Mirko, se apri un fast food, smetti di fare lo youtuber incazzoso e impara a prendere le critiche – non puoi denunciare chi dice che il tuo panino è una merda.
Mirko Alessandrini, noto nel web come CiccioGamer89, ha avuto un’idea che sulla carta poteva pure sembrare carina: aprire un fast food tutto suo. E così sono nati I Burger di CiccioGamer89, a Roma, in Via Massaciuccoli 48/50. Il locale è reale, i panini pure, e i fan si sono fiondati subito a provarli. Ma c’è un problemino. Anzi, ce ne sono due: il panino e Ciccio.
Partiamo con calma.
Gente che va al locale, ordina, mangia e registra tutto col telefono in mano. Alcuni si fanno anche consegnare i panini a casa. Poi pubblicano una recensione, magari su TikTok o Instagram, e dicono che quei panini non sono niente di che. A volte peggio: li definiscono deludenti, mosci, surgelati, nulla di speciale, pieni d’aria o addirittura troiaio galattico.
E CiccioGamer che fa? Si incazza. Non come un imprenditore, no. Si incazza come uno youtuber col nervo scoperto: minaccia denunce, fa video-risposta, chiama gli avvocati e si lamenta che lo trattano male.
Ma porca vacca, sei tu che hai aperto il fast food, mica il pubblico. Se vendi panini, è normale che la gente li giudichi. E no, una recensione negativa non è diffamazione. È libertà di parola, pezzo di salame.

Se apri un fast food, ti becchi pure le palate in faccia
La verità è che Mirko non ha capito un cazzo del mestiere. Lui pensa che basti mettere la sua faccia sui cartelloni, fare due stories e far credere che ogni hamburger sia un’opera d’arte per essere al sicuro. Ma no, cazzo. Sei entrato nel mondo della ristorazione, non nel tuo canale YouTube dove ti fanno i complimenti anche se ti starnutisci addosso.
Chi apre un fast food, si mette in gioco con clienti veri. E i clienti veri, se mangiano un panino che non sa di un cazzo, lo dicono. E han ragione.
Fare lo youtuber non ti dà il diritto di pretendere che tutti ti lecchino il culo. Il panino deve essere buono, punto. E se uno lo trova “normale” o “poco saporito”, ha il diritto di scriverlo, dirlo, urlarlo. Soprattutto se l’ha pagato. Le recensioni, anche quelle negative, non si denunciano. Si ascoltano. Si leggono. Ci si fa un esame di coscienza e si migliora. È così che funziona il mondo del cibo, porca miseria.
Ma invece Mirko risponde con la solita youtuberite cronica: “Mi state diffamando”, “chiamo il mio avvocato”, “non siete obiettivi”, eccetera eccetera.
Ciccio, sei nuovo. Non ti aspettare il panino perfetto al primo colpo
Nessuno ti ha chiesto di sfornare il panino dell’anno al primo tentativo, Ciccio. Ma non puoi neanche pretendere che la gente finga che sia buonissimo solo perché porta il tuo nome.

La verità è semplice: i tuoi hamburger non sono tutti merda, ma non sono nemmeno delle bombe atomiche. Alcuni sono normali, altri deludenti, forse qualcuno buono. Ma la media è quella di un fast food nuovo, che ha ancora tutto da imparare. E ci sta! Ma devi accettarlo. Devi stare zitto e lavorare.
La gente che li prova e dice “non mi ha fatto impazzire” sta solo facendo il suo dovere da cliente. Se non reggi la pressione, chiudi e torna a mangiarti i panini in live. Non puoi denunciare ogni volta che qualcuno dice che il pane è secco o la carne sa di plastica. Ma dove cazzo vivi?
Fare lo youtuber e fare il ristoratore sono due mestieri diversi
Ecco il vero problema: Ciccio non ha mai smesso di fare lo youtuber. Lui crede che anche gestire un fast food sia una roba di visibilità, di “hype”, di follower. Ma no, coglione. È un mestiere vero. Con dipendenti, fornitori, clienti rognosi e recensioni a bomba. Devi lavorare sodo, migliorare i prodotti, risolvere i problemi.
Non puoi usare l’hamburger come un contenuto. Non puoi metterlo su Instagram con un filtro sepia e sperare che tutti dicano “mamma mia che bomba”. È carne, pane e salse. La gente la mangia, la giudica, e se fa schifo lo dice.
E no, se uno ti recensisce male non ti sta distruggendo la vita. Sta solo dicendo la sua. E se la tua reazione è chiamare l’avvocato, allora stai ancora pensando come uno youtuber viziato, non come un imprenditore con le palle.
Sicarios, ora tocca a voi
E voi che leggete, ditemelo voi: secondo voi è normale minacciare querele a ogni recensione negativa? Vi sembra sano fare video in cui rispondi come un ragazzino offeso invece di migliorare il cazzo di menù? Il locale ha potenziale, ma se chi lo gestisce è più permaloso di un bimbo su Fortnite, allora stiamo messi male.
Quindi la vera domanda è: si può davvero avere la youtuberite anche quando si aprono locali veri, con clienti veri e recensioni vere? O a un certo punto bisogna crescere e imparare a stare zitti e migliorare?
