I 5 open world più noiosi mai creati (e come ci hanno preso per il culo)

Promettono mondi vivi, dinamici, pieni di roba da fare. Poi ti ritrovi a vagare nel deserto parlando con alberi e sparando a nemici con l’intelligenza di un comodino.

Ecco gli open world più mosci, tristi e incartapecoriti della storia recente – e come ci hanno fottuto con trailer finti e marketing da illusionisti.

Forspoken – L’open world della depressione in 4K

Quando Square Enix ha mostrato Forspoken, la community ha avuto un mezzo orgasmo. “Next-gen!”, “Parkour magico!”, “New York meets fantasy!”. E invece porca troia ci siamo trovati in un mondo vuoto come il frigo a fine mese. Distese infinite di nulla cosmico, nemici piazzati come birilli a caso, una protagonista scritta col culo e missioni tipo “vai lì e prendi ‘sta merda”. Il parkour sì, è figo… per i primi dieci minuti, poi ti accorgi che serve solo a coprire la noia. Un mondo gigantesco pieno di niente. Ma hey, almeno puoi parlare da sola con un braccialetto rompipalle!

Redfall – L’apocalisse vampirica più moscia della galassia

Pensavi che un gioco coi vampiri sviluppato da Arkane fosse una bomba? Ti sei fatto fottere come tutti. Redfall è un open world morto dentro. Nemici che si inchiodano sul posto, città che sembrano vuote da due secoli, una trama scritta con i piedi e un’IA che… aspetta, c’era un’IA? Manco i pipistrelli ti attaccano. Il mondo di gioco ha la stessa energia di una sagra del tofu, con missioni ridondanti e loot sempre uguale. Una vergogna colossale da parte di Bethesda, che ci ha pure provato a salvare la faccia ma ormai la community li ha messi al rogo. E se pensi che stia esagerando, guarda un gameplay su YouTube e cerca di non addormentarti dopo cinque minuti.

Skull and Bones – L’oceano del nulla più totale

Questo titolo è in sviluppo dal 2013. Ripeto: DUEMILATREDICI. Doveva essere la figata definitiva sui pirati, l’erede spirituale di Black Flag. E invece Ubisoft ha vomitato un gioco dove sei obbligato a giocare da barca anche quando vorresti solo scendere e fare il pirata vero. L’open world? Gigantesco, sì… ma vuoto come la scatola del panettone a gennaio. Nessuna interazione reale, solo navi NPC che sembrano giocattoli radiocomandati e missioni del cazzo tipo “vai lì, affonda quello, torna”. Nessuna vita, nessun carisma, solo acqua, menù e tanta, tanta noia. E se vuoi un’analisi più completa del suicidio creativo Ubisoft.

Biomutant – L’apocalisse pucciosa che ti fa sbadigliare

Questo gioco sembrava promettere una rivoluzione indie, con il suo mondo post-apocalittico pieno di bestioline figlie di un incesto radioattivo. E invece… Cristo santo che rottura di palle. Un open world ENORME ma fatto solo di fetch quest, nemici inutili, e dialoghi che sembrano scritti da un chatbot ubriaco. E parliamo del narratore? Un voiceover costante che commenta tutto, anche quando pisci. Non puoi fare due passi senza che parta il monologo alla Shakespeare. Tutto colorato e carino, ma senza un’anima, senza tensione, senza coinvolgimento. L’unica cosa che ti spinge a continuare è la speranza che succeda qualcosa. Ma non succede mai.

Ghost Recon Breakpoint – L’open world generato col copia-incolla

Ubisoft colpisce ancora. Dopo Wildlands (che almeno aveva il suo perché), con Breakpoint hanno preso la stessa formula, ci hanno buttato sopra un’isola random, dei droni a caso, e un sistema di loot che pare uscito da Destiny ma fatto male. Tutto il mondo è un copia-incolla vergognoso, gli avamposti sembrano fotocopie e i nemici pure. Le missioni sono un tutorial eterno: recupera, hackera, scappa, ripeti. L’unico vero nemico qui è la noia che ti corrode l’anima. E non parliamo della stamina che ti si esaurisce perché il personaggio suda troppo. Giuro, sudare è una meccanica nel gioco. Ma andatevene affan…

Curiosità da schiaffi

Lo sapevi che Skull and Bones è stato rimandato sette volte prima di uscire? E che Forspoken ha avuto un budget che supera quello di certi blockbuster Marvel? A sto punto meglio un indie fatto con RPG Maker ma con un po’ di cuore e cervello, piuttosto che questi enormi catafalchi pieni di fuffa.

E voi, sicarios?

Qual è l’open world che più vi ha fatto sbattere la testa sul tavolo dalla noia? Vi siete mai sentiti truffati dal marketing come se aveste comprato un biglietto per il concerto e vi siete trovati solo il DJ che passa le hit di Gigi D’Agostino remixate male?

Scrivetelo nei commenti, che li sverginiamo tutti assieme.

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

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