Un gioco del ’99 rianimato col defibrillatore a runa: più incazzato, più strano e più divertente che mai
Non tutti i giochi vecchi meritano di tornare. Alcuni stanno bene nei cestoni del dimenticatoio insieme ai DVD di Twilight e i Joypad con l’analogico masticato. Ma Kid Mystic: Enchanted Edition? Porca puttana, questo ha deciso di tornare nel 2025 con tre modalità, una pioggia di incantesimi e un sacco di roba che ti fa bestemmiare (figurativamente, tranquilli). E contro ogni pronostico… funziona.
Trama: Harry Potter spaccato e mandato in rehab

Tu sei Kid Mystic, un marmocchio che durante le lezioni di magia si grattava le palle mentre tutti studiavano pozioni e incantesimi. L’unica cosa che gli entrava in testa erano i fireball, e meno male, perché adesso tocca a te salvare il mondo di Tulipton dal bastardissimo Bobby Khan — un nome che suona tipo boss mafioso ma con la faccia da stronzo pixelato.
La storia non è che sia una roba da Pulitzer, eh. È più un pretesto per farti sparare magie in faccia ai funghi velenosi e agli occhi volanti come se fossi sotto acido. Ma funziona. Ha quello stile da favola ubriaca che non si prende mai sul serio… ma che sotto sotto ti frega con la sua maledetta difficoltà da schiaffi sui denti.
Le tre modalità: scegli tu come farti del male
L’edizione incantata ti butta addosso tre modalità, e ognuna ha un suo modo sadico di fartela sudare:
- 1999 Mode: la modalità vintage. Te la giochi come nel secolo scorso, con 32 livelli pieni di trappole e bastardi che ti prendono a calci l’anima. È basic, è dura, ed è un viaggio nostalgico in quell’epoca in cui se morivi… cazzi tuoi, si ricominciava da capo.
- Classic Mode: qui iniziano a fare i fighi. Prendono la base del 2004 e ci buttano dentro 16 fate da collezionare, equipaggiamenti extra, livelli bonus, boss nuovi di zecca e due modalità che sembrano inventate da uno sotto metanfetamina: Challenge e Madcap. Tradotto: o ti diverti, o ti esce il fumo dal culo per quanto ti prendi male.
- Modern Mode (Enchanted Edition): questa è la ciccia vera. Quattro livelli nuovi di pacca, 36 abilità da sbloccare, 24 rune da craftare, magie che spaccano, modifiche ovunque e una modalità chiamata Brutal che ti guarda negli occhi e ti dice: “Toglimi se hai paura, pippone.” È la versione definitiva, quella dove ogni incantesimo ha un senso, ogni nemico ti prende a legnate e ogni puzzle è pensato per fartelo chiudere il gioco… e poi riaprirlo subito dopo perché sei un masochista.

Gameplay: top-down con palle quadrate
Kid Mystic si presenta come un action RPG top-down, di quelli in cui vedi tutto dall’alto e ti senti un Dio… almeno fino a quando non vieni disintegrato dal primo boss col triplo dei tuoi HP. Il combat gira tutto attorno agli incantesimi – soprattutto quel maledetto fireball che, una volta pompato, diventa una roba orgasmica. Hai presente l’effetto domino con i nemici che esplodono uno dopo l’altro? Ecco, goduria pura.
Ci sono anche altri incantesimi, come Summon e Inferno, che sono delle bombe. Gli altri? Alcuni fanno cagare. Tipo che ti chiedi se servono solo a riempire spazio nel menu. Ma vabbè, c’è il sistema delle rune e delle abilità che salva tutto, ti fa customizzare il tuo Kid Mystic come se stessi buildando un PG su Diablo versione LSD.
E occhio: se pensi di startene tranquillo, ti sbagli di brutto. I nemici ti aprono il culo se non stai attento. Ti tolgono la salute come se fossi fatto di carta igienica bagnata, quindi la gestione delle skill diventa essenziale. E mica è tutto qui…

