God of War: Laufey è realtà? Sony tira fuori Faye e lascia tutti a bocca aperta

Kratos si fa da parte e arriva la guerriera che nessuno si aspettava

Sicarios, diciamoci la verità: quando durante uno State of Play compare il logo di God of War, tutti pensano immediatamente a Kratos. È praticamente un riflesso automatico. Testa rasata, barba gigantesca, rabbia repressa e qualche divinità pronta a essere presa a cazzotti.

E invece no.

A quanto pare Santa Monica Studio avrebbe deciso di fare una mossa completamente fuori di testa presentando God of War: Laufey, un nuovo capitolo che mette al centro della scena Faye, la moglie di Kratos e madre di Atreus. Una scelta che nessuno aveva realmente previsto e che potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più grossi mai visti nella serie.

La cosa ancora più assurda? Non si parla di un semplice teaser da trenta secondi con musica epica e logo finale. Sarebbero stati mostrati oltre venti minuti di gameplay, praticamente l’inizio completo dell’avventura.

E qui la faccenda si fa davvero interessante.

La morte non è la fine

Secondo quanto mostrato, la storia partirebbe subito con una domanda che fa venire parecchi dubbi ai fan della saga:

Che fine fanno gli dei quando muoiono?

Una domanda semplice ma dannatamente intrigante.

Faye si risveglierebbe dopo il proprio funerale in una misteriosa dimensione chiamata Everywhen, un luogo dove divinità provenienti da diverse mitologie combattono per il controllo del potere. Non il classico Valhalla, non un paradiso e nemmeno un inferno tradizionale.

Una specie di gigantesco campo di battaglia cosmico dove ogni dio sembra avere i propri interessi.

L’obiettivo della protagonista sarebbe quello di trovare una strada per tornare a casa e proteggere il futuro della propria famiglia.

Già solo questa premessa riesce a creare più curiosità di parecchi giochi annunciati negli ultimi anni.

Un gameplay molto diverso da Kratos

Se c’è una cosa che emerge immediatamente dal materiale mostrato è che Faye non combatte affatto come Kratos.

E meno male.

Copiare lo spartano sarebbe stata una cagata gigantesca.

Faye appare molto più agile, veloce e tecnica. Salta, schiva e sfrutta una magia legata alla sua natura di gigantessa. I combattimenti sembrano avere un ritmo decisamente più aggressivo e dinamico rispetto alla brutalità pesante che ha sempre caratterizzato Kratos.

Chi si aspettava una semplice skin femminile dello spartano potrebbe restare parecchio sorpreso.

L’impressione è che Santa Monica abbia cercato di creare una vera identità per il personaggio invece di limitarsi a riciclare meccaniche già viste.

Divinità mongole, egizie e nuove minacce

Un altro dettaglio che ha fatto alzare parecchie sopracciglia riguarda le nuove fazioni nemiche.

Durante il gameplay compaiono influenze chiaramente riconducibili a culture e mitologie differenti, comprese figure ispirate alle tradizioni egizie e mongole.

Questa potrebbe essere la vera rivoluzione della saga.

Per anni God of War è passato dalla Grecia alla mitologia norrena. Adesso sembra voler aprire completamente le porte a un universo dove diverse culture divine convivono e si scontrano.

Se questa direzione verrà sviluppata bene, il potenziale è letteralmente mostruoso.

Immaginate Faye contro divinità provenienti da ogni angolo del mondo.

Altro che semplice sequel.

I nuovi compagni di viaggio

Naturalmente un’avventura del genere non poteva svolgersi in solitaria.

Tra i nuovi personaggi spicca Phranque, un misterioso cubo cosmico interpretato da Jack Quaid.

Sì, avete letto bene.

Un cubo.

Eppure sembra essere uno dei personaggi più curiosi dell’intera presentazione.

Accanto a lui troviamo Rue, una guardiana incaricata di proteggere una potentissima spada magica da chiunque voglia impossessarsene.

Sono personaggi decisamente strani, ma anche questo è parte del fascino della nuova ambientazione.

Dopo anni di nani, giganti, draghi e divinità nordiche, vedere qualcosa di completamente diverso potrebbe essere esattamente ciò di cui la serie aveva bisogno.

E Kratos?

Tranquilli.

Il pelatone non sparisce.

Secondo quanto mostrato, Kratos comparirebbe comunque durante l’avventura.

Non come protagonista, ma come presenza simbolica.

La sua voce si sentirebbe durante alcuni momenti chiave e apparirebbe persino come una sorta di visione che incoraggia Faye a continuare il proprio viaggio.

Una scelta intelligente.

Da un lato si lascia spazio alla nuova protagonista.

Dall’altro non si elimina completamente uno dei personaggi più iconici della storia PlayStation.

Una boss fight che promette spettacolo

La parte finale della presentazione si sarebbe conclusa con uno scontro contro un boss gigantesco.

Ed è qui che Faye mostrerebbe il meglio delle proprie abilità.

Velocità, magia, combo devastanti e una mobilità che Kratos si sogna.

Se il resto del gioco manterrà questo livello di spettacolarità, Santa Monica potrebbe avere tra le mani qualcosa di davvero grosso.

Un rischio enorme che potrebbe pagare

Cambiare protagonista in una saga amata è sempre un rischio.

I fan più tradizionalisti potrebbero storcere il naso.

Qualcuno urlerà al tradimento.

Qualcun altro dirà che senza Kratos non è più God of War.

La solita storia.

Ma se c’è uno studio che negli ultimi anni ha dimostrato di sapere cosa fare con questa serie, quello è Santa Monica Studio.

Hanno trasformato un franchise che sembrava arrivato al capolinea in una delle produzioni più amate dell’intera industria.

Per questo motivo vale la pena concedere fiducia anche a una scelta coraggiosa come questa.

Perché a volte sono proprio le idee più folli quelle che finiscono per lasciare il segno.

La vera domanda, Sicarios, è una sola: siete pronti ad affrontare un God of War senza Kratos al centro della scena oppure pensate che questa sia una scommessa troppo rischiosa?