GTA 6 prende a piene mani da Red Dead Redemption 2: arrivano Dead Eye, Profilo Criminale e tantissime altre meccaniche

Rockstar porta in Vice City alcune delle caratteristiche più amate di Red Dead Redemption 2, trasformando GTA 6 in un’esperienza molto più immersiva rispetto a GTA 5

L’Extended Look di GTA 6 ha finalmente mostrato una quantità enorme di gameplay e, oltre a lasciare i giocatori a bocca aperta per il livello di dettaglio raggiunto da Rockstar, ha fatto emergere una cosa piuttosto evidente: Red Dead Redemption 2 ha lasciato un’enorme eredità al prossimo Grand Theft Auto.

Se GTA 5 era ancora fortemente orientato verso un gameplay arcade e spettacolare, GTA 6 sembra voler prendere una strada decisamente diversa. Rockstar sta infatti mescolando il classico caos criminale di Grand Theft Auto con una serie di sistemi molto più profondi, realistici e interattivi, molti dei quali ricordano immediatamente quelli introdotti in Red Dead Redemption 2.

E no, non stiamo parlando semplicemente delle animazioni più realistiche o dell’attenzione maniacale ai dettagli. Rockstar sembra aver trasferito in Vice City vere e proprie idee di gameplay provenienti dall’avventura di Arthur Morgan.

L’Extended Look ha mostrato infatti un sistema simile all’Honor System, una versione moderna del Dead Eye, interazioni molto più approfondite con gli animali, rifugi più interattivi, la possibilità di disarmare i nemici e persino un modo completamente diverso di utilizzare la visuale in prima persona.

Insomma, GTA 6 sembra essere il figlio illegittimo di GTA 5 e Red Dead Redemption 2. E, francamente, la combinazione è parecchio interessante.

GTA 6 sarà più immersivo di GTA 5

La differenza tra GTA 5 e Red Dead Redemption 2 era abbastanza evidente.

Grand Theft Auto V puntava soprattutto sulla velocità, sull’azione e sulla possibilità di combinare una quantità assurda di veicoli, armi ed esplosioni. Red Dead Redemption 2, invece, cercava continuamente di far sentire il giocatore immerso nel mondo di gioco.

Arthur Morgan non era semplicemente un personaggio che correva da una missione all’altra. Mangiava, dormiva, interagiva con gli abitanti, curava il proprio cavallo, studiava gli animali e poteva persino modificare il proprio rapporto con il mondo attraverso le sue azioni.

Con GTA 6 Rockstar sembra voler portare una parte di questa filosofia a Vice City.

Il risultato dovrebbe essere un gioco che conserva l’assurdità e la libertà tipiche di GTA, ma con sistemi capaci di reagire maggiormente alle azioni del giocatore.

Ed è proprio qui che entra in gioco una delle novità più interessanti.

Il sistema del Profilo Criminale prende il posto dell’Honor System

Una delle caratteristiche più interessanti di Red Dead Redemption 2 era sicuramente il sistema dell’Onore.

Le azioni di Arthur potevano aumentare o diminuire il suo livello di onore e modificare alcuni aspetti dell’esperienza.

GTA 6 non sembra riproporre esattamente lo stesso sistema, ma Rockstar ha creato qualcosa di molto simile: il Profilo Criminale.

La differenza è anche piuttosto intelligente.

In Red Dead Redemption 2 il sistema valutava principalmente quanto Arthur fosse una persona buona o cattiva. In GTA 6, invece, Rockstar vuole valutare come Jason e Lucia si comportano quando commettono crimini.

In altre parole, essere un criminale non è necessariamente un problema. È praticamente il motivo per cui stiamo giocando a Grand Theft Auto, dopotutto.

Il problema nasce quando il giocatore diventa inutilmente violento o combina disastri senza una reale necessità.

Rockstar ha spiegato che il comportamento può influenzare il Profilo Criminale soprattutto quando il giocatore va “oltre il necessario” in maniera ripetuta.

Questo significa che una rapina eseguita rapidamente e senza vittime potrebbe essere considerata diversamente rispetto a una rapina in cui Jason decide improvvisamente di trasformare un supermercato in un poligono di tiro.

E la cosa ancora più interessante è che anche alcune azioni apparentemente insignificanti possono avere un peso.

