Il BND punta sui giocatori per trovare i nuovi talenti della cyber intelligence
Chi ha passato migliaia di ore davanti a un PC a giocare a videogiochi stealth, risolvere enigmi, aggirare sistemi di sicurezza virtuali e smanettare con il computer potrebbe aver sviluppato competenze più interessanti di quanto pensasse. Talmente interessanti che potrebbero attirare l’attenzione dei servizi segreti tedeschi.
Alla Gamescom 2026 di Colonia, infatti, il Bundesnachrichtendienst, meglio conosciuto come BND, sarà presente con un obiettivo decisamente particolare: trovare nuovi talenti da inserire nel mondo dell’intelligence e della sicurezza informatica.
Sì, avete letto bene: mentre milioni di persone arriveranno alla Gamescom per provare videogiochi, incontrare sviluppatori, comprare gadget e fare la fila per ore davanti a una demo, gli agenti tedeschi saranno impegnati a osservare i giocatori alla ricerca dei futuri specialisti della cyber intelligence.
E no, probabilmente non basterà aver completato Dark Souls senza evocare nessuno per ottenere automaticamente un distintivo da agente segreto. Anche se, ammettiamolo, sarebbe una selezione piuttosto credibile.
Il BND, l’agenzia di intelligence estera della Germania spesso paragonata all’MI6 britannico, considera infatti il pubblico videoludico un bacino particolarmente interessante per individuare persone con competenze tecnologiche, capacità di problem solving e una certa predisposizione ad affrontare situazioni complesse.
Secondo quanto riportato dal Telegraph, l’agenzia utilizzerà la Gamescom 2026 anche per entrare in contatto con professionisti qualificati e potenziali candidati per ruoli legati soprattutto alla sicurezza informatica.
Perché proprio i gamer?
La logica del BND è piuttosto semplice e, per certi versi, sorprendentemente sensata.
I videogiochi moderni hanno abituato molti giocatori a osservare ambienti complessi, cercare soluzioni alternative, adattarsi rapidamente agli imprevisti e riprovare più volte dopo un fallimento.
Nel caso dei giochi stealth, poi, il giocatore deve spesso osservare i comportamenti dei nemici, studiare i percorsi delle guardie, evitare sistemi di sorveglianza e pianificare le proprie azioni prima di muoversi.
Sono caratteristiche che, almeno secondo il BND, possono avere una certa affinità con alcune delle capacità richieste in determinati ruoli dell’intelligence.
Julia Linner, portavoce del BND, ha spiegato che l’agenzia nota una significativa sovrapposizione tra i giocatori e i talenti che sta cercando: persone tecnologicamente preparate, curiose e abituate a sperimentare ruoli differenti.
In altre parole, il gamer che passa da uno strategico a un gioco stealth, poi a un simulatore e infine a un titolo multiplayer competitivo potrebbe avere proprio quel tipo di mentalità versatile che interessa all’agenzia.
Ovviamente giocare 12 ore al giorno non significa automaticamente essere qualificati per lavorare nei servizi segreti. Altrimenti metà di Twitch avrebbe già ricevuto una convocazione con scritto “operazione speciale” sulla busta.
Il punto, piuttosto, riguarda le competenze che alcuni videogiochi possono contribuire a sviluppare e, soprattutto, il modo in cui determinati giocatori affrontano problemi e situazioni nuove.
Alla Gamescom arriva BND Legends

Per attirare concretamente l’attenzione dei visitatori, il BND ha preparato anche un videogioco dedicato.
Il titolo si chiama BND Legends e sarà disponibile allo stand dell’agenzia durante la Gamescom 2026.
Il gioco è costruito attorno a elementi di stealth, hacking e intelligence. I partecipanti vestiranno i panni di un agente sotto copertura incaricato di impedire un attacco informatico all’interno del fittizio Stato di Bethulan.
La missione non sarà semplicemente quella di correre attraverso una mappa sparando a qualsiasi cosa si muova. Anzi, l’obiettivo è mettere alla prova capacità molto più vicine alla risoluzione di problemi e all’osservazione.
