Star Wars: Starfighter vuole fare quello che The Mandalorian e Grogu non sono riusciti a fare: riportare la magia della saga originale

Il nuovo film di Star Wars con Ryan Gosling punta su una storia completamente nuova, senza obbligare gli spettatori a conoscere anni di lore. Una strategia rischiosa, ma forse finalmente quella giusta.

Dopo anni di serie TV, spin-off, trilogie e una quantità di personaggi che ormai richiederebbe quasi una laurea in storia galattica, Star Wars prova a fare qualcosa di apparentemente semplice: raccontare una nuova avventura che chiunque possa godersi senza dover aprire un’enciclopedia prima di premere play.

Il prossimo capitolo cinematografico della saga, Star Wars: Starfighter, sembra voler seguire una strada simile a quella immaginata per The Mandalorian e Grogu, ma con una differenza fondamentale: questa volta Lucasfilm potrebbe avere tra le mani gli ingredienti più adatti per riuscirci davvero.

Il film sarà diretto da Shawn Levy e vedrà come protagonista Ryan Gosling, in un progetto che vuole riportare al cinema quella sensazione di scoperta e meraviglia che il pubblico provò nel lontano 1977 con il primo Star Wars.

Una missione tutt’altro che facile, perché negli ultimi anni la galassia lontana lontana ha vissuto momenti decisamente altalenanti.

Star Wars vuole tornare alle origini: meno spiegoni, più avventura

Lo sceneggiatore Jonathan Tropper ha spiegato che l’obiettivo principale del progetto è ricreare quella sensazione di avventura pura che aveva caratterizzato il film originale di George Lucas.

L’idea è molto chiara: Star Wars: Starfighter non dovrà essere un esame per i fan storici della saga.

Non servirà sapere chi è Darth Revan, conoscere ogni dettaglio della Guerra Civile Galattica o ricordarsi ogni episodio delle serie Disney+. Il film vuole funzionare anche per chi entra nell’universo di Star Wars per la prima volta.

Una scelta che sembra quasi rivoluzionaria considerando quanto il franchise sia diventato complesso negli ultimi anni.

Tra trilogie sequel, serie animate, produzioni Disney+ e nuovi personaggi, per molti spettatori avvicinarsi a Star Wars è diventato un po’ come entrare in un negozio di videogiochi con 500 titoli senza sapere da quale iniziare.

Starfighter invece vuole dire: “Siediti, goditi il viaggio e basta”.

Il problema di The Mandalorian e Grogu: troppo legato al passato

Il paragone con The Mandalorian e Grogu nasce proprio da qui.

Anche il film dedicato ai due protagonisti della serie Disney+ aveva dichiarato di voler essere accessibile a tutti, ma il problema era abbastanza evidente: la storia nasceva comunque da un percorso già iniziato nella serie TV.

Chi aveva seguito Din Djarin e Grogu conosceva ogni dettaglio della loro relazione. Chi invece arrivava completamente da fuori rischiava di perdere parte del peso emotivo.

Era un po’ come iniziare un videogioco dal terzo capitolo e qualcuno ti dicesse: “Tranquillo, puoi giocarlo lo stesso”. Sì, magari puoi farlo, ma certe cose non avranno lo stesso impatto.

Star Wars: Starfighter parte invece con un vantaggio enorme: personaggi nuovi, una nuova storia e un nuovo punto di vista.

Un’ambientazione completamente nuova può essere la chiave vincente

Il film sarà ambientato circa cinque anni dopo gli eventi di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, ma non dovrebbe concentrarsi sui soliti nomi della saga Skywalker.

Questo significa avere molta più libertà creativa.

Niente obbligo di riportare vecchi personaggi solo per strappare un applauso ai fan. Niente continue spiegazioni su eventi accaduti decenni prima. Niente necessità di collegare ogni scena a qualcosa già visto.

La grande forza del primo Star Wars del 1977 era proprio questa: nessuno conosceva quel mondo.

Quando il pubblico vide per la prima volta Tatooine, gli Jedi, la Forza e il Millennium Falcon, tutto sembrava nuovo.

Era un universo ancora da esplorare.

Starfighter potrebbe provare a ricreare proprio quella magia.

Il rischio è dietro l’angolo: basta guardare The Acolyte

Ovviamente creare qualcosa di nuovo non significa automaticamente creare qualcosa di bello.

La storia recente di Star Wars lo dimostra.

The Acolyte aveva un enorme potenziale proprio perché esplorava un periodo mai visto prima nella saga, ma secondo molti spettatori non è riuscita a trasformare questa libertà narrativa in una storia abbastanza coinvolgente.

Al contrario, produzioni come Star Wars: Skeleton Crew hanno dimostrato che allontanarsi dai personaggi classici può funzionare, anche se il rischio è quello di essere dimenticati più facilmente.

Il pubblico vuole qualcosa di nuovo, ma vuole anche una storia capace di emozionare.

E questa è probabilmente la vera sfida di Starfighter.

Il cast promette bene: Ryan Gosling guida una nuova generazione

Oltre a Ryan Gosling, il cast comprende nomi importanti come Amy Adams, Matt Smith e Mia Goth.

La presenza di attori provenienti da generi molto diversi potrebbe aiutare Starfighter a trovare un’identità propria.

Non dovrà essere semplicemente “un altro Star Wars”, ma un film capace di stare in piedi anche senza il peso gigantesco del passato.

Star Wars: Starfighter può davvero rilanciare la saga?

Al momento è impossibile dirlo.

Il progetto ha sicuramente elementi interessanti: un regista con esperienza nel blockbuster, un cast forte, una storia indipendente e soprattutto una voglia evidente di tornare allo spirito originale della saga.

La differenza rispetto a The Mandalorian e Grogu è che questa volta Lucasfilm sembra avere la possibilità di costruire qualcosa da zero.

E forse è proprio quello che serve a Star Wars.

Dopo anni passati a guardarsi continuamente allo specchio, la saga potrebbe finalmente tornare a guardare verso l’orizzonte.

Una nuova galassia, nuovi personaggi e una nuova avventura.

Proprio come nel 1977.