Running Fable Petite Party la nostra recensione

Una corsa folle tra party game, caos e personaggi fuori di testa

Running Fable Petite Party è un party game frenetico che punta tutto sulla velocità, sul caos e sul divertimento immediato, uno di quei giochi pensati per essere avviati, capiti in pochi secondi e giocati senza troppe spiegazioni. L’obiettivo è chiaro fin dal primo avvio: far correre i personaggi, evitare ostacoli, sabotare gli avversari e arrivare al traguardo prima degli altri, possibilmente tra urla, risate e qualche insulto lanciato al controller.

Il titolo è sviluppato da Airo Games, un team indipendente che ha deciso di puntare su un’esperienza semplice ma pensata chiaramente per il multiplayer locale, con meccaniche facili da apprendere ma difficili da padroneggiare davvero quando la partita entra nel vivo. Running Fable Petite Party nasce come gioco da divano, da serata tra amici, da quelle situazioni in cui non vuoi spiegare regole per venti minuti ma solo giocare e basta.

L’uscita di Running Fable Petite Party è prevista per il 2025 ed è stato annunciato per Nintendo Switch e PC, piattaforme perfette per un titolo di questo tipo, soprattutto per la possibilità di giocare in compagnia senza troppe complicazioni. Lo stile grafico è volutamente cartoonesco, colorato e leggero, con personaggi chibi e ambientazioni che sembrano uscite da un cartone animato completamente impazzito.

Fin dalle prime partite è chiaro che Running Fable Petite Party non vuole raccontare una grande storia né prendersi troppo sul serio. Il suo obiettivo è uno solo: creare caos, competizione e momenti imprevedibili, quelli in cui una partita può ribaltarsi all’ultimo secondo per una mossa sbagliata o per una bastardata piazzata nel momento giusto.

Da qui in poi, però, bisogna capire se questo mix tra corsa, party game e follia riesce davvero a reggere nel tempo o se si limita a divertire solo nelle prime ore.

Il gameplay di Running Fable Petite Party

Running Fable Petite Party non è il classico gioco di corsa come potrebbe sembrare a un primo sguardo. Qui non si corre semplicemente verso un traguardo, ma si entra in un vero e proprio party game da tavolo in versione digitale, pensato per creare caos, rivalità e risate a ogni turno.

Il gioco è strutturato attorno a tre tabletop arenas, ovvero tre tabelloni diversi in cui i giocatori si muovono come pedine. Ogni partecipante controlla il proprio personaggio e, turno dopo turno, avanza sul percorso attivando eventi, caselle speciali e situazioni imprevedibili che possono ribaltare completamente la partita.

Il cuore dell’esperienza sono i minigiochi, ben sedici in totale, che entrano in scena ciclicamente durante la partita. Sono prove rapide, immediate, pensate per essere capite in pochi secondi ma abbastanza frenetiche da mettere pressione a tutti. Qui entrano in gioco riflessi, tempismo e quella sana cattiveria tipica dei migliori party game.

Durante i minigiochi non si tratta solo di giocare meglio degli altri, ma spesso anche di ostacolarli, mandarli fuori tempo, farli cadere o approfittare del momento giusto per superarli all’ultimo secondo. È uno di quei giochi dove la vittoria può cambiare padrone nel giro di pochi istanti, rendendo ogni round imprevedibile fino alla fine.

Running Fable Petite Party punta tutto sulla semplicità dei comandi. Non servono tutorial infiniti né spiegazioni complicate: in pochi minuti sei già dentro la partita. Questa scelta lo rende perfetto per il multiplayer locale, dove l’obiettivo non è diventare dei professionisti, ma divertirsi tutti insieme senza perdere mezz’ora a leggere regole.

Oltre alla modalità principale a tabellone, il gioco include anche una modalità dedicata esclusivamente ai minigiochi, utile sia per allenarsi sia per chi vuole sessioni rapide senza dover affrontare una partita completa. È una soluzione intelligente che allunga la longevità e permette di sfruttare meglio il contenuto disponibile.

Nel complesso, il gameplay di Running Fable Petite Party è costruito per essere caotico, veloce e imprevedibile. Non cerca profondità strategiche estreme, ma punta tutto sull’interazione tra i giocatori, sulle situazioni assurde e su quel tipo di divertimento che nasce solo quando qualcuno perde per colpa di una mossa fatta all’ultimo secondo.

È il classico gioco che non vuole essere preso troppo sul serio, ma che sa benissimo come accendere la competizione e trasformare una semplice partita in una guerra personale durata dieci minuti.

La nostra recensione di Running Fable Petite Party

Qui purtroppo bisogna essere diretti, senza girarci troppo attorno. Running Fable Petite Party ha un problema enorme, di quelli che non puoi ignorare nemmeno volendo, perché ti cade addosso appena provi a giocare davvero.

Il gioco ti obbliga a giocare o da solo o in quattro. Fine. Nessuna via di mezzo. E a questo punto la domanda nasce spontanea: ma se siamo in due o in tre… che facciamo? Guardiamo il menu? Spegniamo la console? Perché di fatto il gioco ti dice “no, tu non giochi”.

Questa scelta è incomprensibile. Non stiamo parlando di una limitazione secondaria o di una mancanza marginale, ma di un problema strutturale che colpisce in pieno l’identità del titolo. Stiamo parlando di un party game, un gioco pensato per stare in compagnia, per divertirsi sul divano, e proprio lì cade come un sacco di patate.

Essere costretti a giocare solo in quattro giocatori reali oppure completamente da soli con i bot è una decisione che non ha alcun senso pratico. Nella vita reale è molto più facile trovarsi in due o in tre, non sempre in quattro perfetti come se fossimo in un torneo organizzato.

Il risultato è che una buona parte dei giocatori viene automaticamente esclusa. E questa non è una scelta di design coraggiosa, è semplicemente un errore tecnico e progettuale enorme, che fa sembrare la produzione molto più dilettante di quanto dovrebbe.

Il problema non è nemmeno la presenza dei bot, che ci può stare per riempire le partite. Il problema è che non puoi scegliere. Non puoi dire “siamo in due, aggiungiamo due bot”. Non puoi dire “siamo in tre, ne mettiamo uno”. Niente. O quattro persone vere o niente.

Ed è assurdo, perché basta pochissimo per sistemare una cosa del genere, ma il fatto che sia stata lasciata così fa davvero storcere il naso. È uno di quei dettagli che da soli riescono a compromettere l’intera esperienza, perché impediscono al gioco di essere usato nel modo in cui dovrebbe.

Running Fable Petite Party avrebbe tutte le carte per funzionare come party game leggero, veloce e divertente, ma quando un titolo del genere ti impedisce letteralmente di giocare nella situazione più comune possibile, diventa difficile difenderlo.

Inutile creare un gioco se poi ci si perde in un dettaglio così fondamentale. Ed è un peccato, perché questo tipo di errore non riguarda il divertimento, la grafica o i minigiochi, ma proprio l’accesso al gioco stesso.

E quando un party game non ti lascia giocare… qualcosa è andato decisamente storto.