David Koepp ha un problema enorme: come far evolvere Jurassic World senza trasformarlo in una gigantesca cazzata?
Quando nel 1993 arrivò nelle sale Jurassic Park, il mondo rimase a bocca aperta. Dinosauri realistici, effetti speciali rivoluzionari e una storia che riusciva a mescolare scienza, avventura e terrore come poche altre produzioni nella storia del cinema.
Poi, come spesso accade quando una gallina dalle uova d’oro continua a fare soldi, qualcuno ha iniziato a mungere la vacca fino all’ultima goccia.
E così siamo arrivati a Jurassic World Rebirth, il film che ha cercato di riportare la saga su binari più semplici dopo anni di caos, locuste mutanti, dinosauri ovunque e situazioni che facevano sembrare plausibile persino una partita a scacchi tra un T-Rex e un Velociraptor.
Adesso però c’è un problema.
Un problema grosso.
Un problema talmente enorme che persino David Koepp, lo sceneggiatore originale di Jurassic Park, non sembra avere ancora una risposta definitiva.
Come diavolo fai a continuare una saga sui dinosauri senza raccontare sempre la stessa storia?
Il ritorno alle origini ha funzionato… ma adesso?
Secondo Koepp, una delle missioni principali di Rebirth era stata quella di ridimensionare tutto.
Niente più mille sottotrame sparse per il pianeta.
Niente più situazioni che sembravano uscite da un film Marvel sotto acido.
Niente più “guardate quanto siamo grossi e spettacolari”.
L’obiettivo era semplice: riportare i dinosauri al centro della scena.
E sapete una cosa?
Aveva senso.
Perché alla fine la gente va a vedere Jurassic Park per i dinosauri.
Non per le cavallette giganti.
Non per le guerre aziendali.
Non per le conferenze scientifiche.
Vuole vedere creature enormi che inseguono esseri umani terrorizzati.
Fine.
Il vero nemico della saga non sono i dinosauri
Il vero problema di Jurassic World oggi è l’escalation.
Ogni sequel deve essere più grande.
Più spettacolare.
Più rumoroso.
Più assurdo.
È una maledizione che colpisce praticamente ogni franchise di successo.
Nel primo film basta un T-Rex.
Nel secondo servono due T-Rex.
Nel terzo serve un dinosauro ancora più grosso.
Nel quarto serve un ibrido.
Nel quinto servono cinquanta dinosauri.
Nel sesto servono dinosauri in ogni continente.
E a quel punto che cazzo fai?
Metti un T-Rex sulla Luna?
Crei un Indominus Rex con i raggi laser?
Fai guidare una Ferrari a un Velociraptor?
Capite il problema.
La scienza è diventata una gabbia

Koepp ha dichiarato che la nuova sfida consiste nel trovare un modo scientificamente credibile per espandere l’universo.
Ed è qui che la faccenda si fa interessante.
Perché Jurassic Park è sempre stato fantascienza.
Ma era fantascienza che cercava di sembrare plausibile.
Clonare dinosauri attraverso il DNA trovato nelle zanzare intrappolate nell’ambra era assurdo, certo.
Ma era quel tipo di assurdità che ti faceva pensare:
“Ok, magari non oggi… ma forse un giorno.”
Negli ultimi capitoli invece la saga ha iniziato a correre così veloce che la credibilità è rimasta investita sul ciglio della strada.
Adesso Universal sembra voler frenare.
E forse è la scelta giusta.
Scarlett Johansson sarà il nuovo volto della saga
Uno degli elementi più interessanti del nuovo corso è la presenza di Scarlett Johansson.
L’attrice ha raccolto una responsabilità enorme.
Per anni il pubblico ha associato Jurassic World a Chris Pratt e Bryce Dallas Howard.
Cambiare protagonisti in una saga così famosa è sempre un rischio della madonna.
Ma può anche essere una benedizione.
Perché permette di raccontare nuove storie senza trascinarsi dietro dieci film di bagaglio narrativo.
Cosa potrebbe raccontare Rebirth 2?
Se dovessimo fare qualche previsione da veri Sicarios, le possibilità sono parecchie.
La prima sarebbe concentrarsi sulle conseguenze ecologiche.
Immaginate intere regioni del pianeta dove i dinosauri sono ormai diventati parte dell’ecosistema.
Predatori che alterano le catene alimentari.
Specie moderne che si estinguono.
Interventi militari.
Catastrofi ambientali.
Questa sarebbe roba interessante.
Molto più interessante dell’ennesimo mostro geneticamente modificato con ottanta file di denti.
Un’altra possibilità potrebbe essere quella di esplorare nuove specie realmente esistite.
Il mondo preistorico è pieno di creature che il cinema non ha quasi mai utilizzato.
Ci sono centinaia di animali capaci di offrire qualcosa di nuovo senza dover inventare mostri Frankenstein.
La paura più grande dei fan
Molti fan hanno un timore preciso.
Che Universal cada nuovamente nella trappola del “più grande è meglio”.
Perché è una tentazione fortissima.
Un T-Rex vende.
Un T-Rex mutante vende di più.
Un T-Rex mutante che spara fulmini vende ancora di più.
Almeno sulla carta.
Il problema è che a lungo andare il pubblico si stanca.
E quando succede, recuperare la fiducia diventa complicato.
Guardate quanti franchise enormi si sono schiantati negli ultimi anni proprio per questo motivo.
Una saga che deve decidere cosa vuole essere
La verità è che Jurassic World si trova davanti a un bivio.
Può continuare a inseguire lo spettacolo sempre più estremo.
Oppure può tornare a essere ciò che l’ha resa leggendaria.
Avventura.
Suspense.
Scienza.
Dinosauri.
Non servono mille esplosioni.
Non servono eserciti.
Non servono super dinosauri spaziali.
Serve una buona storia.
Una cosa che Hollywood sembra dimenticare sempre più spesso.
La sfida che potrebbe cambiare tutto

Le parole di David Koepp sono probabilmente il segnale più incoraggiante che i fan potessero ricevere.
Perché dimostrano che almeno qualcuno, dietro le quinte, si sta facendo le domande giuste.
Non stanno pensando a quanti sequel fare.
Non stanno parlando di una trilogia già pianificata.
Non stanno promettendo vent’anni di contenuti.
Stanno cercando una storia.
E in un’epoca in cui molte saghe sembrano costruite da un algoritmo impazzito che sputa sequel a raffica, questa è già una piccola vittoria.
Adesso resta solo da capire se riusciranno davvero a trovare quella risposta.
Perché se Jurassic World: Rebirth 2 fallirà, non sarà colpa dei dinosauri.
Sarà colpa di chi non è riuscito a capire quando fermarsi e quando evolversi.
E voi Sicarios, preferireste vedere un ritorno alle origini oppure siete tra quelli che vogliono dinosauri sempre più grossi, più cattivi e più fuori di testa?