Gettare la spazzatura negli appositi contenitori, prendersi cura degli animali o compiere piccoli gesti positivi può contribuire al comportamento del personaggio.

È un sistema decisamente più sfumato rispetto al semplice “buono o cattivo”.

Arriva il Dead Eye anche in GTA 6

Questa è probabilmente la caratteristica che ha fatto scattare più rapidamente il collegamento con Red Dead Redemption 2.

Durante l’Extended Look è stato mostrato Jason mentre utilizza un indicatore simile al Dead Eye.

Attivandolo, il tempo rallenta durante gli scontri a fuoco, permettendo al giocatore di avere maggiore precisione e di individuare specifiche zone del corpo dei nemici.

Non è semplicemente una versione più lenta della mira.

Il sistema permette infatti di riconoscere punti particolarmente importanti del corpo, comprese zone letali e non letali.

Testa, cuore, mani e ginocchia possono diventare bersagli strategici.

Questo apre anche alla possibilità di affrontare gli scontri in maniera più tattica.

Non vuoi necessariamente uccidere qualcuno? Puoi mirare a una zona specifica per neutralizzarlo.

Vuoi invece eliminare rapidamente un bersaglio? Puoi concentrarti sulle parti più vulnerabili.

È un concetto che ricorda moltissimo il modo in cui Red Dead Redemption 2 trasformava le sparatorie in qualcosa di più ragionato rispetto al classico “premi il grilletto e spera”.

Potrai disarmare i nemici

Un’altra caratteristica presa chiaramente dalla filosofia di Red Dead Redemption 2 riguarda il sistema di combattimento.

In GTA 6 non sarà necessariamente obbligatorio uccidere ogni nemico che si trova davanti al giocatore.

Sarà possibile mirare alle armi o agli arti degli avversari per disarmarli o neutralizzarli.

Potrai quindi sparare alla mano di un nemico armato oppure colpirlo a una gamba per impedirgli di continuare a combattere.

Questa possibilità aggiunge un livello tattico che mancava in maniera abbastanza evidente nei precedenti Grand Theft Auto.

E, soprattutto, rende il sistema di combattimento molto più vicino a quello di Red Dead Redemption 2.

Le uccisioni avranno una kill cam al rallentatore

Rockstar sembra aver preso anche un’altra caratteristica spettacolare da RDR2: le telecamere cinematografiche durante determinate uccisioni.

Quando Jason o Lucia eseguono un’eliminazione particolarmente importante o spettacolare, la telecamera può cambiare angolazione e mostrare l’azione al rallentatore.

È una soluzione che ricorda immediatamente le kill cam di Red Dead Redemption 2.

In pratica, Rockstar vuole rendere ogni sparatoria più cinematografica senza rinunciare alla componente interattiva.

E conoscendo GTA, possiamo già immaginare quanti giocatori passeranno più tempo a cercare di ottenere la kill cam più assurda possibile invece di preoccuparsi della missione.

Tornano i ricettatori

Un altro elemento che sembra essere stato trasferito dalla filosofia di Red Dead Redemption 2 riguarda la gestione della merce rubata.

In GTA 6 alcuni oggetti rubati potranno essere venduti attraverso dei ricettatori, invece di essere semplicemente trasformati in denaro tramite un menu qualsiasi.

Il concetto è molto simile a quello visto nel mondo di Red Dead.

I ricettatori non saranno necessariamente soltanto dei negozianti.

Potranno infatti fornire informazioni e aiutare il giocatore a ottenere determinati oggetti o veicoli.

Tra le possibilità mostrate ci sono anche informazioni relative ad automobili sequestrate dalla polizia.

Questo rende il mondo di gioco più organico e meno simile a un gigantesco menu pieno di icone.

I rifugi saranno molto più simili agli accampamenti di RDR2

Anche i rifugi di GTA 6 sembrano aver ricevuto una bella dose di Red Dead Redemption 2.

Rockstar ha spiegato che le abitazioni dovrebbero essere molto più interattive rispetto alle safehouse di GTA 5.

L’obiettivo è farle sembrare realmente delle case, non semplicemente dei punti sulla mappa nei quali salvare la partita.

È un approccio molto simile a quello degli accampamenti di Red Dead Redemption 2, dove il giocatore poteva interagire con l’ambiente e con gli altri personaggi.

