Ti rubano l’account, portano via anni di acquisti, e il supporto Ubisoft ti liquida con un “non possiamo aiutarti”. Sembra assurdo, ma succede fin troppo spesso.
In questi mesi alla redazione di El Cartel del Gaming sono arrivate diverse segnalazioni di giocatori a cui è stato rubato l’account Ubisoft — spesso con un pesante storico di spese su titoli come Rainbow Six Siege, Assassin’s Creed e Far Cry.
La storia è quasi sempre la stessa: cambio improvviso di email e password, accesso perso in pochi minuti, e poi la trafila del supporto clienti… che si conclude con un bel rifiuto di recupero, anche davanti a prove lampanti di proprietà.
Un esempio tra tanti: il caso Logan_Roxy

Uno dei casi più eclatanti è quello di Logan_Roxy, veterano di Rainbow Six Siege dal 2017, con centinaia di euro spesi in operatori, skin rare e battle pass.
Un mattino, alle 5:35, un hacker entra, cambia email e password. Logan avvia subito la procedura di recupero, fornendo:
- Ricevute di acquisto
- Data e ora precise del furto
- ID account originale
- Screenshot dell’account e dello storico di gioco
Risposta di Ubisoft? “Non possiamo aiutarti.”
Seconda richiesta, ancora più dettagliata? “Non possiamo aiutarti.”
Terza richiesta, disperata? “Caso chiuso.”
E non è un’eccezione: su forum e social, centinaia di giocatori raccontano la stessa identica esperienza.
Perché il recupero account Ubisoft fallisce così spesso
Il problema, a detta dei giocatori, è duplice:
- Procedure troppo rigide – se un dato non corrisponde al millimetro con quello nei loro sistemi, l’account resta bloccato.
- Mancanza di verifica manuale – molti casi vengono chiusi senza che un operatore umano analizzi davvero le prove fornite.
Questi rifiuti, nonostante documentazione chiara, danno l’impressione di agevolare gli hacker, che sanno bene che se cambiano subito email e password, le possibilità di recupero per la vittima crollano.
Non solo Rainbow Six Siege
Un giro veloce su Reddit e nei forum ufficiali Ubisoft basta per trovare centinaia di storie simili:
- “Ho perso 300€ di acquisti su Assassin’s Creed e Far Cry. Ticket chiuso senza motivo.”
- “Account di 7 anni su Rainbow Six Siege rubato. Prove complete, rifiuto secco.”
- “Sapevo persino quale fosse la nuova email del ladro, ma Ubisoft non l’ha usata per recuperare l’account.”
La sensazione diffusa è che la protezione dell’account funzioni bene solo finché non succede nulla. Al primo furto, la responsabilità diventa del giocatore.

L’impatto economico e legale
Un account con anni di acquisti ha un valore reale: non è solo una lista di giochi, ma un investimento economico. Negarne il recupero, pur avendo prove concrete, è paragonabile a non restituire un bene fisico rubato.
In Italia e nell’UE, casi simili potrebbero rientrare nel furto informatico (art. 615-ter e 640-ter del Codice Penale) e nella mancata tutela del consumatore.
Ubisoft: sicurezza o abbandono?
È chiaro che la protezione dell’account dovrebbe essere la priorità di ogni azienda di gaming. Ma quando le politiche interne diventano così rigide da lasciare un account rubato in mano a un hacker, chi ci guadagna?
Il giocatore no, di certo. L’hacker sì. E Ubisoft? Beh, i soldi spesi restano comunque dentro la piattaforma.
Sicarios, diteci la vostra: è davvero sicurezza questa, o un lasciapassare per i ladri digitali?