I giocatori dovranno infatti esplorare strutture militari, evitare droni di sorveglianza e memorizzare codici di sicurezza.
Durante la missione potranno inoltre contare sull’aiuto di personaggi specializzati, tra cui un hacker e un esperto di geografia.
Insomma, sembra quasi una sorta di colloquio di lavoro trasformato in videogioco.
E probabilmente è proprio questo il punto.
Invece di chiedere a un candidato di spiegare durante un normale colloquio quanto sia bravo a risolvere problemi sotto pressione, il BND può osservare direttamente come si comporta mentre affronta una serie di situazioni virtuali.
Una sfida in cinque fasi per individuare i migliori
Secondo le informazioni riportate dal Telegraph, i candidati ritenuti più promettenti potranno essere coinvolti in una sfida articolata in cinque fasi.
L’obiettivo sarà mettere alla prova soprattutto competenze legate alla sicurezza informatica e all’hacking.
Non significa quindi che il BND stia cercando semplicemente il miglior giocatore competitivo della fiera.
La differenza è importante.
Un giocatore professionista può essere straordinariamente veloce, avere riflessi eccezionali e conoscere alla perfezione le meccaniche del proprio gioco. Ma per un’agenzia di intelligence potrebbero essere altrettanto importanti capacità come il ragionamento logico, l’analisi delle informazioni, la creatività nel trovare soluzioni e la capacità di adattarsi a situazioni impreviste.
Ed è qui che la selezione diventa particolarmente interessante.
Un candidato potrebbe magari non essere il giocatore più veloce o quello con il miglior punteggio, ma dimostrare una capacità fuori dal comune nel comprendere un sistema, individuare una vulnerabilità o trovare un percorso alternativo.
Per il BND, potrebbe essere molto più interessante.
Il gaming come porta d’ingresso alla cyber security
Il progetto tedesco si inserisce in una tendenza più ampia: governi e organizzazioni stanno cercando sempre più spesso di intercettare competenze tecnologiche anche al di fuori dei tradizionali percorsi professionali.
Il mondo del gaming, in particolare, è diventato un enorme bacino di persone abituate a utilizzare computer, reti, software e sistemi digitali.
Una parte dei giocatori, inoltre, sviluppa autonomamente competenze che vanno ben oltre il semplice utilizzo di un videogioco.
Ci sono appassionati che programmano mod, costruiscono server, analizzano software, sviluppano strumenti, studiano reti e si cimentano con il reverse engineering o con la sicurezza informatica.
È proprio questo tipo di profilo ad avere un potenziale interesse per il BND.
L’agenzia non sembra quindi voler trasformare il giocatore medio in James Bond da un giorno all’altro. L’obiettivo è piuttosto individuare persone che possano possedere competenze tecniche utilizzabili in un settore nel quale la domanda di specialisti è sempre più elevata.
La Germania vuole rafforzare la propria capacità di cyber intelligence
La ricerca di nuovi talenti arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per la sicurezza informatica europea.
La Germania sta lavorando per rafforzare le capacità del proprio apparato di intelligence e per consentire al BND di reagire in maniera più efficace alle minacce informatiche.
Tra le preoccupazioni principali ci sono anche gli attacchi attribuiti a gruppi legati alla Russia e le minacce rivolte alle infrastrutture critiche.
Le riforme del governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz puntano infatti a dare maggiori strumenti alle autorità tedesche nel campo della cyber intelligence.
In uno scenario del genere, avere personale altamente specializzato diventa fondamentale.
Un attacco informatico contro una banca, un’infrastruttura energetica o un sistema governativo non può essere affrontato semplicemente mandando qualcuno a “riavviare il router”.
Servono persone in grado di comprendere sistemi informatici estremamente complessi, individuare vulnerabilità e analizzare rapidamente enormi quantità di informazioni.
È proprio qui che entrano in gioco i cosiddetti talenti tecnologici.
Il BND aveva già iniziato a puntare sul recruiting
In realtà, l’apertura verso nuovi profili professionali non nasce con la Gamescom.
Il BND negli ultimi anni ha aumentato la propria attività di comunicazione e recruiting, cercando di presentarsi come un datore di lavoro capace di attirare giovani talenti e professionisti altamente qualificati.
