Gal Guardians: Demon Purge, recensione di un titolo di merda

Un altro aborto videoludico partorito da quei fottuti di Inti Creates

Porco joystick, ma com’è che sti rincoglioniti di Inti Creates continuano a girarsi i pollici attorno alla saga di Gal Gun come se fosse l’unica roba figa che han mai fatto? Spoiler: lo è. Ma solo perché tutto il resto è una discarica a cielo aperto. Stavolta ci riprovano con Gal Guardians: Demon Purge (ribattezzato così dopo una causa legale ridicola di qualche gacha game del cazzo), spacciandolo come seguito spirituale di Curse of the Moon. Ma la verità è che sembra una fanfiction scritta da un otaku sfigato sotto metanfetamine.

Gameplay riciclato peggio del sugo scaduto

Ti piaceva Bloodstained: Curse of the Moon? Bravo, tienitelo stretto, perché questa merda qui è la sua brutta copia claudicante, con meno carisma, meno personaggi e meno cervello. Ti affibbiano due ragazzine uscite da un hentai scolastico – Shinobu con la mitraglietta da bimbominkia e Maya con le sue cazzo di origami letali – e ti dicono “divertiti”. Ma divertiti cosa? Il sistema di gioco è così lineare e pigro che potresti giocarci con una mano mentre ti gratti i coglioni con l’altra.

Livelli che sembrano labirinti disegnati da un criceto

I livelli ti “invitano all’esplorazione”, dicono… Ma più che altro ti fanno bestemmiare (metaforicamente, va bene Dono) mentre cerchi di ricordarti dove cazzo eri già passato. Rami ovunque, backtracking obbligato, oggetti messi a caso come le decorazioni di Natale nel bagno di un autogrill. E tutto questo solo per salvare liceali clonate che stanno sempre per crepare. Ma chi se ne frega? Fatele morire e andiamo avanti.

Boss fighi? Sì, se ti piace la diarrea visiva

Gli scontri con i boss dovrebbero essere il punto forte. Dico “dovrebbero” perché, sì, hanno più fasi e ti fanno un po’ sudare… ma sembrano disegnati da un tizio col mouse usando Paint. E quando pensi di averne abbastanza, il gioco ti sputa in faccia una scena disgustosa dove una ragazzina viene molestata da piante tentacolari. “È satira”, dicono. “È un inside joke”. Ma vaffanculo, non c’è un cazzo da ridere. È solo malato e fuori luogo.

Pixel art bella, musica ok… ma tutto il resto fa cagare

Sì ok, la pixel art spacca, e la colonna sonora non ti fa vomitare. Ma pure un hamburger vegano può avere una bella confezione, e restare comunque una merda da mangiare. Anche il sistema per rigiocare i livelli con la bussola è una bella idea, ma non basta a salvare un gioco che cerca di essere figo mentre scivola in un mare di cringe.

Insomma, Gal Guardians è il tentativo disperato di un team che non ha più un cazzo da dire, ma vuole comunque il tuo portafoglio. Se cercavi un nuovo Curse of the Moon, scordatelo. Questa è solo la sua parodia deforme, con in più un tocco da pervertito che farebbe vergognare pure uno youtuber anni 2000.

E voi, sicarios, quanto vi fa incazzare quando una saga parte bene e finisce col diventare un incubo da incenerire?
Ditecelo nei commenti o sputateci sopra direttamente.

Donny Rox
Donny Roxhttps://www.elcarteldelgaming.com
Gioco per il gusto di spaccare in chill, non per correre dietro ai tryhard. Sono il più forte da console su Rainbow Six Siege, ma non vado in giro a fare il figo. Quando non sto recensendo porcherie che mi fanno venire voglia di spegnere tutto, mi rilasso su Battlefield a fare casino con stile. Se il gioco non mi diverte, lo brucio. Letteralmente.

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