Quando un horror erotico diventa una barzelletta annacquata
Lust for Darkness è un horror psicologico sviluppato dai polacchi di Movie Games Lunarium e pubblicato nel 2018. L’idea era chiara: mischiare atmosfere da incubo alla Silent Hill con elementi erotici e perversi che prendono ispirazione da Lovecraft e dal marchese De Sade. Un progetto sporco, malato e volutamente disturbante, che ha fatto parlare di sé proprio per l’accoppiata fuori di testa: sesso e orrore.
Il gioco è uscito inizialmente su PC, e poi è approdato anche su Nintendo Switch e altre piattaforme. E qui arriva la merda: per poterlo pubblicare su store più delicati, gli sviluppatori hanno rilasciato la cosiddetta M Edition. Una versione “matura”, come la chiamano loro, che in realtà è semplicemente un taglio chirurgico ai contenuti più forti. In pratica un auto-sabotaggio.

La trama del gioco originale
La storia di Lust for Darkness ruota attorno a Jonathan Moon, un uomo tormentato dalla scomparsa della moglie. Dopo anni riceve una lettera misteriosa che lo conduce in una villa segreta dove si svolgono rituali oscuri e perversi. Qui scopre un culto che adora il dio Lusst’ghaa, una divinità dimensionale che unisce piacere e dolore.
Tra stanze piene di statue falliche, maschere inquietanti, orge rituali e portali per un’altra dimensione, il gioco ti trascina in un incubo che mescola paura, sesso e violenza. La trama, pur non essendo geniale, funziona perché ti fa vivere un viaggio malsano, a metà tra incubo erotico e film horror psicologico.
Era proprio questa fusione a rendere il gioco unico. Senza quell’elemento, diventa solo un clone povero di Amnesia con due puzzle scemi.
Le versioni esistenti

Oggi esistono due versioni principali:
- Lust for Darkness (originale): la versione completa, con scene esplicite di sesso, nudità totale, rituali malati e atmosfere senza filtro.
- Lust for Darkness M Edition: la versione censurata, castrata e annacquata, distribuita su console come Switch e in alcuni store digitali.
Ed è qui che viene la domanda: che cazzo senso ha comprare una versione censurata di un gioco che vive SOLO di eccessi?
Cosa hanno tolto nella M Edition
La lista è lunga e fa ridere (o piangere):
- Addio a scene di sesso esplicite, sia etero che non.
- Niente più nudità integrale, i modelli sono stati rivestiti.
- Alcune animazioni nei rituali sono state eliminate o tagliate.
- Ambienti e stanze sono stati modificati per sembrare meno “scandalosi”.
- Atmosfera complessiva depotenziata: il gioco passa da disturbante a “sì ok, è buio ma me ne sbatto”.
In pratica, la M Edition è un porno senza sesso e un horror senza coraggio.
Il senso di un aborto videoludico
Fare una “mature edition” di un titolo che si basa proprio su sesso e paura è come vendere un GTA senza macchine, un Mortal Kombat senza fatality o un Dark Souls dove non puoi morire. Non ha senso.
Il bello di Lust for Darkness era proprio quel coraggio sporco di mostrare il proibito, anche rischiando critiche. La M Edition invece è un insulto: toglie l’identità e lascia solo un guscio vuoto.

La censura nei videogiochi: il club degli evirati
Il caso di Lust for Darkness M Edition non è isolato. Negli anni abbiamo visto altri titoli massacrati dalla censura:
- Manhunt della Rockstar, tagliato in mezzo mondo per le esecuzioni troppo violente.
- Agony, altro horror erotico che è uscito castrato e solo dopo ha avuto una patch “uncut” per i veri malati.
- Outlast 2, costretto a modifiche per poter uscire in Australia.
- Persino roba come Mortal Kombat è stata censurata in certi paesi.
Ma almeno questi giochi senza censure avevano una loro identità forte. Lust for Darkness M Edition no: nasce già morto, una copia annacquata venduta come “matura”. È come offrire vodka e dare acqua tonica.
Il pubblico e la presa per il culo
Chi compra Lust for Darkness M Edition? Probabilmente chi vuole dire di aver giocato un horror “maledetto” ma in realtà non ha le palle di affrontare l’originale. Un pubblico da Netflix horror con popcorn, non da videogiocatori hardcore.
E questa ipocrisia è la cosa più ridicola: se non reggi certe immagini, semplicemente non comprare il gioco. Non ha senso comprare la versione sterilizzata.
Il verdetto finale
La M Edition è l’emblema di come la censura rovini l’arte. Un titolo nato per disturbare e scuotere, trasformato in un corridoio buio con enigmi scemi. Senza sesso, senza nudità, senza coraggio.
Come direbbe El Cartel:
Un horror senza erotismo è come un coltello di plastica: puoi agitarlo quanto vuoi, ma non taglia un cazzo.
El cartel Del Gaming