L’agenzia ha persino sviluppato una propria campagna dedicata al reclutamento, con l’obiettivo di far conoscere maggiormente le opportunità professionali disponibili all’interno del servizio di intelligence tedesco.
Il problema è abbastanza intuitivo: convincere uno specialista informatico estremamente richiesto sul mercato a lavorare per un’agenzia governativa non è necessariamente facile.
Le aziende private possono offrire stipendi elevati, ambienti di lavoro estremamente flessibili e progetti tecnologici molto interessanti.
Per questo il BND deve trovare nuovi modi per attirare l’attenzione.
E una fiera come la Gamescom, che riunisce un’enorme quantità di giovani appassionati di tecnologia, rappresenta un luogo decisamente particolare per farlo.
Non basta essere bravi con i videogiochi
C’è però una cosa importante da chiarire.
Il fatto che il BND stia cercando gamer alla Gamescom non significa che chiunque abbia un account Steam pieno di giochi possa presentarsi allo stand e dire: “Sono pronto per l’infiltrazione”.
Il servizio di intelligence tedesco ha procedure di selezione e controlli di sicurezza molto approfonditi.
Il materiale ufficiale dell’agenzia spiega che il processo di selezione può durare diversi mesi e, a seconda del livello di controllo richiesto, arrivare anche a circa un anno.
Quindi, dopo aver completato BND Legends, non aspettatevi necessariamente che un agente vi metta una mano sulla spalla dicendo: “Congratulazioni, da oggi sei una spia internazionale”.
La Gamescom serve soprattutto come punto di contatto e come occasione per individuare persone interessanti.
Da lì, eventualmente, potrebbe iniziare un percorso professionale completamente diverso.
Anche gli Stati Uniti stanno guardando ai gamer

La Germania non è nemmeno l’unico Paese ad aver riconosciuto il valore di alcune competenze sviluppate dai giocatori.
Nel corso del 2026, anche negli Stati Uniti sono state lanciate campagne di reclutamento rivolte ai gamer per lavori altamente specializzati.
Un esempio riguarda la Federal Aviation Administration, che ha cercato giocatori interessati a diventare controllori del traffico aereo.
Anche in quel caso il ragionamento parte dalle capacità sviluppate durante determinate esperienze videoludiche: attenzione prolungata, gestione di numerose informazioni contemporaneamente, rapidità decisionale e capacità di mantenere la concentrazione.
Il mondo del gaming, quindi, sta lentamente smettendo di essere considerato soltanto un passatempo.
Per alcune organizzazioni può rappresentare anche un modo per individuare persone con caratteristiche professionali interessanti.
E se il prossimo agente segreto fosse un gamer?
La scena è quasi da film.
Una persona entra alla Gamescom, passa davanti allo stand del BND e vede un videogioco apparentemente innocuo.
Decide di provarlo.
Supera la prima prova.
Poi la seconda.
Poi riesce a evitare tutti i droni.
Memorizza i codici.
Trova una vulnerabilità che gli altri non avevano visto.
A quel punto compare qualcuno dello staff e gli chiede se ha mai pensato di lavorare nella sicurezza informatica.
Sembra l’inizio di un film di spionaggio, ma è esattamente il genere di incontro che il BND vuole favorire con questa iniziativa.
La parte più interessante della vicenda è infatti il cambio di prospettiva: invece di aspettare che i talenti tecnologici cerchino autonomamente un lavoro nel mondo dell’intelligence, l’agenzia tedesca sta andando direttamente nel luogo in cui milioni di loro si riuniscono.
E quale posto migliore della Gamescom?
Perché, in fondo, se devi cercare qualcuno capace di infiltrarsi in un sistema, aggirare una sicurezza, risolvere un enigma impossibile e riprovare ventisette volte dopo essere stato scoperto… potresti anche iniziare chiedendo ai gamer.
Magari il prossimo James Bond non avrà bisogno di un’Aston Martin.
Gli basteranno un PC, una tastiera meccanica e un mouse con 18 tasti laterali.