Una mappa piena di bastardi e segreti
Ogni livello è un labirinto da pazzi, pieno di trappole, enigmi bastardi e oggetti nascosti in posti che manco con la guida di gioco riesci a trovare. A volte ti perdi come un coglione e giri a vuoto per mezz’ora solo per scoprire che il portale era dietro un cespuglio. Bello? Sì. Frustrante? Anche di più.
E poi ci sono gli NPC: dei manichini ambulanti. Ti parlano solo se gli serve per farti avanzare nella trama, sennò stanno lì come sagome di cartone. Una delusione? Un po’ sì, ma se te ne freghi, il gioco fila che è una bellezza.
Ma com’è davvero questo Kid Mystic Enchanted Edition?
Te lo diciamo noi: è un trip mentale tra nostalgia, sadismo e magia incazzata
Parliamoci chiaro: Kid Mystic: Enchanted Edition non è per tutti. Se sei uno di quelli che molla al primo game over o si lamenta che un gioco è “troppo difficile”, allora vattene pure a farti coccolare da Animal Crossing. Questo titolo è un delirio retrò rivisitato con acido e ferro da stiro, che parte in modo tranquillo e ti prende a schiaffi digitali appena ti rilassi un attimo.
Ti parte leggero… e poi ti fotte l’anima
All’inizio pensi “Ah dai che carino, guarda quei funghetti pixelati! Che simpatia!”… poi arriva un livello con quattro occhi volanti, trappole ovunque, nemici immortali, e ti ritrovi morto senza manco aver capito chi ti ha inculato. E la cosa più bastarda? Ogni morte resetta tutto. Niente checkpoint, niente carezze. Muori? Ricominci. Proprio come quando la mamma spegneva la PlayStation tirando la spina: traumi veri.
E no, non è che il gioco ti dà suggerimenti tipo “prova a usare questo incantesimo” o “qui c’è un passaggio segreto”. No fratello. Qui è trial and error fino al delirio mistico. E ogni enigma risolto ti fa sentire un fottuto Dio. Tipo quel puzzle di capitolo 4, con le piastre a pressione che sembrano prese da un escape room progettato da uno con l’odio nel cuore.

Il combattimento è da sborrata magica
Una cosa va detta: il sistema di combattimento è una figata pazzesca. Inizi lanciando fireball scrausi tipo petardi di Capodanno… ma quando lo maxxai? Madò. Diventa una devastazione da fuoco d’artificio nei coglioni, che scioglie i nemici in due secondi. Una goduria che manco il bazooka in Doom.
Poi ci sono le magie extra – tipo Summon, che ti butta fuori un alleato e fa il lavoro sporco, o Inferno, che trasforma la mappa in un barbecue. Alcuni incantesimi però sono inutili come le mutande bagnate: li provi una volta e li lasci lì a marcire nel menu, tanto non servono a un cazzo.
Le rune e le abilità invece sono un’aggiunta figa. Ti fanno sentire un po’ più “in controllo” mentre il gioco ti prende a calci nei denti. E ti garantisco che ne avrai bisogno, perché certi nemici ti tolgono salute più in fretta di quanto ti arriva una multa a Milano.
Il mondo è figo ma incasinato
Visivamente? Meh. L’aspetto grafico sembra fatto con MS Paint da uno strafatto, ma sai una cosa? Funziona. Ha quel vibe indie scassato che ti fa dire “ma che cazzo sto guardando?” e allo stesso tempo ti tiene lì. Le somiglianze con Baldi’s Basics ci sono e non sono nemmeno così velate. Pare quasi un prequel spirituale sotto acido. E nel marasma visivo, ci sta pure bene.
Però cazzo, la telecamera è da denuncia. Nei livelli grossi ti gira la testa peggio di quando prendi il tram con la nausea. A me è toccato staccare un paio di volte per non vomitare sul mouse. E non è una metafora.
In più, trovare i livelli successivi è un’impresa. Il gioco non ti dice un cazzo. Ti lascia lì, a girare come uno scemo in cerca di un portale invisibile nascosto dietro una roccia finta. Lo chiamano “esplorazione”. Io lo chiamo “presa per il culo col GPS rotto”.
Il sistema degli achievement? Un incubo

E vogliamo parlare degli achievement? No dai, parliamone. Sono scritti con la stessa logica dei biglietti dei biscotti della fortuna: vaghi, criptici e inutili. Alla fine del mio primo run, dopo ore e ore di sudore e salti mortali, ne avevo sbloccati DUE. DUE DI NUMERO. Ti fa passare la voglia pure di provarci.
Ma allora, vale la pena?
Eccoci alla domanda da cento milioni di rune: ne vale la pena?
La risposta è sì, porca puttana. Ma con una premessa: devi essere pronto a soffrire, a morire mille volte, a gridare al monitor, a pensare di mollare tutto… e poi tornarci perché sotto sotto ti sei innamorato di questo gioco schifosamente bello.
Kid Mystic è un casino magico, una di quelle esperienze che ti distruggono e poi ti fanno sorridere come un pazzo psicopatico. È strano, è tosto, è retrò ma pompato col booster moderno. E sì, ha i suoi difetti — la telecamera da mal di mare, la mappa senza direzioni, gli achievement scritti col culo — ma quando tutto funziona, ti senti dentro un piccolo capolavoro bastardo.
Sicarios, ora tocca a voi
Avete le palle per affrontare un gioco che vi tratta come degli stronzi ma vi regala anche momenti di pura magia?
Fatecelo sapere nei commenti, e se morite al primo livello… beh, forse era meglio tornare su Candy Crush.
