Resident evil requiem sarà lungo quasi il doppio di Village e finalmente Capcom ha smesso di fare il tirchio

Resident evil requiem sarà lungo quasi il doppio di Village e finalmente Capcom ha smesso di fare il tirchio

C’è una frase che ogni fan di Resident Evil si è sentito dire almeno una volta negli ultimi anni: “Sì bello eh, ma dura poco”. E non è una lamentela da ragazzini viziati che vogliono 300 ore di campagna, è proprio una critica concreta, reale, giusta. Perché Resident Evil 7 e soprattutto Resident Evil Village sono stati giochi della madonna a livello di atmosfera, tensione, estetica e ritmo… ma quando finivano ti lasciavano con quella sensazione di “ma che cazzo, già finito?”.

E invece adesso arriva una conferma che fa godere parecchio.

Secondo il produttore Masato Kumazawa, Resident Evil Requiem avrà una durata simile a quella di Resident Evil 4, e questo significa una cosa semplicissima: sarà praticamente il doppio di Village.

Quindi sì, Capcom ha deciso di smetterla di fare la furba con le ore di gioco e finalmente ci darà una campagna che non sembra una maratona da Netflix tagliata a metà perché il budget era finito.

E per una saga horror che punta tantissimo sulla tensione narrativa, sulla scoperta e sull’esplorazione, questa è una notizia gigantesca.

Resident Evil Requiem durerà come Resident Evil 4 e non è una cosa da poco

Qui bisogna parlare chiaro.

Resident Evil 4, sia nella versione originale sia nel remake, è uno di quei giochi che definisci “lungo il giusto”. Non è un open world pieno di missioni fotocopia, non è una roba da 80 ore dove dopo 15 ti rompi i coglioni e inizi a skippare dialoghi. È un gioco che dura tanto, ma ti tiene sempre dentro la storia e non ti lascia respirare.

Parliamo di una campagna che mediamente dura tra le 16 e le 21 ore, a seconda di quanto esplori, quante risorse sprechi, quante volte muori come un idiota e quante secondarie ti fai.

Ora, se Resident Evil Requiem punta a quel tipo di durata, vuol dire che Capcom sta cercando di fare un Resident Evil grosso, corposo, pieno di contenuto e non un’esperienza “mordi e fuggi” che ti finisci in due sere e poi resti a fissare la schermata dei titoli di coda come un cretino.

E soprattutto vuol dire una cosa ancora più importante: questa volta non stanno vendendo aria fritta.

Village era bello ma corto e Capcom lo sa benissimo

Resident Evil Village è un titolo che ha spaccato il culo a molti per stile, atmosfera, varietà di ambientazioni e villain iconici. Lady Dimitrescu è diventata praticamente una celebrità globale, una roba che manco certi personaggi Marvel.

Ma c’era un problema: finiva troppo in fretta.

La storia principale, se giocata in modo normale, si chiudeva in circa 10 ore. Anche Resident Evil 7 aveva più o meno la stessa durata.

E ok, va bene, Resident Evil non è mai stato una saga famosa per le campagne infinite. Però negli ultimi anni la percezione del pubblico è cambiata, e se mi fai pagare un gioco full price, io voglio una campagna che mi lasci soddisfatto, non un assaggio.

Perché il problema non è solo la durata, è il fatto che in Village c’erano parti potenzialmente enormi che sembravano “tagliate”, compresse, ridotte. Ti facevano intravedere un mondo gigantesco e poi ti dicevano “fine, arrivederci”.

Ecco perché questa dichiarazione del produttore su Requiem è così importante. Perché significa che Capcom ha ascoltato, e stavolta vuole fare un gioco che dura.

Requiem sarà diviso in capitoli come RE4 Remake e questa è una scelta intelligente

Un altro dettaglio interessante è che Resident Evil Requiem sarà diviso in capitoli, con struttura e contenuti simili a quelli di Resident Evil 4 Remake.

E qui bisogna essere onesti: è un’ottima idea.

La struttura a capitoli di RE4 funzionava da dio perché:

  1. ti dava un ritmo narrativo chiaro
  2. ti faceva sentire sempre in progressione
  3. permetteva di cambiare ambientazione spesso senza annoiare
  4. era perfetta per la rigiocabilità

Resident Evil, quando è strutturato bene, è una droga. E se Requiem avrà capitoli ben costruiti, con momenti di azione e momenti di horror puro, allora può diventare uno dei migliori capitoli della saga moderna.

E soprattutto può evitare il rischio di diventare un gioco “tutto uguale” dall’inizio alla fine.

