Una città spagnola vieta le adozioni di gatti neri durante Halloween per paura dei rituali

Terrassa blocca le adozioni di gatti neri fino al 10 novembre per evitare che finiscano in mani di idioti ossessionati da Halloween e superstizioni da baraccone

In Catalogna c’è una città che ha deciso di non rischiare: Terrassa. Le autorità locali hanno vietato temporaneamente l’adozione di gatti neri durante il periodo di Halloween, dal 6 ottobre al 10 novembre, per evitare che finiscano maltrattati o usati in fantomatici “rituali satanici”. E sì, nel 2025 c’è ancora gente che pensa che un gatto nero porti sfiga. Roba da mettersi le mani nei capelli.

Il servizio per il benessere degli animali di Terrassa ha dichiarato che la misura è solo una precauzione: troppe richieste sospette di adozione arrivano proprio in quei giorni, e non tutte sembrano avere buone intenzioni. Il vicesindaco Noel Duque ha detto chiaramente che vogliono evitare adozioni impulsive o per moda. Tradotto: “Non vogliamo che qualche cretino adotti un gatto solo per farci una foto a tema Halloween o peggio ancora usarlo in qualche rituale da filmaccio horror”.

Il mito del gatto nero maledetto: una leggenda che non muore mai

Negli Stati Uniti e in altre zone del mondo, alcuni rifugi hanno preso decisioni simili nel corso degli anni, ma ormai la maggior parte delle associazioni animaliste considera questa paura una leggenda metropolitana di merda. Organizzazioni come Alley Cat Allies e Shelter Animals Count sostengono che non esistono dati reali che dimostrino un aumento dei maltrattamenti verso i gatti neri durante Halloween.
Secondo un rapporto del 2024, “non ci sono prove affidabili che i gatti neri siano più a rischio in quel periodo”. Insomma, il problema non è il colore del gatto, ma la stupidità umana.

E il paradosso? Proprio queste sospensioni temporanee finiscono per danneggiare i gatti neri tutto l’anno. Sono già gli ultimi a essere adottati perché molti idioti ancora associano il loro colore alla sfiga, e bloccare le adozioni peggiora solo la situazione. Un po’ come chi vuole proteggere gli animali ma poi li lascia nei rifugi per mesi “in attesa di tempi migliori”.

Una misura temporanea, ma che fa discutere

Terrassa ospita circa 9.800 gatti, di cui 12 neri attualmente nel centro di adozione cittadino. Il comune ha chiarito che si tratta di una misura “temporanea ed eccezionale”, giusto per garantire una protezione aggiuntiva in un periodo in cui “l’interesse” per i gatti neri cresce in modo sospetto. Dopo il 10 novembre, tutto tornerà alla normalità, anche se il consiglio comunale non esclude di ripetere il divieto in futuro.

Al contrario, molti rifugi moderni preferiscono educare chi adotta piuttosto che vietare. Fanno colloqui, controlli, e cercano di capire se l’adottante sia un vero amante degli animali o solo un cretino con la fissa dei rituali gotici. Una filosofia più basata sui dati che sulla superstizione.

Halloween, superstizione e ignoranza: il triangolo della follia

L’idea che i gatti neri siano portatori di sventura arriva da secoli di superstizioni medioevali, quando venivano associati alle streghe e al diavolo. E ancora oggi, nel 2025, ci sono persone che ci credono davvero. Invece di preoccuparsi di non investire un gatto per strada, si mettono a temere il “potere oscuro” del suo pelo nero. Una roba così assurda che quasi non fa più ridere.

Terrassa ha voluto muoversi “in coordinamento con i gruppi locali per il benessere animale” per assicurare “un ulteriore livello di protezione”. Ma se da un lato la mossa è comprensibile, dall’altro è anche un segnale che la disinformazione e la paura continuano a vincere su logica e compassione.

Forse la domanda vera è un’altra: quanto cazzo siamo ancora superstiziosi, nel 2025, per dover bloccare adozioni di gatti neri per paura di rituali?

Sicarios, voi che ne pensate? È giusto fermare tutto per sicurezza o è solo l’ennesimo segno che la stupidità umana non va mai in vacanza?

Logan Rox
Logan Rox
Gioco quasi sempre online, con gente vera e senza filtri. Offline mi annoio dopo 10 minuti. Al momento sono in fissa con REPO, e no, non faccio dirette: così posso insultare, bestemm... ehm, sfogarmi e dire tutto quello che mi pare senza censure. Il gaming per me è libertà, non spettacolo da vendere.

Ultimi articoli

Related articles