Dopo tredici anni di cappotti, sigarette e gangster, l’attore chiude definitivamente la storia del personaggio più iconico della serie
Per più di un decennio Tommy Shelby è stato uno dei personaggi più iconici della televisione moderna. Un gangster elegante, freddo come il ghiaccio e capace di manipolare chiunque pur di costruire il proprio impero. Dietro quel berretto piatto, quello sguardo glaciale e quell’aura da leader spietato c’è sempre stato Cillian Murphy, l’attore che dal 2013 ha dato vita al protagonista di Peaky Blinders.
Ora però la storia arriva davvero alla fine. Peaky Blinders The Immortal Man, il film che chiuderà ufficialmente l’arco narrativo della serie, segnerà anche l’ultima volta in cui Murphy interpreterà Tommy Shelby. Dopo tredici anni passati dentro uno dei personaggi più intensi della televisione, l’attore ha deciso che è arrivato il momento di appendere il berretto al chiodo.
E sì, Sicarios, questa volta sembra davvero la fine.
Un viaggio iniziato nel 2013 e diventato un fenomeno mondiale
Quando Peaky Blinders debuttò nel 2013 sulla BBC nessuno immaginava che sarebbe diventata una delle serie più amate e discusse degli ultimi vent’anni. La storia partiva da un’ambientazione apparentemente semplice: Birmingham subito dopo la Prima Guerra Mondiale. Una città devastata, piena di tensioni sociali, criminalità e opportunità per chi aveva il coraggio di prendersi tutto con la forza.
In mezzo a quel caos emergeva la famiglia Shelby, una banda criminale guidata da Tommy Shelby, ex soldato segnato dalla guerra e dotato di un’intelligenza strategica fuori dal comune.
La serie ha raccontato la sua evoluzione passo dopo passo:
- da semplice picchiatore di strada
- a capo di un impero criminale
- fino ad arrivare addirittura alla politica britannica
Un percorso narrativo che ha trasformato il personaggio in una figura quasi mitologica della TV, capace di oscillare continuamente tra eroismo, ambizione e oscurità morale.
E gran parte del merito va proprio alla performance di Murphy, che è riuscito a rendere Tommy Shelby complesso, magnetico e incredibilmente umano, nonostante tutte le sue contraddizioni.

The Immortal Man: la storia più grande dei Peaky Blinders
Il film Peaky Blinders The Immortal Man sarà ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, in un periodo storico ancora più caotico rispetto agli eventi della serie.
Birmingham è sotto i bombardamenti nazisti, l’Europa sta crollando e l’equilibrio del potere cambia completamente. In questo scenario Tommy Shelby tornerà a confrontarsi con il mondo criminale che aveva tentato di lasciarsi alle spalle.
Ma la situazione è molto diversa rispetto al passato.
La banda infatti è ora guidata da Duke Shelby, il figlio di Tommy, interpretato da Barry Keoghan. Il nuovo leader della famiglia ha un carattere molto più brutale e impulsivo rispetto al padre, e sembra essere coinvolto in un pericoloso complotto legato ai nazisti.
Questo porta inevitabilmente Tommy a rientrare in gioco.
Il risultato promette di essere la storia più grande e ambiziosa mai raccontata nell’universo dei Peaky Blinders, con un conflitto che non riguarda più solo Birmingham o la politica britannica, ma l’intero scenario della guerra mondiale.
Cillian Murphy: “È la conclusione naturale di Tommy Shelby”
Durante un’intervista recente, Murphy ha spiegato chiaramente perché ha deciso di chiudere questo capitolo della sua carriera.
Secondo l’attore, interpretare Tommy Shelby per tredici anni è stata un’esperienza incredibile, ma anche un impegno enorme.
Ha raccontato che ha trascorso circa un quarto della sua vita dentro questo personaggio, un periodo lunghissimo per qualsiasi attore.
Nonostante questo, Murphy ha detto di sentirsi estremamente fortunato perché la serie non è mai diventata ripetitiva o stagnante. Al contrario, secondo lui la storia è riuscita a diventare sempre più profonda e complessa stagione dopo stagione.
