Ex dirigente Google vuole sostituire i politici con l’intelligenza artificiale

Mo Gawdat, ex direttore commerciale di Google X, sostiene che la sostituzione dei politici con l’intelligenza artificiale, sia l’unica strada verso un futuro migliore.

In un mondo afflitto da crisi geopolitiche, economiche e sociali, un’idea radicale sta prendendo piede: e se la soluzione ai problemi dell’umanità fosse sostituire i nostri leader con l’Intelligenza Artificiale (IA)?

Durante la sua apparizione al podcast “The Diary of a CEO” , Gawdat ha affermato che “l’unico modo per raggiungere un posto migliore e avere successo come specie è che le persone malvagie al vertice vengano sostituite dall’IA”. Secondo lui, un’IA superintelligente non cercherebbe di distruggere ecosistemi o uccidere milioni di persone, poiché lo considererebbe uno spreco di energia e risorse. Il problema attuale, osserva, è che “l’IA superintelligente risponde a leader stupidi”.

Gawdat sostiene che questa tecnologia, guidata da un principio di efficienza e minimo consumo energetico, prenderebbe decisioni logiche per il benessere globale. Non sarebbe motivata dalla “fame di potere, avidità ed ego” che, a suo dire, caratterizza molti leader attuali e ci sta già conducendo verso un mondo di maggiore controllo, sorveglianza e conformismo forzato.

Per l’ex dirigente, il più grande ostacolo tra distopia e utopia non è tecnologico, ma piuttosto il fondamento dell’attuale mentalità capitalista e della ricerca del potere.

CERN dell’intelligenza artificiale

Gawdat prevede che, a lungo termine, i leader di oggi non avranno altra scelta che delegare decisioni importanti all’IA per mantenere il proprio vantaggio competitivo. A suo avviso, le macchine non si considereranno più come identità nazionali come “cinesi” o “americane”, ma cercheranno invece la prosperità globale. Sostiene la creazione di un ” CERN dell’IA”, uno sforzo collaborativo globale per sviluppare un’intelligenza artificiale a beneficio di tutti, anziché sistemi concorrenti che perpetuano gli stessi giochi di potere e la stessa avidità.

In definitiva, la sua visione sostiene che se avessimo un’IA leader per il mondo intero, con il compito di generare prosperità, salute e felicità, il pianeta e i suoi abitanti sarebbero al sicuro. La transizione, tuttavia, sarà complessa, poiché richiederebbe di convincere le élite attuali a cedere il loro potere in cambio di un mondo in cui il costo di produzione di quasi tutto è pari a zero e in cui la definizione stessa di denaro scompare.

La proposta di un governo algoritmico non è un’esclusiva di Gawdat. In Albania, il Primo Ministro Edi Rama ha suggerito che l’IA potrebbe essere uno strumento per sradicare la corruzione e il nepotismo, arrivando persino a proporre un “ministero gestito interamente dall’IA”. L’idea è semplice: un’IA non ha stipendio, non può essere corrotta e non smette mai di funzionare.

Questo concetto si allinea alla teoria del “tecno-autoritarismo benevolo”, uno scenario ipotetico in cui un’intelligenza artificiale generale (AGI) assume il controllo per proteggere l’umanità da se stessa. Questo “governo” non sarebbe guidato da ideologie o ambizioni personali, ma piuttosto da una logica di benessere e ordine.

FONTE: Mysteryplanet

Marco Buoso
Marco Buoso
Esploratore del mistero e dell’occulto. Viaggiando per il mondo ho visto cose che non so spiegare... e forse è meglio così. Le racconto qui, senza filtri e senza certezze, solo domande che non fanno dormire. Se cerchi risposte, sei nel posto sbagliato. Se cerchi verità scomode, resta.

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