Project Demigod la nostra recensione del titolo VR


Un’esperienza supereroistica esagerata, divertente, ignorante… e con qualche cazzata da sistemare

Appena entri in Project Demigod, ti senti un figo. Sei lì, nella tua stanza, con il visore in testa, e hai il potere di volare, spaccare tutto, usare i fulmini e menare botte che sfondano i muri. Finalmente un titolo VR tradotto anche in italiano, e già qui parte bene. Ma appena inizi a smanettare… iniziano anche le prime be– no scusa, i primi giramenti di palle.


Gameplay di Project Demigod
Poteri fuori di testa, combinazioni assurde… ma imparare a usarli è un incubo

L’idea è geniale: un sistema modulare di superpoteri dove puoi equipaggiarti come vuoi. Fulmini in una mano, palla di fuoco nell’altra, braccia elastiche, volo, super pugni, laser, telecinesi… ti senti invincibile. Ma poi provi a usarli davvero… e lì il gioco ti fa lo sgambetto.

I comandi sono un delirio: combinazioni di tasti troppo complicate, gesture da ricordare, e la sensazione costante di essere un boomer che cerca di imparare il parkour. Alcuni poteri rispondono bene, altri sembrano buttati lì. E ti viene da chiederti: ma quanto cazzo ci voleva a semplificare i controlli?


Mappe fighe, fisica da schiaffi e nemici da massacrare con stile

Al netto dei controlli, Project Demigod si difende alla grande sul lato sandbox. Le mappe sono varie, ben fatte, ci sono città futuristiche, stazioni spaziali, canyon, ambienti perfetti per testare i tuoi poteri. La fisica è esagerata, ignorante al punto giusto: tiri un pugno e un nemico vola via come un sacco della spazzatura. E sì, è divertente come sembra.

I nemici? Vari, ma non troppo. Robot, ninja, tizi armati… servono solo da bersaglio mobile per le tue combo. Niente IA complessa, solo carne da macello. E a volte va bene così: Project Demigod non è un gioco tattico, è una sandbox dove sfogare la voglia di distruzione e fare i coglioni in VR.


Sistema d’inventario e comandi al volo: buone idee, esecuzione così così

Una cosa che funziona è la gestione rapida dei poteri, almeno a livello concettuale. Puoi switchare tra abilità, personalizzare ogni mano, usare il fisico per spaccare roba. Ma anche qui: troppa confusione, poca chiarezza, zero tutorial decenti. Ti tocca provare, sbagliare, bestemm– ehm, incazzarti e riprovare.


Sandbox sì… ma ci serve qualcosa di più

E qui arriva il punto. Basta sandbox senza un cazzo di direzione. Dateci storie vere, dateci personaggi scritti bene, dateci una campagna con missioni fighe, emozioni, scelte, colpi di scena. Project Demigod è uno sfogatoio spettacolare, ma alla lunga resta un bel giocattolo vuoto.

Lo giochi, ti diverti, ridi come un idiota mentre voli tra i palazzi o lanci nemici nel sole, ma poi ti chiedi: “e quindi?”. Non sarebbe ora di creare un VERO gioco di supereroi in VR, con trama, scelte morali e dialoghi? Per ora, Project Demigod è solo il primo passo.


Grafica e colonna sonora

Graficamente gira bene, soprattutto su Quest 3. Non è un trip visuale come certi titoli pompati con Unreal, ma fa il suo sporco lavoro. Le animazioni a volte sono un po’ sceme, e qualche glitch di troppo rompe l’immersione, ma niente che rovini tutto.

Il comparto sonoro è figlio di un rave party: musiche pompate, effetti sonori esplosivi, tutto al servizio dell’ignoranza. Funziona. Ti gasa.


Project Demigod è una bomba? Sì, ma col freno a mano tirato

Project Demigod è il classico gioco che ti fa dire “wow” appena lo provi, ma poi ti fa anche pensare “ok, e adesso?”. È un’esperienza super potente, visivamente tamarra al punto giusto, e con una libertà d’azione che ti fa davvero sentire un fottuto dio. Ma è anche un titolo che si perde nel suo stesso potenziale: figo da giocare, ma non sempre gratificante da capire.

La presenza dell’italiano è una bella sorpresa, e ti aiuta a entrare meglio nel delirio. Però l’uso dei poteri è tutto fuorché intuitivo: tra combinazioni scomode e gesture da ricordare, la frustrazione arriva veloce, specialmente per chi vuole solo spaccare tutto senza fare il tutorial mille volte.

Però alla fine, quando riesci a volare, sparare laser e prendere a calci un robot nello spazio… cazzo se godi. Project Demigod non è perfetto, ma è una bomba di libertà e ignoranza controllata. Ti fa divertire come pochi altri giochi VR e ti lascia addosso quella voglia di dire: “sì, mi sono proprio sentito invincibile, anche solo per un attimo”.

Ma ora la domanda è per voi, sicarios:
preferite giocare con i poteri… o vivere un cazzo di’avventura con essi?


Voto finale 3/5

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