Beatable rivoluziona i rhythm game su Meta Quest: la nostra recensione

Un gioco VR da tavolo che riesce a far divertire, innovare e sorprendere… il tutto usando solo le mani

Se pensavi che i rhythm game in VR fossero ormai una roba vista e rivista, Beatable sviluppato da XR Games Ltd arriva a darti uno schiaffo in faccia col guanto dell’innovazione. Nessun controller, nessun movimento esagerato, solo le tue mani e un tavolo. E cazzo se funziona.


Una formula nuova che spacca

Dimenticati le spade laser o le pose da ballerino da discoteca: Beatable prende il genere musicale e lo porta in un territorio fresco, semplice e dannatamente efficace.
Usi il tracciamento delle mani per schiacciare note su una superficie piatta, battere le mani e schioccare le dita seguendo il ritmo. E già qui senti che sta succedendo qualcosa di diverso dal solito.

Non servono metri quadri di spazio o allenamento da ninja: ti basta una scrivania e sei dentro. E il bello? Puoi giocarci seduto, in piedi, come ti pare.
Una figata totale per chi vuole rilassarsi senza rinunciare al divertimento.


Tracciamento delle mani sorprendentemente solido

Entriamo nel tecnico, ma senza menate inutili: il tracciamento delle mani di Meta Quest 3 riesce a reggere bene la botta.
Sì, ogni tanto fa il bastardo e ti fa mancare una nota, ma nel 90% del tempo è preciso, reattivo e ti dà proprio quella sensazione di controllo che serve in un rhythm game.

Gli sviluppatori sono stati furbi: hanno integrato un leggero delay per sincronizzare audio e movimento, compensando in parte la latenza naturale del tracking. E ti dirò, porca vacca, si sente.
Non stai lì a lottare contro il sistema: entri nel ritmo e suoni.


Gameplay accessibile ma profondo

Beatable è facilissimo da imparare, ma ti sfido a padroneggiarlo.
All’inizio batti le mani e tocchi il tavolo come uno scemo felice, ma appena alzi la difficoltà ti rendi conto che per andare a tempo serve precisione, riflessi e memoria muscolare.

E qui viene il bello: il gioco non ti impone una difficoltà da infarto, ma ti invita a migliorare. E quando riesci a infilare una combo perfetta, ti senti un dio del beat.
Non servono power-up, esplosioni o cagate visive. Solo ritmo e mani. Ed è tutto quello che serve.


Colonna sonora che ti prende bene

Al momento ci sono 14 tracce, con generi misti e anche qualche sorpresa figa (tipo brani tratti da Zombieland: Headshot Fever).
Non sono pezzi famosissimi, ok, ma sono pensati per incastrarsi alla perfezione col gameplay. E ti pompano il cervello mentre giochi.

Non è la soundtrack della vita, ma il potenziale per espanderla c’è tutto. Se nei prossimi mesi escono DLC musicali di qualità, ci troviamo davanti a una bomba vera.


Comfort estremo e libertà totale

Uno dei motivi per cui ho continuato a giocarci per ore è la comodità assurda.
Zero motion sickness, zero sudate, zero frustrazione. Ti siedi, giochi, ti diverti. Fine.
E se non vuoi spaccarti le mani sulla scrivania, puoi anche usare un tappetino in gommapiuma per attutire i colpi.

Insomma, il gioco si adatta a te, non il contrario. E questa cosa nel mondo VR, dove tutto sembra fatto per stancarti dopo 20 minuti, è oro.


Impressioni finali

Beatable è uno di quei giochi che magari non ti aspettavi, ma che ti rimangono incollati addosso. È diverso, è accessibile, è intuitivo… ma soprattutto è divertente, cazzo.
Non cerca di imitare nessuno. Non ti chiede di diventare un atleta. Ti fa solo entrare nel ritmo e goderti la musica con un’idea nuova che funziona.

Certo, il tracciamento va ancora migliorato un filo, e le canzoni possono migliorare, ma la base è solidissima.
Beatable non è solo un esperimento riuscito: è l’inizio di una nuova direzione per i rhythm game in realtà virtuale.


E voi, sicarios? Siete pronti a suonare come dannati senza nemmeno toccare un controller? O per voi la VR senza spade laser non vale un cazzo? Ditecelo nei commenti.

VOTO FINALE: 4/5

Logan Rox
Logan Rox
Gioco quasi sempre online, con gente vera e senza filtri. Offline mi annoio dopo 10 minuti. Al momento sono in fissa con REPO, e no, non faccio dirette: così posso insultare, bestemm... ehm, sfogarmi e dire tutto quello che mi pare senza censure. Il gaming per me è libertà, non spettacolo da vendere.

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