Il caso del ban di Schlep, il youtuber che smascherava predatori su Roblox, e la reazione devastante della community tra accuse, proteste e battaglie legali
Chi è Schlep e perché faceva paura ai predatori
Schlep, alias Andrew Michael, è un youtuber texano che aveva trasformato Roblox in un campo di battaglia contro i predatori sessuali. Fingendo di essere un minore, attirava gli adescatori, raccoglieva prove e le passava alla polizia. Sei sospetti sono finiti in manette grazie a lui. La community lo vedeva come un vigilante digitale, l’unico davvero disposto a sporcarsi le mani per difendere i bambini da quella fogna di internet.
Roblox lo banna e lo minaccia legalmente

Il 9 agosto 2025, Roblox ha fatto la mossa shock: ban permanente e lettera legale di cease and desist. L’accusa? Creare chat simulate di pericolo per minori e bypassare i canali ufficiali, mettendo a rischio l’integrità delle indagini. In poche parole, Roblox lo ha trattato come il problema, non come la soluzione.
La community esplode con #freeschlep
E qui è arrivato il bordello: hashtag #FreeSchlep ovunque, streamer che abbandonano i programmi ufficiali, proteste in-game, petizioni e boicottaggi. KreekCraft e altri colossi della scena hanno preso posizione, accusando Roblox di fallire nel compito più importante: proteggere i minori.
Gli youtuber che lo sostengono

Non è rimasto solo. A fianco di Schlep si sono schierati youtuber enormi:
- Steak, noto per le sue denunce contro i lati oscuri di Roblox, ha attaccato apertamente la piattaforma.
- LawByMike, avvocato e creatore di contenuti, non solo ha difeso Schlep ma si è unito al suo team legale per avviare una causa.
- KreekCraft, uno dei nomi più grossi di Roblox su YouTube, ha accusato l’azienda di tradire i suoi utenti.
- Altri creator della community stanno abbandonando partnership e programmi ufficiali per solidarietà, alimentando un boicottaggio senza precedenti.
La sensazione è che il caso Schlep abbia unito i più grandi content creator del settore in una battaglia mediatica e legale contro Roblox.
La vera tragedia è la sicurezza dei bambini
La cosa che brucia di più è che la gente ha iniziato a percepire Roblox come una piattaforma che mette i soldi davanti alla sicurezza. Mentre Schlep rischiava la pelle per esporre i predatori, l’azienda sembrava più concentrata a difendere la sua immagine che i suoi utenti più vulnerabili.
Le cause legali e la politica entrano in scena
Il suo avvocato ha accusato Roblox di aver favorito i predatori. Centinaia di presunte vittime hanno iniziato ad avanzare denunce. È entrato in campo anche LawByMike, pronto a spingere il caso fino in tribunale. Nel frattempo, la Attorney General della Louisiana, Liz Murrill, ha fatto causa a Roblox per negligenza nella protezione dei minori.
Chris Hansen e i media mainstream

La storia ha attirato anche Chris Hansen, il volto di To Catch a Predator, che sta lavorando a un documentario sull’abuso infantile legato a Roblox. Il caso ha ormai valicato i confini del gaming ed è diventato un tema sociale e politico di livello globale.
Il crollo finanziario e l’immagine in fumo
Le azioni di Roblox hanno perso oltre il 10% del valore. Paesi come il Qatar hanno bloccato l’accesso alla piattaforma. Quella che doveva essere una community di gioco si è trasformata in un terreno di scontro mediatico, legale e politico, con un marchio sempre più danneggiato.
La domanda finale per i sicarios
La tragedia di Schlep non è solo un ban su una piattaforma, è il simbolo di una guerra sporca tra chi difende i bambini e chi vuole solo tenere pulita la facciata. Ma allora, sicarios: voi da che parte state, con la sicurezza dei minori o con chi si blinda dietro avvocati e profitto?
