Recensione Hellgate Senigallia Remake, altro che remake, questa è una truffa con la texture

Altro che omaggio ai classici FPS… qui si spara alla pazienza del giocatore

Se ci fosse un premio per il “gioco che prende tutto ciò che amavi dei boomer shooter e lo trasforma in una tortura”, Hellgate Senigallia Remake se lo porterebbe a casa a mani basse. Rick Dope, il genio malato dietro questa roba, ha pensato bene di creare uno “sparatutto nostalgico”, ambientato a Senigallia, come se bastasse una città italiana per salvare un gameplay che fa schifo alla madonna (senza bestemmiare eh).

Gameplay da nervoso istantaneo

Ti butta dentro e subito ti aggrediscono robot, demoni e altre porcate indistruttibili. Le armi sembrano sparare proiettili fatti d’aria, mentre i nemici ti fanno il culo pure se li colpisci trenta volte. Sai cosa funziona meglio delle armi? I pugni. Esatto, c’è più danno nei cazzotti che nei fucili. Ma che cazzo di logica è?

Non si capisce mai dove andare, gli obiettivi non esistono o sono nascosti peggio di una bestemmia in un convento, e la mappa è un labirinto di muri copiaincollati. Ti perdi, ti incazzi, e alla fine chiudi il gioco bestemmiando mentalmente pure il creatore di Doom per aver ispirato ‘sta tragedia.

Grafica retrò? No, graficamente retrocessa

Ci vendono ‘sto stile retrò come un “omaggio agli anni ’90”. Ma qui siamo oltre il vintage: sembra fatto con un editor del 2002 e lasciato lì a marcire. Le texture? Slavate. I nemici? Copiati e incollati con tre animazioni in croce. L’ambiente italiano ci sta pure, ma diventa ridondante dopo 5 minuti. È come guardare lo stesso palazzo 800 volte.

Audio meh e NPC cringe

La colonna sonora ci prova, eh… ma non basta. Gli effetti audio fanno schifo, tipo i suoni delle armi che sembrano registrati con un Nokia del 2005. Gli NPC in dialetto fanno ridere le prime due volte, poi li vorresti mutare con una mazza da baseball virtuale. Sì, c’è il “Maestro”, ma il suo sarcasmo da bar sport non basta a risollevare la baracca.

Ma è un gioco o un meme?

L’idea era pure figa: fare un FPS old school ambientato in Italia, con un tocco folle. Ma tra una hitbox imprecisa, livelli che sembrano generati con un dado e nemici immortali, ti passa la voglia di giocarci dopo 30 minuti. È nostalgia malata, non gameplay.

Questa roba non è Doom, non è Quake, e manco un indie decente. È un’esperienza che scava dentro di te e ti fa domandare: “Perché cazzo sto ancora giocando?”

Hellgate Senigallia Remake è un esperimento andato a puttane. Non è difficile, è solo ingiocabile. Non è retrò, è solo brutto. E non è per nostalgici, è per masochisti. Se volete sparare, fatevi una partita a un vero FPS. Questo, lasciatelo a chi ama farsi del male.

Logan Rox
Logan Rox
Gioco quasi sempre online, con gente vera e senza filtri. Offline mi annoio dopo 10 minuti. Al momento sono in fissa con REPO, e no, non faccio dirette: così posso insultare, bestemm... ehm, sfogarmi e dire tutto quello che mi pare senza censure. Il gaming per me è libertà, non spettacolo da vendere.

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