Il gioco in cui entri per prendere loot e finisci a correre urlando come in un video cringe su TikTok
Dungeon Stalkers è uno di quei giochi che apri su Steam “tanto per vedere com’è” e cinque minuti dopo ti ritrovi chiuso in un corridoio buio a chiederti perché un goblin sudato con le spalle più larghe delle tue ansie sta avanzando verso di te. È un dungeon crawler PvPvE in terza persona sviluppato dai coreani di ONEUNIVERSE Co., Ltd., gente che evidentemente si diverte un po’ troppo a mettere trappole nei posti peggiori. E già da questo capisci l’energia del progetto: non è un gioco zen, non è un gioco rilassante, non è un gioco che premi mentre mediti. È un gioco dove entri, cerchi roba, ti spaventi, imprechi, corri e se arrivi vivo all’uscita festeggi come se avessi vinto un buono Amazon.
La formula è quella degli extraction game, ma fantasy. Tradotto in lingua umana: entri nel dungeon, raccogli più loot possibile e poi devi scappare vivo. Se muori, perdi tutto. Sì, TUTTO. Esattamente come quando esci di casa con il telefono al 3% e fai finta di essere tranquillo. E ovviamente non ci sono solo i mostri, ma anche gli altri giocatori, che spesso sembrano molto più motivati a ucciderti loro invece che i mob. È l’equivalente videoludico di entrare in un supermercato il Black Friday e sperare che nessuno ti spinga contro gli scaffali.

L’ambientazione gira attorno alla famosa maledizione della strega, che è il modo elegante del gioco per dirti “sì, qui succedono cose strane, rassegnati”. Il dungeon cambia, si muove, ti giudica, ti punisce, ti premia, e poi ti punisce di nuovo. Nessuno scende qui per caso: gli Stalker vogliono soldi, gloria o risposte. Tu probabilmente vuoi solo tornare vivo, ma è un dettaglio.
Ogni partita è un mix caotico di “wow che bello” e “ma che cazzo era quello?”, che poi è anche il motivo per cui ci si diverte. Magari apri un forziere e trovi un oggetto che neanche sapevi esistesse, poi fai due metri e cadi in una trappola così stupida che anche un cartone animato si vergognerebbe. Oppure senti rumori in lontananza e devi decidere in mezzo secondo se è un mostro, un altro giocatore o un tizio che ha premuto un tasto sbagliato e ora corre in panico. Tutto è imprevedibile, tutto è potenzialmente letale. Il bello è proprio lì.
Le classi sono la parte più gustosa. Hai nove Stalker diversi e ognuno sembra fatto apposta per un certo tipo di giocatore. Ci sono i tankoni che entrano nelle stanze con la grazia di un frigorifero lanciato dal terzo piano, perfetti per chi vuole menare senza fare troppi discorsi. Hai i personaggi agili, veloci, che scattano, saltano, rubano il loot e scappano via come topi col PhD. Poi ci sono quelli fragili ma potentissimi, tipo “ti guardo e ti sciolgo”, ma se qualcuno tossisce nella tua direzione ti spegni come una candela. C’è spazio per tutti, anche per chi vuole solo rompere le scatole agli altri senza un vero piano nella vita.

Il combat è un mix di schivate, abilità e armi. Non è un button mashing insensato, ma nemmeno una simulazione chirurgica. Serve occhio, serve tempismo e serve soprattutto ricordarti che mentre combatti un mostro potrebbe arrivare un altro giocatore dietro di te con l’educazione di un portiere ubriaco alle 4 del mattino. Tutto ciò che fai dentro il dungeon è potenzialmente l’ultima cosa che farai in quella run, e il gioco ci gode un sacco.
Poi c’è il LOOT, l’ossessione di tutti. Quando trovi un oggetto raro, il cervello inizia a dirti “scappa, scappa ORA”. E tu scappi. Corri come mai hai corso nella vita. Ogni rumore è sospetto, ogni stanza è una minaccia, ogni ombra è un potenziale traumasimulatore. Se arrivi all’estrazione, il gioco ti dice “ok, bravo”, e tu senti la stessa soddisfazione di quando trovi parcheggio sotto casa.
Fuori dal dungeon poi potenzi il personaggio, sali di livello, sistemi l’inventario e ti convinci che nella prossima run sarai più prudente. Spoiler: non lo sarai.
ONEUNIVERSE, oltre a questo gioco, ha lavorato anche su Meta Soulmate, che è un progetto totalmente diverso, più social e sperimentale. Ma Dungeon Stalkers è la loro entrata nel mondo dei PC gamer che amano farsi del male in ambienti fantasy ostili. E la cosa funziona proprio perché il gioco non prova a essere chissà cosa: sa che è un dungeon pieno di cattiverie e te lo serve senza farla troppo complicata.
A chi può piacere davvero?
A chi adora il rischio.
A chi ama i dungeon crawler ma vuole qualcosa di più moderno.
A chi ride quando muore in modi stupidi.
A chi piace il PvP ma non vuole entrare in arene tossiche.
A chi cerca un gioco che crea clip da TikTok senza sforzarsi.
A chi NON piacerà mai?
A chi odia perdere le cose.
A chi vuole relax.
A chi cerca trama profonda e dialoghi epici.
A chi non sopporta gli altri giocatori che interferiscono.
A chi tilt facilmente, perché questo gioco è praticamente un generatore automatico di “ma vaff…”.
Dungeon Stalkers è quel tipo di titolo che non ti dice mai “tranquillo, ci penso io”, ma ti guarda, ride e ti dice “entra pure, vediamo quanto duri”. Ed è proprio questo che lo rende interessante: è caotico, è imprevedibile, è stronzo al punto giusto, ma abbastanza equilibrato da farti dire “ok, una run ancora”.

Perché non facciamo la recensione di Dungeon Stalkers?
E ora, sicarios, chiudiamo con una domanda che qualcuno sicuramente si farà: “Perché non abbiamo fatto una recensione completa di Dungeon Stalkers?”
Perché noi siamo El Cartel del Gaming, non El Cartel dei coglioni. Funziona così: se ci dai una key, quella key deve valere qualcosa. Deve essere un regalo vero, un gesto, un invito formale del tipo: “Ehi Cartel, vogliamo davvero sapere cosa ne pensate del nostro gioco”.
Ma indovina un po’? Dungeon Stalkers è gratis. Totalmente. Assolutamente. Inequivocabilmente. Gratis come un volantino del supermercato. Quindi la key non serve a un cazzo, letteralmente. Che me la mandi a fare? Da appendere al frigo?
E già che ci siamo, ringraziate pure che ne abbiamo parlato almeno un po’, perché qui non siamo il reparto marketing di nessuno. Noi non facciamo recensioni “per sport”, non lavoriamo gratis per fare favori e non ci smontiamo la dignità per parlare di un gioco f2p solo perché fa trending su TikTok. Se volete la recensione completa, dovete darci qualcosa che abbia un valore, non un codice che pesa quanto un moscerino in palestra.
E ricordatevelo sempre: El Cartel del Gaming non si compra, non si addomestica e non si accarezza. Si rispetta.
Fine della storia.