Perché se c’è una cosa che Resident Evil deve fare, è cambiare continuamente le carte in tavola. Deve farti sentire al sicuro e poi prenderti a schiaffi.

Leon S. Kennedy torna e Capcom sa benissimo cosa sta facendo

Qui c’è da dire una cosa senza giri di parole: quando metti Leon in un Resident Evil, stai giocando sporco.

Leon è uno dei personaggi più amati di sempre, un simbolo vivente della saga. È uno di quei protagonisti che basta farlo entrare in scena e i fan iniziano a fare teorie come se fossero investigatori della CIA.

E Requiem, da quello che si capisce, sarà un gioco dove Leon avrà una componente più action, più aggressiva, più “armi e cazzi in faccia ai mostri”.

Quindi, se la struttura è simile a RE4 e c’è Leon che fa Leon, è evidente che Capcom vuole riportare quella sensazione di avventura horror con un ritmo più cinematografico, più pieno, più lungo.

E per molti fan questo è letteralmente il paradiso.

Grace Ashcroft: la nuova protagonista e la scelta più interessante di tutto il gioco

E qui arriva la parte più intrigante.

Perché Requiem non sarà solo Leon.

Il gioco sarà diviso in sezioni giocabili tra Leon e Grace Ashcroft, e la cosa bella è che non saranno due personaggi “diversi solo per estetica”, ma avranno due gameplay differenti.

Leon: azione intensa, più combattimento, più gestione aggressiva delle situazioni.
Grace: sopravvivenza pura, terrore, tensione, probabilmente più stealth e meno munizioni.

E questa cosa, se fatta bene, può essere una bomba.

Perché il rischio dei Resident Evil moderni è sempre lo stesso: diventare troppo action e perdere l’anima horror. Oppure diventare troppo horror lento e perdere quel senso di progressione.

Qui invece Capcom sembra voler fare entrambe le cose. E se davvero riescono a bilanciare le due esperienze, Requiem potrebbe essere un gioco che prende il meglio di Resident Evil 7, il meglio di Village e il meglio di Resident Evil 4.

Praticamente un mostro Frankenstein perfetto. E finalmente un Frankenstein che non fa schifo.

Una durata più lunga significa anche più lore e più trama vera

Una cosa che spesso la gente sottovaluta è questa: più ore di gioco non significa solo “più gameplay”.

Significa più storia.

E Resident Evil è una saga che ormai è diventata un universo gigantesco, pieno di collegamenti, personaggi, organizzazioni segrete, virus con nomi assurdi e plot twist che ti fanno venire voglia di urlare “ma che cazzo succede”.

Se Requiem dura davvero 16-21 ore, vuol dire che avremo più tempo per:

  • esplorare ambientazioni più grandi
  • scoprire documenti, file, segreti
  • capire meglio il contesto narrativo
  • avere più boss fight importanti
  • avere più scene memorabili
  • costruire tensione senza correre

E questa è una delle cose che Village non ha sempre fatto bene. Village era bellissimo, ma spesso andava troppo di fretta, come se volesse arrivare al finale senza prendersi il tempo di respirare.

Requiem invece sembra voler rallentare dove serve e accelerare quando serve.

Che è esattamente quello che dovrebbe fare un horror fatto bene.

Capcom sta rispondendo alle critiche e lo sta facendo nel modo giusto

È inutile girarci attorno: Resident Evil negli ultimi anni è tornato fortissimo, ma i fan hanno sempre avuto due critiche principali.

La prima: “sono troppo brevi”.
La seconda: “troppa action, troppo poco survival horror”.

E Requiem, almeno dalle informazioni attuali, sembra voler rispondere a entrambe.

Durata maggiore.
Divisione gameplay tra un personaggio più action e uno più horror.

È una scelta che sembra fatta apposta per dire ai fan: “ok stronzi, vi abbiamo sentiti”.

E quando una casa di sviluppo ascolta davvero, invece di fare finta e venderti un DLC a 30 euro per allungare il brodo, allora merita rispetto.

Perché Resident Evil non è una serie qualunque. È una saga che ha segnato un genere intero. Se Capcom sbaglia, si porta dietro tutto. Se Capcom azzecca, cambia di nuovo le regole.

La data di uscita è vicina e questa cosa mette ancora più hype

Resident Evil Requiem uscirà il 27 febbraio 2026 su:

  • PC
  • PS5
  • Xbox Series X|S
  • Steam Deck
  • Nintendo Switch 2

E questa è un’altra cosa che farà impazzire la community, perché significa che Capcom vuole sparare questo gioco ovunque, senza fare la solita storia del “prima su una console, poi dopo un anno sugli altri”.

