Kill Bill: the whole bloody affair – il film definitivo di Tarantino arriva dopo 20 anni di attesa

Finalmente la versione che Quentin Tarantino voleva davvero: quattro ore e mezza di katane, sangue e vendetta senza pause

Ci sono film che diventano cult. Poi ci sono film che diventano leggenda. E poi c’è Kill Bill, una di quelle opere cinematografiche che hanno fatto saltare il cervello a milioni di spettatori nei primi anni 2000 e che ancora oggi viene citata come uno dei capolavori assoluti del cinema moderno. Ma c’è un piccolo dettaglio che molti non sanno: Kill Bill non è mai stato davvero il film che Quentin Tarantino voleva fare.

Sì, hai capito bene. Quella roba incredibile che abbiamo visto nel 2003 e nel 2004, con Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2, in realtà era solo la versione “compromesso”. Il progetto originale del regista era molto più grande, molto più lungo e molto più folle.

E adesso, dopo oltre vent’anni di attesa, finalmente arriva Kill Bill: The Whole Bloody Affair, la versione definitiva che Tarantino aveva sempre immaginato. Un unico gigantesco film di 275 minuti che unisce i due capitoli della saga in un’unica esperienza cinematografica. Niente pause, niente divisioni, niente tagli strani: solo vendetta pura dall’inizio alla fine.

Per i Sicarios del cinema questo è praticamente un evento storico.

Kill Bill è uno di quei film che hanno cambiato le regole del gioco. Quando uscì nel 2003 sembrava una bomba nucleare lanciata nel mezzo dell’industria cinematografica: arti marziali, western, samurai movie, anime giapponesi, citazioni pop, sangue che schizza come se qualcuno avesse bucato una cisterna. Tutto insieme, tutto perfettamente orchestrato dalla mente un po’ pazza e geniale di Quentin Tarantino.

Il problema è che la sceneggiatura originale era enorme. Parliamo di un film che superava abbondantemente le quattro ore. Per gli standard hollywoodiani era una roba difficile da distribuire nelle sale. Così il produttore esecutivo Harvey Weinstein spinse per una soluzione più “commerciale”: dividere tutto in due film separati.

E così nacquero Kill Bill: Volume 1 nel 2003 e Kill Bill: Volume 2 nel 2004. Due film incredibili, certo, ma comunque non esattamente la visione originale del regista.

Tarantino lo ha detto più volte negli anni: il suo vero Kill Bill era un unico film monumentale. Un’esperienza continua che accompagnasse lo spettatore nella storia di vendetta della Sposa senza interruzioni.

E ora, finalmente, quella visione è diventata realtà.

La nuova versione, Kill Bill: The Whole Bloody Affair, non è semplicemente i due film messi insieme uno dopo l’altro. Sarebbe stato troppo facile. Tarantino ha rimesso mano al montaggio e ha ricostruito l’opera per trasformarla in un unico racconto fluido.

Questo significa che il finale di Volume 1 è stato modificato, così come l’inizio di Volume 2. Il famoso riassunto in bianco e nero che apriva il secondo capitolo è stato completamente rimosso perché, in questa versione, la storia non si interrompe mai.

Si passa da una scena all’altra senza stacchi artificiali, come se fosse sempre stato pensato così.

Ed è proprio questo il punto: in realtà era stato pensato così fin dall’inizio.

Uno dei momenti più iconici della saga è senza dubbio la gigantesca battaglia nella House of Blue Leaves, dove la Sposa affronta gli 88 Folli e O-Ren Ishii in una sequenza che è diventata storia del cinema.

Nella versione uscita nel 2003 alcune parti di quella scena erano state convertite in bianco e nero per evitare problemi con la censura legati alla quantità esagerata di sangue.

Nella versione The Whole Bloody Affair, invece, quella sequenza è stata restaurata completamente a colori.

E non solo.

Sono state reinserite parti più violente e più lunghe del combattimento, con dettagli che non erano mai stati mostrati nella versione cinematografica originale. Il risultato è una scena ancora più folle, ancora più brutale e ancora più spettacolare.

Praticamente una festa per chi ama il cinema action fatto bene.

