God of War: Laufey sarà uno spin-off, ma il futuro della saga appartiene ancora al Dio della Guerra
Quando è stato annunciato God of War: Laufey, una parte della community ha reagito come se qualcuno avesse appena lanciato la Lama del Caos direttamente contro il loro televisore. Niente Kratos. Niente Atreus. Protagonista assoluta? Faye, la moglie del nostro pelatissimo seminatore di morte preferito.
Apriti cielo.
Tra fan inferociti, nostalgici cronici e gente pronta a dichiarare morta la saga dopo aver visto un singolo trailer, il web si è trasformato nel solito circo mediatico dove tutti urlano e pochi ragionano.
Eppure Santa Monica Studio ha deciso di fare una cosa che, sinceramente, dopo vent’anni di massacri mitologici, ci sta pure tutta: raccontare una storia diversa.
La buona notizia? Kratos non va da nessuna parte.
Santa Monica mette fine alle paranoie dei fan
Se c’era ancora qualcuno convinto che God of War: Laufey fosse l’inizio di un passaggio di testimone definitivo, può tranquillamente rimettere l’ascia nel fodero.
Cory Barlog, una delle figure più importanti dietro la rinascita moderna della serie, ha confermato senza giri di parole che Kratos continuerà ad essere il protagonista principale del franchise.
Tradotto in linguaggio umano: il Fantasma di Sparta non è stato pensionato.
Secondo Barlog, ci saranno ancora molti giochi dedicati al personaggio e lo studio è entusiasta di continuare a raccontare nuove storie legate a lui.
Anche Ariel Lawrence, regista di God of War: Laufey, ha ribadito lo stesso concetto. Nessuno ha intenzione di abbandonare il guerriero più arrabbiato della storia dei videogiochi.
E diciamocelo chiaramente.
God of War senza Kratos sarebbe un po’ come GTA senza criminali, Doom senza demoni o Mortal Kombat senza gente che si strappa la colonna vertebrale a vicenda.
Puoi provarci, ma qualcosa manca.
Laufey è un esperimento interessante

Ora, prima che qualcuno inizi a lanciare tastiere dalla finestra, va detto che God of War: Laufey potrebbe essere una delle idee più intelligenti mai avute da Santa Monica.
Per anni abbiamo sentito parlare di Faye come una figura quasi mitologica.
La donna che è riuscita nell’impresa impossibile di calmare Kratos.
La guerriera che conosceva segreti capaci di influenzare il destino degli dei.
La madre di Atreus.
Eppure, non l’abbiamo mai realmente vissuta.
La conosciamo attraverso racconti, ricordi e frammenti di dialogo.
Uno spin-off dedicato a lei potrebbe finalmente mostrare eventi che finora sono rimasti nascosti e rispondere a diversi misteri lasciati aperti da God of War del 2018 e Ragnarok.
Invece di fare il classico seguito copia-incolla, Santa Monica sembra voler ampliare l’universo narrativo.
E francamente? Era ora.
I fan tossici sono già partiti all’attacco
Ovviamente non poteva mancare la solita fetta di internet che reagisce a ogni novità come se fosse una dichiarazione di guerra.
Alcuni fan hanno già bollato il progetto come inutile.
Altri hanno addirittura accusato Santa Monica di voler sostituire Kratos.
Qualcuno ha persino iniziato a sparare teorie assurde senza avere mezza informazione concreta tra le mani.
La cosa divertente è che la stessa software house è dovuta intervenire ufficialmente sui social per chiarire che Kratos resta il Dio della Guerra e che ci sono ancora moltissime storie da raccontare con lui.
Quando uno studio deve spiegarti tre volte la stessa cosa e continui comunque a non capirla, forse il problema non è lo studio.
Dove andrà Kratos adesso?
Questa è la domanda che sta facendo impazzire la community.
Con la saga norrena ormai conclusa, il futuro appare completamente aperto.
Le teorie si sprecano.
C’è chi sogna l’Egitto.
Chi vuole il Giappone feudale.
Chi immagina Kratos contro le divinità celtiche.
Chi vorrebbe addirittura vedere una fusione tra diversi pantheon.
Considerando quello che Santa Monica è riuscita a fare con la mitologia nordica, qualsiasi nuova ambientazione potrebbe trasformarsi in qualcosa di spettacolare.
La vera forza del reboot del 2018 non era soltanto il combattimento.
Era la capacità di prendere miti antichi e trasformarli in personaggi credibili, complessi e spesso molto più interessanti delle loro controparti originali.
Se manterranno quella qualità narrativa, Kratos potrebbe tranquillamente massacrare dei per altri dieci anni senza annoiare nessuno.
Kratos è diventato molto più di un protagonista

La verità è che oggi Kratos non è soltanto un personaggio.
È un simbolo PlayStation.
Parliamo di una figura che esiste dal 2005 e che ha attraversato più generazioni di console.
È passato dall’essere una macchina della rabbia alimentata dall’odio a uno dei personaggi più profondi e sfaccettati dell’intera industria.
Lo abbiamo visto distruggere l’Olimpo.
Lo abbiamo visto diventare padre.
Lo abbiamo visto affrontare i propri errori.
Lo abbiamo visto invecchiare.
Ed è proprio questa evoluzione che ha reso God of War qualcosa di speciale.
Non è più soltanto una saga d’azione.
È diventata una storia di crescita, redenzione e sopravvivenza.
Il futuro di God of War sembra più vivo che mai
God of War: Laufey rappresenta una deviazione temporanea dal percorso principale.
Uno spin-off.
Un’espansione dell’universo.
Un’occasione per raccontare qualcosa di diverso.
Ma il cuore della saga continua a battere attraverso Kratos.
Santa Monica lo ha confermato.
Barlog lo ha confermato.
Gli sviluppatori lo hanno confermato.
Eppure siamo sicuri che qualcuno continuerà a scrivere post lunghi trenta pagine spiegando perché la saga è finita.
Nel frattempo noi aspettiamo.
Perché se c’è una cosa che la storia di God of War ci ha insegnato è che quando Kratos sembra aver finito il suo viaggio, in realtà sta solo affilando le lame per il prossimo massacro.
E voi Sicarios, quale mitologia vorreste vedere conquistata dal Fantasma di Sparta nel prossimo capitolo?