No, qui sembra un lancio grosso, serio, con un supporto tecnico completo.

E se davvero gira bene su Steam Deck e Switch 2, allora parliamo di un titolo che potrà essere giocato anche in modalità portatile, che per un survival horror è una roba assurda. Immagina giocarti Resident Evil Requiem di notte, a letto, con le cuffie. Ti viene un infarto e devi chiamare un prete… anzi no, meglio di no, che poi ti rompe i coglioni.

L’idea di alternare due protagonisti può rendere Requiem il Resident Evil più vario degli ultimi anni

Una delle cose che ha reso Resident Evil 4 così amato è la varietà continua.

Non restavi mai fermo nello stesso mood. Ti cambiavano l’ambiente, ti cambiavano il tipo di nemici, ti cambiavano le armi, ti cambiavano l’approccio.

Se Requiem alterna Leon e Grace in modo intelligente, la varietà sarà automatica.

Leon potrebbe essere perfetto per:

  • sparatorie intense
  • boss fight enormi
  • sezioni più cinematografiche
  • momenti di puro caos

Grace invece potrebbe essere perfetta per:

  • stealth
  • gestione delle risorse
  • puzzle più complessi
  • sezioni dove ti senti impotente

E la cosa più bella è che un horror funziona meglio quando alterna potere e paura.

Prima ti fa sentire forte, poi ti toglie tutto e ti fa sentire un verme.

Resident Evil deve essere così. Deve prenderti per il collo e farti capire chi comanda.

Se dura davvero come RE4, allora Requiem potrebbe diventare il nuovo punto di riferimento

Mettiamo insieme tutto quello che sappiamo:

  • durata simile a Resident Evil 4
  • struttura a capitoli come RE4 Remake
  • due protagonisti con gameplay diverso
  • Leon protagonista action
  • Grace protagonista survival horror
  • uscita multipiattaforma
  • hype altissimo e aspettative enormi

Se Capcom non sbaglia, questo potrebbe diventare il gioco che definisce la nuova generazione di Resident Evil.

Un po’ come RE7 ha ridefinito la saga nel 2017.

E il bello è che questa volta non stanno facendo l’esperimento strano. Non stanno reinventando tutto a caso. Stanno prendendo il meglio di quello che hanno fatto negli ultimi dieci anni e lo stanno concentrando in un gioco più lungo, più pieno e più ambizioso.

Che è esattamente ciò che volevamo.

Resident Evil Requiem e gli orologi Hamilton: dettaglio curioso ma potenzialmente enorme

Nel testo che hai mandato c’era anche un riferimento agli orologi Hamilton legati a Resident Evil Requiem.

E questa cosa potrebbe essere più interessante di quanto sembri, perché Hamilton è un marchio che spesso collabora con film e produzioni grosse (tipo Interstellar, Tenet, ecc.). Quindi se stanno facendo partnership anche con Resident Evil, vuol dire che Capcom sta trattando Requiem come un prodotto enorme, quasi cinematografico, quasi “evento”.

Non è la classica sponsorizzazione da due spicci.

È roba da marketing pesante, da brand premium.

E quando inizi a vedere collaborazioni così, significa che dietro c’è fiducia, budget e voglia di trasformare il gioco in un fenomeno.

Insomma, non è solo un dettaglio estetico. È un segnale.

Capcom ha capito che i fan non vogliono più giochi corti e “compatti”

Il punto finale è questo.

Il mercato è cambiato. I giocatori oggi non vogliono per forza giochi da 200 ore, ma non vogliono nemmeno titoli che sembrano finire sul più bello.

Un Resident Evil deve lasciarti esausto, deve farti sentire come se hai vissuto un incubo lungo e pieno di merda, sangue, tensione e colpi di scena.

E se Requiem dura davvero quasi il doppio di Village, allora possiamo dirlo: finalmente avremo un Resident Evil moderno che non ti lascia con l’amaro in bocca per la durata.

E la cosa migliore è che questa volta non sembra un gioco “allungato artificialmente”. Sembra un gioco costruito per essere grande.

Ed è questo che fa la differenza tra un titolo solido e un capolavoro.

Adesso la domanda è una sola, sicarios: Capcom riuscirà a mantenere alta la tensione per 20 ore senza fare cazzate… o ci ritroveremo con un gioco lungo ma pieno di filler inutili?