Un’altra parte leggendaria del film è la sequenza animata che racconta il passato di O-Ren Ishii, uno dei personaggi più memorabili dell’intera saga.

Quella scena fu realizzata dallo studio giapponese Production I.G, uno dei più importanti nel mondo dell’animazione, e mescolava perfettamente lo stile anime con la narrativa tarantiniana.

Nella versione definitiva sono stati aggiunti nuovi dettagli e nuove parti della storia, espandendo ulteriormente il background del personaggio.

Non si tratta di cambiamenti giganteschi, ma sono quei piccoli extra che rendono la visione ancora più completa per i fan più hardcore.

Parliamo ora della durata, perché qui entriamo nel territorio delle maratone cinematografiche serie.

Kill Bill: The Whole Bloody Affair dura circa 275 minuti.

Tradotto: quattro ore e mezza di film.

È praticamente come guardare una miniserie tutta d’un fiato, ma con la qualità e la regia di uno dei più grandi autori del cinema moderno.

Per alcuni potrebbe sembrare una follia. Ma per i fan di Tarantino è esattamente il contrario: è il modo giusto di vivere questa storia.

La vendetta della Sposa non è mai stata pensata per essere spezzata in due parti separate. È una lunga discesa nell’ossessione, nel dolore e nella violenza.

Ed è proprio questo viaggio che Tarantino voleva raccontare senza interruzioni.

La trama rimane ovviamente quella che tutti conosciamo: Beatrix Kiddo, conosciuta come la Sposa, è una ex assassina che viene brutalmente tradita dalla sua squadra di killer professionisti il giorno del suo matrimonio.

Dopo essere sopravvissuta a un massacro e a un coma durato anni, la donna si risveglia con un solo obiettivo nella testa: vendicarsi di tutti quelli che l’hanno distrutta.

Uno dopo l’altro, i membri della Deadly Viper Assassination Squad diventano bersagli della sua lista di morte.

O-Ren Ishii.
Vernita Green.
Budd.
Elle Driver.

E alla fine, naturalmente, Bill.

Quello che rende Kill Bill così speciale non è solo la trama, ma il modo in cui Tarantino mescola generi cinematografici completamente diversi.

Il film è un mix assurdo e geniale di:

film di arti marziali di Hong Kong
spaghetti western
cinema samurai giapponese
anime
blaxploitation
thriller di vendetta

Il tutto condito con dialoghi memorabili, musica iconica e una regia che sembra dire allo spettatore: “Ok, adesso ti faccio vedere qualcosa di veramente figo”.

E la cosa incredibile è che funziona tutto perfettamente.

La Sposa interpretata da Uma Thurman è diventata uno dei personaggi più iconici della storia del cinema. La sua tuta gialla, la katana Hattori Hanzo e il suo sguardo pieno di rabbia sono entrati nella cultura pop come pochi altri simboli.

E poi c’è Bill, interpretato dal compianto David Carradine, uno dei villain più affascinanti mai visti sul grande schermo.

Non è un mostro urlante o un pazzo maniaco. È un uomo calmo, intelligente, quasi filosofico. Ed è proprio questo che lo rende ancora più inquietante.

Dopo anni di voci, speculazioni e promesse, Kill Bill: The Whole Bloody Affair sta finalmente arrivando nelle sale.

Negli Stati Uniti il film è già stato proiettato in alcune occasioni speciali, mentre l’uscita ufficiale nei cinema europei è prevista per aprile.

Per i fan di Tarantino questa non è solo una riedizione. È la versione definitiva di uno dei film più importanti degli ultimi trent’anni.

È il Kill Bill che Tarantino aveva immaginato quando scriveva la sceneggiatura nei primi anni 2000. Senza compromessi, senza divisioni, senza tagli imposti dall’industria.

Solo la sua visione completa.

E fidati: quando Tarantino decide di fare qualcosa senza compromessi, il risultato di solito è una bomba clamorosa.

Se non hai mai visto Kill Bill, questa potrebbe essere l’occasione perfetta per scoprire uno dei film più cazzuti mai realizzati.

Se invece sei già un fan della saga… preparati, perché questa versione potrebbe farti venire voglia di prendere una katana e urlare vendetta contro il mondo intero.