Naoki Hamaguchi lancia l’allarme: Twitch, Kick e YouTube stanno cambiando il mondo dei giochi di ruolo
Per anni gli streamer sono stati considerati i migliori amici dell’industria videoludica. Migliaia di creator che mostrano gameplay, fanno pubblicità gratuita ai videogiochi e convincono milioni di persone a comprare nuovi titoli. Ma cosa succede quando questa esposizione diventa così enorme da trasformarsi in un problema?
Secondo Naoki Hamaguchi, director di Final Fantasy VII Revelation, il fenomeno sta iniziando a diventare una vera e propria minaccia per il genere RPG.
E no, non stiamo parlando di qualche teoria complottista partorita alle tre del mattino davanti a una lattina di energy drink. Stiamo parlando di uno dei nomi più importanti di Square Enix, uno che conosce molto bene il mercato e che vede arrivare una tempesta che potrebbe cambiare il futuro dei giochi di ruolo.
La sua preoccupazione è semplice quanto inquietante: sempre più persone guardano i videogiochi senza comprarli.
E forse ha ragione.
Guardare un RPG è quasi come giocarlo
Pensateci un secondo.
Se guardate una live di Call of Duty, Battlefield o Fortnite vedrete una partita specifica. Ogni match sarà diverso dal precedente. Ogni giocatore adotterà strategie differenti.
Ma nei giochi di ruolo la situazione cambia parecchio.
Se qualcuno trasmette un’avventura fortemente narrativa, con filmati, colpi di scena, dialoghi e finali ben definiti, chi guarda può tranquillamente assorbire gran parte dell’esperienza senza toccare il controller.
È un po’ come guardare una serie TV.
Una volta che conosci la trama, molti degli elementi sorpresa spariscono.
Hamaguchi sostiene che questo rappresenti una sorta di crisi per il genere, perché una parte del pubblico potrebbe sentirsi soddisfatta semplicemente osservando qualcun altro giocare.
E diciamolo chiaramente: non è un’idea campata in aria.
Il caso Resident Evil che conosciamo tutti
Molti giocatori hanno vissuto questa situazione almeno una volta.
Magari un titolo horror.
Magari un’avventura narrativa.
Magari un gioco pieno di filmati.
Guardi una live.
Poi un’altra.
Poi una compilation.
Poi un walkthrough.
E a quel punto sai già tutto.
Sai chi muore.
Sai chi tradisce.
Sai il finale.
Sai persino dove sono nascosti gli oggetti.
Quando arriva il momento di acquistarlo pensi:
“Ma perché dovrei spendere 70 euro se conosco già ogni singolo evento?”
Ed ecco il problema evidenziato da Square Enix.
Gli RPG moderni devono reinventarsi

La risposta di Hamaguchi non è dichiarare guerra agli streamer.
Anzi.
Il director riconosce che streaming e contenuti video sono fondamentali per la promozione.
La vera sfida consiste nel creare giochi che mantengano vivo il desiderio di essere giocati.
Non basta più raccontare una bella storia.
Non basta più avere filmati spettacolari.
Non basta più avere personaggi memorabili.
Serve qualcosa che renda l’esperienza personale.
Unica.
Irripetibile.
Qualcosa che faccia pensare allo spettatore:
“Cazzo, io questa cosa voglio viverla da solo.”
Final Fantasy VII Revelation potrebbe essere la risposta
Da quello che sappiamo, Final Fantasy VII Revelation punterà molto sulla libertà del giocatore.
La progressione non sarà completamente lineare.
Saranno presenti numerose attività secondarie.
Le scelte e l’esplorazione avranno un peso maggiore.
L’obiettivo sembra evidente: fare in modo che due persone non vivano esattamente la stessa esperienza.
Se questa filosofia verrà applicata bene, guardare una live potrebbe diventare soltanto un assaggio anziché l’intero pasto.
Ed è probabilmente quello che Square Enix spera.
Gli streamer stanno davvero danneggiando i videogiochi?
Qui arriva la parte interessante.
Perché la risposta non è bianca o nera.
Molti giochi sono diventati fenomeni mondiali proprio grazie agli streamer.
Pensiamo a Minecraft, Among Us, Lethal Company, R.E.P.O. o altri titoli esplosi grazie alla visibilità online.
Senza Twitch e YouTube probabilmente non avrebbero raggiunto lo stesso successo.
Dall’altra parte esistono giochi estremamente narrativi che rischiano davvero di perdere potenziali vendite quando l’intera esperienza viene mostrata gratuitamente in rete.
La verità probabilmente sta nel mezzo.
Gli streamer non sono il problema.
Il problema è capire come progettare videogiochi che restino coinvolgenti anche dopo essere stati visti per ore sullo schermo di qualcun altro.
Il futuro dei giochi di ruolo passa da qui

Le parole di Naoki Hamaguchi non vanno interpretate come un attacco agli streamer.
Piuttosto sembrano un campanello d’allarme per l’intera industria.
I giochi di ruolo stanno entrando in una nuova era.
Un’epoca in cui competono non solo contro altri videogiochi, ma anche contro la comodità di guardare qualcuno che gioca al posto nostro.
Per questo motivo gli sviluppatori dovranno trovare nuovi modi per rendere ogni partita personale, sorprendente e impossibile da replicare completamente attraverso uno schermo.
Final Fantasy VII Revelation potrebbe essere uno dei primi grandi test di questa nuova filosofia.
E se Square Enix riuscirà a centrare l’obiettivo, forse il futuro degli RPG sarà molto meno preoccupante di quanto Hamaguchi immagini oggi.
Oppure siamo davvero arrivati al punto in cui guardare un videogioco sta diventando più comodo che giocarlo?

