Ci risiamo, puttana zozza. Hideo Kojima ha deciso di tornare con quella che doveva essere la sua grande opera d’arte, ma invece è un’altra supercazzola post-apocalittica piena di simbolismi spicci, pipponi filosofici e gameplay rotto nel profondo.
Death Stranding 2 è la conferma definitiva che Kojima ha perso completamente il contatto con la realtà, e sta vivendo in un multiverso mentale dove consegnare pacchi mentre piangi guardando il tramonto è il picco dell’intrattenimento.

Una trama che si crede Shakespeare e invece è Beautiful
Partiamo da ciò che Kojima pensa sia il punto forte: la storia. Oh mio dio, che sbatti. C’è Sam che torna, stavolta si va dal Messico all’Australia, ci sono le solite BT, i soliti sogni lucidi, un finto mistero attorno a ogni inquadratura e personaggi che si comportano come se avessero tutti sniffato colla. Un’ora di cutscene per dirti che devi andare a trovare tua sorella. Ma vaffanculo. Il gioco si sforza in modo imbarazzante di essere profondo, ma a conti fatti è solo una mega soap opera post-atomica.
Gameplay: ora puoi morire di noia in 4K
Sì, hanno aggiunto mezzi nuovi, il Magellan che ti teletrasporta e pure i cazzo di treni. E allora? Cammini comunque come un deficiente, inciampi su ogni sassolino e ogni cazzo di pendenza ti ribalta come se fossi ubriaco marcio. I combattimenti sono una barzelletta: stealth da PS2, IA più scema di un comodino e armi che sembrano pistole ad acqua. Hai voglia di pianificare i percorsi se poi ogni volta che scivoli ti cascano i pacchi come se stessi traslocando nel fango.

Visivamente è una bomba, ma pure uno screen saver lo è
Sì, visivamente è bellissimo. Le facce dei personaggi sembrano vive, gli ambienti ti fanno dire “wow” ogni cinque metri. Ma indovina un po’? ANCHE STICAZZI. Se poi non c’è un cazzo da fare in quelle ambientazioni da cartolina, puoi anche farmi vedere il deserto in 16K, rimane comunque un deserto. Bellissimo, ma morto.
Il problema vero: Kojima non ascolta nessuno
La verità è che Hideo Kojima si crede un cazzo di messia. Dopo il primo Death Stranding la gente era divisa, alcuni lo adoravano, altri lo odiavano. Ma invece di ascoltare i feedback e sistemare le meccaniche, questo ha raddoppiato la dose di fuffa, i pipponi, la lentezza. Come se fosse tutto un piano superiore che noi comuni mortali non possiamo capire. Ma va a ca**re, Kojima. Ti abbiamo capito benissimo: non hai più un cazzo da dire e continui a girare in tondo nella tua masturbazione artistica.

Il gioco più inutile dell’anno? Forse sì.
Death Stranding 2 non è solo un sequel inutile, è una collezione di scelte sbagliate, gonfiato da un marketing del cazzo che lo spaccia per capolavoro. Il problema è che tanti lo difenderanno perché “eh ma è Kojima”. Ma frega un cazzo. Se uno fa una cagata, anche se si chiama Kojima, resta una cagata. Anzi, fa più incazzare perché ha pure i mezzi per fare un gioco bomba e invece tira fuori sta roba da mani nei capelli.
In definitiva: evitabile come la diarrea in spiaggia.
Se vuoi un gioco che ti faccia riflettere, emozionare e tenere sveglio… lascia stare sto casino. Death Stranding 2 è lento, pesante, pretenzioso e noioso. E chi lo difende o è in cerca di senso nella merda o ha bisogno di dormire. Kojima, fatti aiutare.
