La prima casa sottomarina abitabile è realtà: cercano volontari per vivere sul fondo del mare

Un habitat hi-tech per quattro persone è già in fase di test e potrebbe cambiare per sempre la ricerca negli oceani

Se pensavate che vivere sott’acqua fosse roba da film di fantascienza o videogiochi come BioShock, è il momento di ricredervi. Una startup specializzata in ingegneria oceanica ha appena compiuto un passo che fino a pochi anni fa sembrava impossibile: ha installato un vero habitat sottomarino abitabile, progettato per ospitare fino a quattro persone per diversi giorni consecutivi.

L’obiettivo? Trasformare il modo in cui vengono condotte le ricerche marine, permettendo agli scienziati di vivere direttamente sul fondale oceanico invece di dover risalire continuamente in superficie.

La struttura è già stata posizionata nelle acque della Florida e presto inizieranno le prime missioni ufficiali.

Nasce Vanguard, la casa sottomarina di DEEP

Dietro questo progetto c’è DEEP, azienda specializzata nello sviluppo di tecnologie per l’esplorazione degli oceani.

Il suo primo habitat sperimentale prende il nome di Vanguard ed è stato installato al largo delle Florida Keys, vicino alla barriera corallina di Tennessee Reef, a circa 18 metri di profondità.

Non si tratta di una semplice capsula per immersioni, ma di una vera e propria struttura pensata per essere abitata. L’area in cui si trova è classificata come zona di ricerca e l’accesso è consentito esclusivamente al personale autorizzato.

L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: invece di effettuare brevi immersioni giornaliere, gli scienziati potranno vivere direttamente sul luogo delle loro ricerche, aumentando notevolmente il tempo disponibile per osservazioni ed esperimenti.

Una casa completa… sul fondale marino

Vanguard è stata progettata per offrire tutto il necessario a un piccolo equipaggio composto da quattro persone.

All’interno dell’habitat trovano posto:

  • quattro letti a castello;
  • una zona pranzo;
  • spazi dedicati al lavoro scientifico;
  • servizi igienici;
  • sistemi di supporto vitale progettati per permanenze prolungate.

L’equipaggio standard sarà formato da due ricercatori e due membri dello staff di supporto, così da poter svolgere attività scientifiche mantenendo sempre elevati gli standard di sicurezza.

Naturalmente non si tratta di una vacanza subacquea. Ogni permanenza richiederà una preparazione specifica e protocolli molto rigorosi.

Cercano volontari per le prime missioni

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è che DEEP ha aperto la possibilità di candidarsi per partecipare alle future missioni.

Attraverso il proprio programma di finanziamento della ricerca marina, l’azienda selezionerà diversi progetti scientifici che potranno utilizzare Vanguard.

Le prime missioni operative sono previste per novembre, quando verranno assegnati sei finanziamenti destinati ai team scelti.

Tra gli ambiti di ricerca prioritari figurano:

  • il ripristino delle barriere coralline;
  • lo studio degli ecosistemi marini;
  • la collaborazione tra esseri umani e sistemi robotici;
  • nuove tecnologie per l’esplorazione degli oceani.

L’obiettivo non è semplicemente vivere sott’acqua, ma raccogliere dati che sarebbero impossibili da ottenere con immersioni tradizionali.

Perché vivere sott’acqua cambia tutto

Ogni immersione scientifica presenta un limite importante: il tempo.

I sub devono infatti rispettare rigorosi tempi di decompressione e non possono trascorrere molte ore consecutive sul fondale.

Con un habitat permanente, invece, gli studiosi possono rimanere già in profondità, eliminando buona parte di questi limiti e dedicando molte più ore all’osservazione diretta dell’ambiente marino.

Questo approccio, chiamato saturazione, è già utilizzato in alcune operazioni industriali offshore, ma habitat moderni dedicati alla ricerca sono estremamente rari.

Secondo Mashable, Vanguard rappresenta infatti il primo nuovo habitat sottomarino realizzato negli ultimi quarant’anni, segnando un momento importante per la ricerca oceanografica.

Un passo verso le basi permanenti negli oceani

DEEP non considera Vanguard il traguardo finale, ma soltanto il primo passo.

L’azienda immagina infatti un futuro in cui intere basi sottomarine permetteranno agli scienziati di trascorrere settimane, o addirittura mesi, esplorando gli ecosistemi più misteriosi del pianeta.

Non è un caso che negli ultimi anni l’interesse verso gli oceani sia cresciuto enormemente.

Dalla costruzione di nuove navi da ricerca ultra tecnologiche fino allo sviluppo di robot autonomi, il mare rappresenta ancora uno dei territori meno conosciuti della Terra. Si stima infatti che gran parte dei fondali oceanici non sia stata ancora esplorata in modo dettagliato.

Habitat come Vanguard potrebbero diventare strumenti fondamentali per comprendere meglio il cambiamento climatico, proteggere le barriere coralline e studiare forme di vita ancora sconosciute.

Vivere sul fondo del mare non è più fantascienza

Per molti l’idea di trascorrere giorni interi circondati dall’oceano potrebbe sembrare un incubo. Per altri, invece, rappresenta il sogno di una vita.

Quello che fino a pochi anni fa sembrava appartenere esclusivamente ai romanzi di Jules Verne o ai film di fantascienza sta lentamente diventando realtà grazie ai progressi dell’ingegneria.

Vanguard dimostra che costruire abitazioni sottomarine sicure non è più un concetto teorico, ma un progetto concreto già operativo.

Se i test avranno successo, nei prossimi anni potremmo assistere alla nascita di strutture sempre più grandi e sofisticate, capaci di trasformare il modo in cui l’umanità esplora il pianeta blu.