Questo potrebbe rendere le abitazioni di Jason e Lucia una parte molto più importante dell’esperienza.

Gli animali diventano finalmente parte del gameplay

Se c’è una cosa che Red Dead Redemption 2 ha dimostrato è che gli animali possono diventare una parte fondamentale di un open world.

GTA 5 aveva animali, ovviamente, ma le possibilità di interazione erano decisamente più limitate.

In GTA 6 Rockstar sembra voler cambiare completamente approccio.

Jason può infatti accarezzare e interagire con i cani, mentre alcune azioni nei confronti degli animali possono persino contribuire al Profilo Criminale.

Quindi sì: anche accarezzare un cane potrebbe avere conseguenze sul modo in cui il gioco considera il tuo comportamento.

Rockstar ha inoltre mostrato un sistema attraverso il quale è possibile studiare gli animali presenti nel mondo.

Gli animali possono essere identificati e aggiunti a una sorta di lista da completare, proprio come accadeva in Red Dead Redemption 2.

E considerando che Leonida sembra essere un mondo molto più grande e variegato rispetto alla Los Santos di GTA 5, questa potrebbe diventare una delle tante attività secondarie capaci di tenere occupati i giocatori per ore.

Anche il telefono diventa un oggetto fisico

Questa è una modifica apparentemente piccola, ma rappresenta perfettamente la filosofia adottata da Rockstar.

In GTA 5 il telefono era sostanzialmente un elemento dell’interfaccia.

In GTA 6, invece, quando Jason o Lucia utilizzano il telefono, la telecamera può concentrarsi fisicamente sulla mano del personaggio.

La soluzione ricorda molto il modo in cui Red Dead Redemption 2 mostrava Arthur mentre consultava il proprio diario, una mappa o altri oggetti.

È un dettaglio che potrebbe sembrare insignificante, ma contribuisce enormemente alla sensazione di immersione.

Rockstar sembra infatti voler eliminare sempre più elementi astratti dell’HUD per trasformarli in oggetti realmente presenti nel mondo.

GTA 6 non è Red Dead Redemption 3, ma ne raccoglie l’eredità

La cosa importante è che GTA 6 non sembra voler diventare semplicemente “Red Dead Redemption con le automobili”.

Rockstar sta prendendo alcune delle idee più riuscite di RDR2 e adattandole a un mondo completamente diverso.

Il risultato sembra essere una combinazione tra la follia di Grand Theft Auto e il realismo sistemico di Red Dead Redemption 2.

Avremo rapine, inseguimenti, sparatorie, automobili rubate, barche, elicotteri e tutto quello che ci aspettiamo da GTA, ma contemporaneamente Rockstar sta introducendo sistemi che rendono il mondo più reattivo alle nostre azioni.

Il Profilo Criminale, il Dead Eye, le interazioni con gli animali, i ricettatori, i rifugi più interattivi, il disarmo dei nemici, le kill cam e il sistema di esplorazione degli animali sono soltanto alcuni degli elementi che ricordano direttamente l’ultima grande opera western di Rockstar.

Ed è forse proprio questo il punto più interessante.

Red Dead Redemption 2 aveva dimostrato che Rockstar poteva creare un open world estremamente dettagliato senza sacrificare la libertà del giocatore.

Con GTA 6, lo studio sembra voler applicare quella stessa filosofia a una realtà moderna decisamente più caotica.

E considerando che Vice City sarà piena di criminali, poliziotti, animali, attività, veicoli, NPC e sistemi dinamici, c’è una possibilità concreta che GTA 6 rappresenti il più grande salto generazionale nella filosofia open world di Rockstar dai tempi di Red Dead Redemption 2.

Il gioco è attualmente previsto per il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

La domanda, a questo punto, è una sola: Rockstar riuscirà a mantenere tutta questa profondità anche quando milioni di giocatori avranno finalmente il gioco tra le mani?

Se l’Extended Look rappresenta davvero una fotografia fedele dell’esperienza finale, GTA 6 potrebbe essere molto più di un semplice GTA 5 più bello. Potrebbe essere il momento in cui Rockstar prende finalmente tutto quello che ha imparato con Red Dead Redemption 2 e lo scatena nel mondo moderno.

E questa, dio santo, è una prospettiva parecchio interessante.