Nakara, recensione del gioco erotico d’azione su Steam

Mi aspettavo la solita beffa eros, ma invece, wow! Un gioco vero!

Nakara è uscito il 20 marzo 2026, un po’ in silenzio, senza trailer hollywoodiani o hype esagerato… ma proprio per questo ha iniziato a incuriosire parecchia gente. Sai quei giochi che spuntano così, senza fare troppo casino, e poi dici “ok, aspetta un attimo… qui c’è qualcosa”? Ecco, esattamente quello.

Dietro al progetto c’è R3dspike, uno sviluppatore indipendente che non è il classico studio super famoso con cento persone dentro. Qui parliamo di un lavoro molto più “artigianale”, fatto con testa, tempo e probabilmente anche qualche notte passata a sistemare bug e bestemmiare davanti al monitor (in senso figurato, tranquillo). Questa cosa si sente: Nakara ha proprio quell’aria da progetto personale, non costruito a tavolino per fare soldi facili.

A pubblicarlo ci ha pensato Shady Corner Games, che lo ha portato su PC. Al momento infatti il gioco è disponibile solo su computer, niente console, niente versioni strane. Una scelta che può sembrare limitante, ma in realtà è abbastanza tipica per titoli di questo tipo, che puntano più su un pubblico specifico piuttosto che sul grande mercato.

Una cosa interessante è che Nakara non è nato subito come gioco “completo”. All’inizio era un progetto più piccolo, quasi sperimentale, che piano piano è cresciuto grazie ai feedback dei giocatori. E qui bisogna dirlo: quando uno sviluppatore ascolta la community e ci lavora sopra, spesso esce qualcosa di più interessante… anche se ogni tanto si porta dietro qualche difetto.

La trama di Nakara

Qui le cose iniziano a farsi decisamente più serie.

In Nakara, il mondo non è sempre stato un posto di merda pieno di mostri incazzati. All’inizio, umani e creature vivevano in pace, senza massacrarsi a vicenda ogni cinque minuti. Poi però entra in scena Nakara, una presenza oscura che manda tutto a puttane.

Sotto la sua influenza, i mostri iniziano a perdere la testa, diventano aggressivi, distorti nei desideri e iniziano a fare una cosa ben precisa: rapire gli esseri umani e trascinarli dentro un Labirinto senza fine. E già qui capisci che la situazione è degenerata parecchio.

Per rimettere ordine in questo caos, interviene una divinità, che decide di mandare un eroe a sistemare le cose. Ed è qui che entra in gioco il protagonista: Ernest.

Solo che… non va esattamente come previsto.

Nel suo primo scontro contro Nakara, Ernest viene massacrato senza troppi complimenti, perde i suoi poteri e si ritrova intrappolato anche lui dentro questo maledetto Labirinto. Niente ingresso trionfale, niente “eroe imbattibile”: qui parti già con le ossa rotte, e la cosa funziona dannatamente bene.

Bloccato in questo inferno fatto di corridoi e pericoli, Ernest incontra Victor, un mago, e insieme iniziano una lotta disperata per sopravvivere e trovare una via d’uscita.

Come funziona

Ok, qui Nakara tira fuori il suo lato più interessante, perché sì… sulla carta sembra un “raccogli gli anelli e schiva i nemici”, ma in realtà sotto c’è molta più roba.

Il concetto base resta quello: entri nel livello e devi raccogliere tutti gli anelli, un po’ alla Sonic the Hedgehog ma strutturato come un labirinto alla Pac-Man, dove ogni movimento conta e ogni errore lo paghi.

Solo che non sei completamente indifeso.

Man mano che raccogli gli anelli, il gioco ti dà accesso a abilità che si ricaricano in modo casuale, e qui entra in gioco la vera strategia. Non puoi pianificare tutto al millimetro, devi adattarti a quello che ti capita in quel momento.

Tra le abilità principali troviamo:

  • una spada, che ti permette di colpire i nemici quando si avvicinano troppo
  • una sorta di forza energetica che ti aiuta a risucchiare gli anelli, utilissima quando sei circondato e non puoi rischiare di passarci sopra uno per uno
  • un’altra abilità che ti consente di prendere un anello e tenerlo in mano per lanciarlo contro i nemici, aggiungendo una componente offensiva molto più dinamica

E poi ce ne sono altre, che rendono ogni partita leggermente diversa.

Questa cosa cambia completamente il ritmo. Non sei solo lì a scappare come un disperato, ma inizi a:

  • scegliere quando attaccare
  • capire quando usare un’abilità invece di conservarla
  • gestire lo spazio in modo più intelligente

Il risultato è che il gioco diventa una specie di danza nel caos, dove devi:

  • schivare i nemici
  • raccogliere anelli
  • usare le abilità al momento giusto

Il tutto mentre ogni livello introduce nemici diversi, con attacchi e comportamenti che ti costringono a cambiare approccio continuamente.

E qui Nakara fa una cosa molto furba:
prende una formula semplicissima e ci aggiunge quel pizzico di imprevedibilità che ti tiene sempre sull’attenti.

La nostra recensione di Nakara

Ok sicarios, qui bisogna dirlo subito: io questa key l’ho voluta apposta.
Perché Nakara è uno di quei giochi zozzi, per adulti, senza troppi filtri, e questa cosa va detta chiaro e tondo.

Se ti piacciono azione, indie e un po’ di zozzeria, allora sì… questo è il tuo gioco, gamer sporcaccione.

I nemici?
Sono tutte creature metà mostro e metà donna, fatte davvero bene e anche parecchio attraenti. E attenzione: se ti colpiscono tre volte sei morto, game over diretto.
E in più ti becchi anche una bella cutscene… e sì, hai capito benissimo.

Ma il bello arriva quando vinci. Per completare un livello devi raccogliere tutti gli anelli, che possono essere anche 200 o più, in livelli sempre più:

  • perversi
  • difficili
  • pieni di passaggi invisibili
  • e ostacoli da ogni parte

Quando riesci a completare tutto, la creatura viene catturata e finisce nella tua prigione. E lì… sicarios, lo sappiamo tutti cosa succede. Puoi tornare quando vuoi a farle visita, goderti il momento e gestire tu l’interazione, senza cutscene imposte.
Decidi tu come e quando finire l’incontro. Ci siamo capiti. Ed è proprio questo che rende Nakara un gioco perfetto per noi erotic gamers notturni.

Da questo punto di vista?
Stupendo.

  • una gioia per gli occhi
  • una gioia per i sensi
  • e anche per le orecchie

Le creature sono fatte benissimo, le animazioni sono curate e i suoni sono davvero azzeccati.
Sotto questo aspetto, uno dei miei preferiti del genere, senza girarci troppo intorno.

Unica vera pecca:
non va con il pad. E questa cosa pesa.

Niente supporto serio al controller significa anche esperienza limitata su Steam Deck, e onestamente è un peccato enorme.
Un gioco così dovrebbe girare perfettamente anche lì, anche solo per una questione di comodità e privacy. Sarebbe stato perfetto.

Arriviamo al punto.

Voto: 68 su 100

Ovviamente non lo confrontiamo con giochi come Death Stranding, sarebbe ridicolo.
Va valutato per quello che è.

Nel suo genere:

  • c’è di meglio
  • ma c’è anche molta roba fatta peggio

E Nakara si piazza in mezzo, ma dalla parte giusta.

Non è perfetto, ma per quello che offre… se sei il tipo giusto di giocatore, funziona eccome.