The outer worlds 2 rischia di essere l’ennesimo flop xbox e i numeri fanno davvero paura

Vendite basse, entusiasmo tiepido e game pass che continua a fare danni

Quando The outer worlds 2 è stato annunciato, l’hype era bello carico.
Parliamo pur sempre di Obsidian, uno studio che negli anni si è costruito una reputazione da sviluppatore serio, capace di scrivere mondi, personaggi e dialoghi come pochi altri nel panorama occidentale.

E invece oggi ci troviamo davanti a una situazione piuttosto imbarazzante.
Non tragica, ma di quelle che fanno storcere il naso a Xbox e fanno partire qualche riunione interna un po’ troppo silenziosa.

Perché sì, ragazzi: The outer worlds 2 potrebbe essere l’ennesimo titolo Xbox che non vende un cazzo.

E il problema non è solo quanto ha venduto, ma quanto poco rispetto al primo capitolo.

Il che è sempre una pessima notizia.

Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, il gioco non avrebbe ancora raggiunto il milione di copie vendute nei primi tre mesi dal lancio.
Una cifra che, detta così, può sembrare anche dignitosa… finché non la confronti con il passato.

Il primo The outer worlds, nello stesso periodo, aveva superato tranquillamente i due milioni di unità.

Tradotto in linguaggio non corporate:
il sequel ha venduto la metà.

E quando un seguito vende meno del capitolo precedente, per un publisher è come vedere il grafico che scende mentre qualcuno spegne le luci in sala riunioni.

Non è mai un bel segno.

Il punto è che The outer worlds 2 non è uscito in sordina.
Anzi.

Obsidian nel 2025 ha praticamente lavorato come una fabbrica impazzita, piazzando sul mercato:

Avowed
Grounded 2 in accesso anticipato
The outer worlds 2

Tre giochi nello stesso anno.
Una roba che sulla carta dovrebbe far esplodere l’attenzione mediatica.

E invece il risultato finale è stato molto più tiepido del previsto.

The outer worlds 2 è stato accolto bene, sì, ma senza quell’entusiasmo da “gioco evento”.
Le recensioni sono state positive ma non memorabili, il passaparola non è mai davvero decollato e sui social l’argomento è sparito nel giro di poche settimane.

Un titolo che nessuno odia, ma che nessuno difende con il coltello tra i denti.

E questo, nel 2026, è un problema grosso come una nave spaziale.

Uno dei nodi principali, ancora una volta, è il Game Pass.

Il gioco era disponibile dal day one sul servizio Microsoft, e ormai è impossibile far finta di niente:
questa roba continua a mangiare vendite come un parassita silenzioso.

Perché il giocatore medio ragiona così:
“Perché dovrei spendere 80 euro quando posso giocarlo con l’abbonamento?”

Ed è un ragionamento legittimo, per carità.
Il problema è che così i numeri retail vanno a puttane, e quando si devono valutare budget, sequel e nuove IP… quei numeri contano eccome.

Il discorso diventa ancora più strano se consideriamo che The outer worlds 2 è uscito anche su PS5.

Quindi niente scuse del tipo “è solo su Xbox”.
Era multipiattaforma.
Era disponibile ovunque.

Eppure non ha sfondato.

Questo significa una cosa molto semplice e molto scomoda:
il brand non è mai diventato davvero forte.

Il primo gioco aveva funzionato anche grazie al contesto.
Arrivava in un momento in cui c’era fame di RPG narrativi, Obsidian tornava sotto i riflettori e l’effetto “anti Fallout 76” aveva fatto il resto.

Ma oggi quell’effetto è evaporato.

The outer worlds 2 non è più “la sorpresa”.
È diventato “quel gioco che ti ricordi vagamente”.

E questo è pericoloso.

A peggiorare la situazione ci si è messo anche il prezzo.

Il gioco doveva uscire a 90 euro.
Poi è stato abbassato a 80.
E già lì la community aveva iniziato a rumoreggiare parecchio.

Perché chiedere 80 euro per un titolo che, nei trailer, non mostrava un salto tecnico clamoroso, è una mossa rischiosa.
Soprattutto se sai che gran parte del tuo pubblico lo giocherà comunque su Game Pass.

Risultato?
Gente incazzata prima ancora di mettere le mani sul pad.

E quando parti così, recuperare è sempre un casino.

Xbox negli ultimi mesi si sta portando dietro una serie di uscite che non stanno performando come sperato.

DOOM: The Dark Ages
Call of Duty: Black Ops 7
e ora anche The outer worlds 2

Titoli importanti, nomi grossi, budget pesanti… ma numeri che non fanno saltare lo champagne.

Il problema non è che questi giochi siano brutti.
Il problema è che non sono abbastanza forti da giustificare l’investimento mostruoso che richiedono.

E quando sei Microsoft, a un certo punto, inizi a fare due conti.

Il rischio vero ora riguarda proprio Obsidian.

Non perché lo studio non sia bravo, ma perché un sequel che vende meno del precedente è sempre una bandierina rossa enorme.

Per lo studio.
Per l’editore.
Per il futuro della IP.

Significa che il pubblico non è cresciuto.
Significa che l’interesse non si è ampliato.
Significa che qualcosa, a livello di impatto, si è perso per strada.

E quando succede, il prossimo progetto non passa più lisciissimo.

Xbox potrebbe iniziare a chiedersi se vale davvero la pena investire ancora cifre pesanti su The outer worlds, oppure se sia meglio dirottare Obsidian su altro.

Nuova IP?
Ritorno a qualcosa di più piccolo?
Un progetto meno ambizioso ma più mirato?

Tutte domande che oggi sono sul tavolo.

Ovviamente finché non arriveranno i dati ufficiali definitivi, nessuno può parlare di fallimento totale.
Ma una cosa è chiara già adesso: The outer worlds 2 non è il successo che Xbox sperava.

Non è il disastro dell’anno.
Ma nemmeno il colpo grosso.

È quel tipo di gioco che resta in mezzo.
E nel mercato attuale, stare in mezzo è quasi peggio che floppare di brutto.

Ora la vera domanda è una sola, Sicarios.

Se questo sequel ha già fatto fatica a imporsi…
Xbox e Obsidian avranno davvero il coraggio di puntare su un The outer worlds 3?

Oppure questa saga è destinata a perdersi nello spazio, come tante altre promesse mai esplose davvero?