Per questo motivo The Immortal Man rappresenta per lui il finale perfetto.
Non una chiusura forzata, ma una vera conclusione naturale del percorso di Tommy Shelby.
Il rapporto con Steven Knight
Murphy ha anche parlato del suo rapporto con Steven Knight, il creatore della serie.
Secondo lui, Knight è uno degli sceneggiatori più talentuosi del mondo e lavorare con lui per così tanti anni è stata una delle esperienze più importanti della sua carriera.
L’attore ha spiegato che quando interpreti un personaggio così a lungo, prima o poi senti il bisogno di portarlo alla sua conclusione definitiva, evitando di trascinarlo all’infinito.
Ed è esattamente quello che succederà con questo film.
La fine di Tommy Shelby non è la fine dei Peaky Blinders
Qui arriva la parte interessante.
Anche se Murphy ha deciso di lasciare il personaggio, l’universo di Peaky Blinders non finirà affatto con The Immortal Man.
Steven Knight ha già confermato di avere piani molto ambiziosi per il futuro del franchise.
Sono infatti in sviluppo nuove stagioni ambientate negli anni ’50, che racconteranno la storia di una nuova generazione della famiglia Shelby mentre Birmingham cerca di ricostruirsi dopo la guerra.
Quindi sì, Tommy Shelby potrebbe uscire di scena, ma il mondo che ha costruito continuerà a esistere.
Murphy stesso rimarrà comunque coinvolto nel progetto, ma come produttore esecutivo, non come attore.
Il peso culturale di Tommy Shelby
Negli ultimi anni Tommy Shelby è diventato molto più di un semplice personaggio televisivo.
È diventato un simbolo culturale.
Il suo stile ha influenzato moda, estetica e persino atteggiamenti sociali. Il cappotto lungo, il berretto piatto e l’atteggiamento glaciale sono stati imitati ovunque, dai social fino agli eventi cosplay.
Ma la cosa che ha davvero colpito il pubblico è stata la profondità psicologica del personaggio.
Tommy non è mai stato un eroe tradizionale.
È un uomo segnato dalla guerra, dal trauma e da una fame di potere che spesso lo porta a compiere scelte moralmente discutibili.
E proprio questa complessità ha reso il personaggio così affascinante e indimenticabile.
Perché la scelta di Murphy ha senso

Molti fan speravano di vedere Tommy Shelby continuare per anni, magari con nuove stagioni o altri film.
Ma la decisione di Murphy in realtà è molto intelligente.
Quando un personaggio diventa così importante, il rischio di rovinarlo con troppe continuazioni è enorme.
Chiudere la sua storia con un grande film potrebbe essere la scelta migliore per preservare l’impatto del personaggio.
Meglio una conclusione potente e memorabile che una lunga serie di sequel sempre più deboli.
E probabilmente Murphy lo sa benissimo.
Cosa aspettarsi da The Immortal Man
Il film promette di essere molto più cinematografico rispetto alla serie televisiva.
Tra gli elementi più attesi ci sono:
- una scala narrativa più grande
- ambientazioni legate alla guerra
- nuove dinamiche nella famiglia Shelby
- un conflitto generazionale tra Tommy e Duke
Se la serie era già intensa, il film potrebbe portare tutto a un livello ancora più alto, sia dal punto di vista visivo che narrativo.
E soprattutto rappresenterà l’ultimo capitolo della storia di Tommy Shelby.
Un addio che segna la fine di un’era
Quando Peaky Blinders è iniziata nel 2013, il panorama televisivo era molto diverso.
Oggi la serie è considerata una delle produzioni più influenti dell’ultimo decennio, insieme ad altri grandi fenomeni seriali.
Gran parte di questo successo è legato proprio alla performance di Murphy.
Dire addio a Tommy Shelby significa chiudere uno dei capitoli più importanti della televisione moderna.
Ma forse è proprio questo il momento giusto per farlo.
Perché alcune storie funzionano meglio quando finiscono nel punto esatto in cui devono finire.
E ora la domanda è una sola, Sicarios: The Immortal Man riuscirà davvero a dare a Tommy Shelby il finale epico che merita?

