5 giochi AA che nel 2026 possono fare il botto e replicare il miracolo Clair Obscur

Meno soldi, più idee e zero paura di rischiare: il futuro passa dagli AA, sicarios

Il 2025 ha mandato un messaggio chiarissimo all’industria: Clair Obscur: Expedition 33 non è stato un caso isolato, ma una sveglia in faccia ai AAA senz’anima. Budget enormi, team infiniti, anni di sviluppo e poi escono giochi freddi, anonimi, costruiti come checklist per gli azionisti.

Nel frattempo arrivano gli AA e gli indie grossi, quelli con una visione vera, e fanno il culo a tutti. Direzione artistica riconoscibile, gameplay pensato, identità forte. Fine delle scuse. Il 2026 si preannuncia come l’anno in cui questa tendenza esplode definitivamente, e questi cinque giochi hanno tutte le carte in regola per diventare i nuovi casi di culto.

Holstin

Il survival horror che non ti prende per mano e ti fa sentire sporco

Holstin è uno di quei giochi che non chiedono permesso. Ti butta dentro un incubo lento, viscido, con una pixel art che sembra semplice finché non inizi a capire quanto sia studiata. I richiami ai survival horror anni ’90 sono evidenti, ma non c’è alcuna voglia di scopiazzare: qui c’è identità.

Polonia orientale, 1992. Un amico scomparso, una città che sembra già morta e una presenza oscura che consuma tutto. Il cambio dinamico della telecamera tra isometrica ed over-the-shoulder è una scelta di design lucidissima, perché spezza il ritmo e aumenta il disagio. Holstin non vuole essere “divertente”. Vuole essere opprimente, e se mantiene questa linea fino alla fine potrebbe diventare uno dei survival horror più ricordati degli ultimi anni.

MOUSE: PI for Hire

Uno sparatutto noir che sembra un cartone animato fatto di piombo

MOUSE è una follia che funziona perché non ha paura di esserlo. Uno sparatutto in prima persona in bianco e nero, ispirato ai cartoni anni ’30, con jazz a palla e un detective topo che trasuda carisma da ogni pixel. Sembra un’idea meme, invece è costruito con una sicurezza disarmante.

Nei panni di Jack Pepper esplori una città corrotta, tra sparatorie, indagini e livelli che sembrano episodi di una serie noir animata. Il ritmo è serrato, il gunplay promette precisione e lo stile visivo è talmente forte da diventare parte integrante del gameplay. Se non si perde per strada, MOUSE ha il potenziale per diventare un’icona, uno di quei giochi che tutti citano quando si parla di stile che diventa sostanza.

ONTOS

L’horror che ti entra in testa e non esce più

Frictional Games non fa horror per spaventare i bambini. Fa horror per farti dubitare di quello che stai facendo. ONTOS sembra il loro progetto più sperimentale e disturbante, ed è esattamente per questo che va tenuto d’occhio.

Un hotel lunare costruito sopra vecchie miniere, esperimenti che sfidano etica e logica, enigmi con più soluzioni e nessuna risposta rassicurante. Ogni scelta ha conseguenze, ogni soluzione ti lascia addosso una sensazione di disagio. Non è un gioco che ti dice cosa è giusto o sbagliato, ti costringe a decidere e a conviverci.

Se riesce anche solo in parte a replicare l’impatto emotivo di SOMA, ONTOS diventa automaticamente uno dei titoli horror più importanti del 2026.

Orbitals

Cooperativa vera, emozioni vere e un’anima anime anni ’90

Orbitals è il classico progetto che nasce piccolo ma pensa in grande. Cooperativa per due giocatori, costruita attorno al rapporto tra i protagonisti e non solo sulle meccaniche. Qui giocare in due non è un optional, è il cuore dell’esperienza.

L’estetica richiama l’anime sci-fi anni ’90, con un’alternanza tra gameplay 3D e sequenze animate che danno personalità a ogni momento. La storia di Maki e Omura non punta sull’epica fine a sé stessa, ma sulla collaborazione, sulla fiducia e sul viaggio condiviso.

Se l’esecuzione sarà all’altezza delle idee, Orbitals potrebbe diventare uno di quei giochi che si ricordano per anni, soprattutto per chi cerca esperienze cooperative che vadano oltre il semplice “giochiamo insieme”.

Tides of Annihilation

Azione senza freni, miti arturiani e Londra fatta a pezzi

Tides of Annihilation è il classico titolo che spunta fuori dal nulla e ti fa dire “ok, questo è pericoloso”. Un action soulslike ambientato in una Londra devastata da invasioni dimensionali, con cavalieri colossali ispirati al mito di Re Artù e combattimenti che puntano tutto su velocità e spettacolo.

Il gameplay sembra una fusione tra la struttura punitiva dei souls e la follia combo-based degli action puri. Boss enormi, combattimenti aggressivi e una protagonista che non sta lì a piangere, ma a menare forte. Se Eclipse Glow Games riesce a bilanciare bene difficoltà e fluidità, questo gioco potrebbe diventare il nuovo punto di riferimento per chi vuole azione intensa senza compromessi.

Perché questi giochi contano davvero

Questi titoli non vogliono copiare Clair Obscur: Expedition 33. Vogliono fare la stessa cosa a modo loro: dimostrare che l’industria non ha bisogno di formule stanche. Hanno personalità, hanno idee e soprattutto non sembrano prodotti assemblati in serie.

Ripetere il successo di Clair Obscur non sarà facile, perché parliamo di un gioco che ha lasciato il segno e vinto premi pesanti. Ma se anche solo due di questi cinque centrano l’obiettivo, il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui gli AA hanno definitivamente preso il controllo.

E voi, sicarios, su quale di questi scommettereste senza pensarci due volte?