Resident evil 2026 il trailer che cambia tutto e manda a un altro paese i vecchi film

Zach cregger riscrive le regole dell’horror e prova a salvare resident evil dal disastro cinematografico

Ok, diciamolo senza girarci troppo intorno: Resident Evil al cinema è sempre stato un casino assurdo. Un franchise leggendario, nato da Capcom, che sulla carta doveva dominare anche il grande schermo… e invece? Una sfilza di film che hanno fatto soldi, sì, ma che hanno fatto bestemmiare i fan dentro.

Dalla saga action guidata da Paul W. S. Anderson fino al tentativo più “fedele” di Johannes Roberts con Resident Evil: Welcome to Raccoon City, il risultato è stato sempre lo stesso: tanta aspettativa e una resa che faceva dire “ma che cazzo sto guardando?”.

E poi arriva lui. Zach Cregger.

Quello che con Barbarian ha dimostrato che l’horror può ancora spaventare sul serio, senza effetti speciali buttati lì a caso.

E adesso? Ha deciso di prendere Resident Evil… e rifarlo da zero.

Un reboot totale che taglia via tutto il passato

Qui arriva la prima bomba: questo nuovo Resident Evil NON è un adattamento dei videogiochi.

Niente Leon S. Kennedy.
Niente Jill Valentine.
Niente storyline copiate dai capitoli storici.

E sai che c’è? È una scelta che può sembrare una follia… ma potrebbe essere la mossa più intelligente mai fatta.

Perché diciamolo: ogni volta che Hollywood ha provato a “seguire il gioco”, ha finito per fare una roba confusa, mezza tradita e mezza ridicola. Cregger invece prende l’universo, lo rispetta… e costruisce una storia nuova, senza dover rendere conto a mille fan arrabbiati per ogni dettaglio sbagliato.

Il risultato? Un approccio più libero, più horror, più sporco.
Finalmente qualcosa che non sembra un cosplay costoso.

Il trailer: atmosfera pesante e zero cazzate action

Il primo trailer di Resident Evil (2026) è uscito e… no, non è il solito trailer con esplosioni a caso e slow motion da film action.

Qui si respira un’aria diversa.

Molto più lenta.
Molto più tesa.
Molto più inquietante.

Si vede subito che Cregger vuole puntare su un horror psicologico e realistico, non su zombie che volano e gente che fa parkour con le pistole.

Il protagonista è Bryan, interpretato da Austin Abrams, già visto in The Walking Dead. E no, non è il solito soldato figo e invincibile. È un corriere medico, uno che probabilmente si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato.

E questa cosa cambia tutto.

Perché quando il protagonista è vulnerabile, la tensione sale. E quando la tensione sale… l’horror funziona davvero, cazzo.

Il cast: nomi solidi per una storia sporca

Nel cast troviamo anche:

  • Paul Walter Hauser
  • Kali Reis
  • Zach Cherry
  • Johnny Wilson

Non sono nomi da blockbuster pieno di star inutili, ed è perfetto così. Questo tipo di film funziona meglio quando gli attori non sembrano supereroi, ma persone vere che stanno per fare una brutta fine.

E fidati: da quello che si intravede, qui di “brutte fini” ce ne saranno parecchie.

Perché questo resident evil potrebbe funzionare davvero

Dopo anni di film che sembravano più vicini a Fast & Furious che a un survival horror, questo nuovo capitolo ha almeno tre punti forti che fanno ben sperare:

Primo: un regista che capisce l’horror
Cregger non è lì per fare spettacolo, è lì per farti sentire a disagio.

Secondo: una storia originale
Niente vincoli, niente copia-incolla. Solo libertà creativa.

Terzo: un tono serio e oscuro
Finalmente niente battutine fuori luogo mentre il mondo va a puttane.

E soprattutto, si vede che Sony Pictures stavolta sta cercando di costruire qualcosa di diverso, non solo di sfruttare il nome Resident Evil per fare cassa.

La data di uscita e cosa aspettarsi davvero

Il film arriverà il 18 settembre 2026.

E la vera domanda non è “sarà bello?”
Ma: riuscirà finalmente a dare dignità cinematografica a Resident Evil?

Perché questo franchise se lo merita da anni. E i fan anche.

Cregger ha le carte giuste, il trailer promette bene e l’approccio è quello corretto… ma sappiamo tutti quanto sia facile mandare tutto a puttane quando si parla di adattamenti videoludici.

Quindi sì, hype alto… ma piedi per terra.

Adesso la palla passa al film.

E tu, sicario: sei pronto a fidarti di nuovo di Resident Evil o hai già perso ogni speranza dopo anni di delusioni?