente teen movie, niente vibe da filmetto fantasy natalizio. Si punta a un mondo serio, epico, enorme, che riesca ad avere lo stesso peso visivo che ha Hyrule nei giochi più recenti. Se fanno le cose come devono, potremmo trovarci davanti alla prima vera saga fantasy cinematografica moderna degna di essere ricordata dopo Il Signore degli Anelli.
Ma se sbagliano…
Beh, allora esce una porcata galattica e ci mettono dieci anni a riprovarci.

Quanto è grande il rischio?
Gigantesco.
Zelda non è Mario.
Zelda non è Pokémon.
Zelda è un equilibrio delicatissimo tra avventura, spiritualità, epica, silenzi, misteri, temi oscuri e momenti infantili bilanciati con precisione chirurgica. Se li sbagli anche solo di un gradino, ti ritrovi un film che non assomiglia a Zelda, ma nemmeno a un fantasy decente.
E attenzione: gli adattamenti live action dei videogiochi sono un campo minato. Per ogni gioiello come Detective Pikachu ci sono dieci film che ti fanno venire voglia di spegnere il cervello e andare a vivere in montagna.
Perché comunque dobbiamo essere gasati come animali
Perché un film live action di Zelda non è semplicemente “un film”.
È un evento culturale.
È un test.
È una dichiarazione del fatto che l’industria cinematografica considera finalmente i videogiochi come proprietà narrative con dignità — e non come giocattolini da sfruttare al cinema.
Nintendo ci sta mettendo la faccia. Sony ci mette il budget. E Wes Ball sembra avere la fame giusta per costruire qualcosa di enorme. Le basi ci sono, e sono solide come le pietre del Tempio del Tempo.
Cosa aspettarci nei prossimi mesi
Trailer? Sicuramente.
Prime foto ufficiali? Anche.
Polemiche su Link biondo/non biondo? Scontate come le rotture della Master Sword.
Discussioni infinite sul fatto che Zelda potrebbe essere protagonista? Già in arrivo.
Leak, rumor e fan che gridano al tradimento? Garantiti al 100%.
Ma è normale. Fa parte della nascita di un colosso mediatico.
Te lo dico chiaro, Sicario
Siamo davanti a uno dei progetti più importanti di tutta l’industria dell’intrattenimento dei prossimi anni. Può essere oro puro oppure una delusione clamorosa. Non esiste una via di mezzo.
E noi saremo qui, pronti a guardare ogni dettaglio, ogni scena, ogni rumor, pronti a smascherare ogni scelta stupida e ad applaudire ogni colpo di genio.
Siamo noi i Sicarios: e questa guerra culturale la seguiamo fino in fondo.
La domanda per voi, Sicarios
Secondo voi questo film avrà le palle per diventare una nuova saga epica o finirà come l’ennesima produzione pompata che esplode al primo colpo?
